• venerdì , 30 Ottobre 2020

La clonazione sull’uomo è impossibile?

La clonazione è la tecnica che permette di ottenere un individuo neonato mediante il trasferimento del nucleo di una cellula somatica (ad esempio dell’intestino) in una cellula uovo il cui nucleo sia stato rimosso o distrutto. Questa definizione esclude i processi di clonazione mediante divisione artificiale dell’embrione ottenuto mediante fecondazione.
Il primo esperimento di clonazione venne effettuato nel 1958 per opera di John B. Gurdon che riuscì a clonare una rana utilizzando gli ovociti. Grazie a questo esperimento ottenne il premio Nobel per la medicina nel 2002. In seguito ad altri esperimenti ben riusciti svolti su delle scimmie in Cina si è capito, attraverso alcuni studi scientifici, che il processo di clonazione si sarebbe potuto svolgere anche sull’uomo.

Come afferma però Giovanni Perini, docente di Genetica ed epigenetica presso l’Università di Bologna «ci fermiamo prima: quando l’incontro fra la cellula somatica dell’individuo da clonare e l’ovocita è avvenuto con successo, dando vita ai primissimi stadi di sviluppo di un embrione». Ci si blocca per una motivazione puramente etica: «È proprio così», dice Perini, «è solo la questione morale a fermarci, altrimenti, da un punto di vista tecnico ci sarebbero già tutti i mezzi per avviare un test sull’uomo».

La questione etica è ciò che frena gli scienziati a compiere esperimenti che potrebbero portare molti giovamenti all’umanità. Nonostante però l’opinione di Perini, il professore italiano Severino Antinori e quello greco-cipriota Panayiotis Zavos, hanno espresso la loro intenzione di avviare, a novembre di quest’anno, il processo di creazione di un clone umano. Nel corso del suo intervento ad una riunione della National Academy of Science, a Washington, il professor Antinori ha affermato che avrebbe portato a compimento i suoi piani o in un paese del Mediterraneo non specificato, o su una nave in acque internazionali. Il metodo consiste nell’iniettare cellule da un padre sterile in un uovo, che in seguito verrà impiantato nell’utero materno.

Secondo Zavos, la tecnica la si dovrebbe impiegare soltanto con persone che hanno esaurito tutti gli altri sistemi per avere figli. Secondo Zavos ed Antinori, ci sono 200 volontari in Italia e 1.300 negli Stati Uniti, principalmente del Kentucky, che sono disposti a collaborare. L’esperimento non potrebbe essere attuato né in Europa, dove una convenzione del Consiglio d’Europa vieta la clonazione umana, né negli Stati Uniti, dove la Camera dei Rappresentanti, alla fine di luglio, ha votato per l’interdizione di questa tecnica.

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