• lunedì , 26 Ottobre 2020

Gli spazzini della plastica

di Fabiola Palumbo

Utilizziamo le ultime tecnologie, sfruttiamo al meglio i social media per far scorrere le notizie velocemente affinché giungano all’orecchio di tutti. Senza lasciar scorrere il tempo invano ma usandone ogni istante.


In questi giorni tra le varie ed inutili pubblicità su YouTube vi è un annuncio particolarmente interessante: 4ocean è una società che si occupa di raccogliere rifiuti (in particolare di plastica) dai mari e dalle spiagge e di smaltirli in modo sostenibile. Infatti non solo vengono selezionati e differenziati per tipologie ma dal loro riciclo vengono anche realizzati dei braccialetti la cui vendita finanzia la società.


4ocean è nata nel 2017 dall’idea geniale di due giovani surfisti americani in Florida, Andrew e Alex. È sorprendente che a distanza di soli due anni quell’idea si sia trasformata in un progetto reale che grazie all’impegno e alla volontà collettiva ha avuto la forza di dar vita a una struttura con 75 dipendenti, centinaia di volontari e progetti avviati in oltre 20 Paesi del mondo.

Grazie alla vendita dei bracciali realizzati con materiale riciclato,motore della società, 4ocean possiede una flotta di imbarcazioni con oltre 20 membri dell’equipaggio che recuperano materiale in acqua e sulle coste ininterrottamente: “Vedere il livello d’inquinamento dei mari – affermano Andrew ed Alex – è drammatico e c’è molto da fare per riuscire a innescare un cambiamento. Tutto inizia con le nostre azioni a terra per evitare che la plastica arrivi negli oceani”. Il motto è «one bracelet» (un braccialetto) «one pound» (poco meno di mezzo chilogrammo di materiale). Dall’inizio dell’avventura ne hanno venduti oltre trecentomila.

Oggi nei mari sono presenti 150 milioni di tonnellate di plastica, valore destinato a crescere ad 8 milioni di tonnellate l’anno. La società, gli abitanti delle metropoli e non solo, devono lavorare per contrastare tutto ciò. Insieme: con l’obiettivo di cambiare l’incombente presente e vedere con occhi pieni di speranza il futuro.


Nel primo anno di attività sono state strappate agli oceani circa 115 tonnellate di rifiuti e l’obiettivo, superato, per il 2018 era 450.  
4ocean dopo aver identificato l’isola di Haiti come una delle aree maggiormente colpite del problema della plastica ha costruito la nuova sede centrale di cleanup a Port-au-Prince, per pulire le sue coste e l’oceano che le bagna. La squadra di 80 persone,composta anche da pescatori locali, con 8 navi di pulizia si sforza di raccogliere circa 3.000 chili di plastica e rifiuti ogni singolo giorno.

L’obiettivo principale nell’isola è quello di  intercettare la plastica alle foci dei fiumi e recuperarla prima che entri nell’Oceano per poi riciclarla in una struttura privata a Port-au-Prince e smaltirla correttamente. Inoltre la società aderisce a programmi di sensibilizzazione locali per aiutare a educare le comunità colpite dalle conseguenze che la plastica produce sull’Oceano e sul loro territorio: in questo modo si può motivare la gente cambiare i propri comportamenti quotidiani impedendo che altra plastica e rifiuti viaggino indisturbati nell’Oceano, distruggendo la fauna e la flora.

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