• lunedì , 30 Novembre 2020

Empatia, questa sconosciuta

L’empatia è la capacità di entrare, metaforicamente, in chi ci sta attorno; nella mente e nella storia di ciascuno per carpirne i sentimenti e le emozioni.

È un atteggiamento verso gli altri caratterizzato da un impegno di comprensione escludendo ogni attitudine affettiva personale, come la simpatia, e ogni giudizio morale. Si tratta di ascoltare il prossimo mettendo da parte le preoccupazioni personali e i propri pensieri mettendosi a completa disposizione dell’altro.

Recenti studi dimostrano come sia ormai fondamentale questa attitudine nella vita che conduciamo ogni giorno, scandita da orari e impegni che non lasciano tempo al distacco.

A partire dai gruppi di studio, seguiti da quelli di lavoro, saper familiarizzare rapidamente con chiunque ci si ritrovi di fronte è fonte di successo oltre che di soddisfazione personale. 

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Experimental Psychology: General ha però riscontrato difficoltà e pigrizia nella buona parte dei soggetti presi in esame. I quali, sottoposti alla libera scelta di immedesimarsi o descrivere alcuni bambini rifugiati raffigurati su due mazzi di carte, fanno deciso per il 65% di evitare lo sforzo empatico semplicemente descrivendo le fotografie, sia nel caso di immagini tristi sia felici. Inoltre è importante specificare che non era stata chiesta alcuna somma in denaro per aiutare i protagonisti delle fotografie. 

L’empatia è quella capacità di entrare in contatto con chiunque senza avere diverbi o discussioni violente proprio perché permette a chi ne fa uso di vestirsi dei panni altrui interpretando le espressioni facciali e corporali. Si tratta di una qualità che rende allo stesso tempo più umani e più sinceri oltre che più propensi ad accettare le peculiarità di ciascuno e più aperti alla diversità.

Il termine empatia traduce solitamente la parola tedesca einfühlung che si trova inoltre alla base della teoria estetica di R. Vischer e T. Lipps. Si tratta di quella particolare sensazione che si prova di fronte ad un’opera d’arte. Permette l’immedesimazione del sentimento nelle forme naturali dovuta ad un rapporto tra soggetto e oggetto nel quale l’empatia consente di aprire lo sguardo sui valori sconosciuti di sé stessi e degli altri.

Fin dalla fine del XIX secolo la questione di come l’arte possa creare empatia nell’uomo ha ineressato gli intelletttuali di ogni epoca. Infatti nelle arti visive è comune l’idea che le caratteristiche percettive di un dipinto come forma, colore e movimento determinino il piacere estetico, il cosiddetto einfuhlung.

A questo proposito alcuni studiosi delle università di Vienna e Wurzburg hanno condotto un esperimento pubblicato a novembre del 2012 sulla rivista Psychological Science con il titolo “covert painting simulations influence aesthetic appreciation of artworks”. A Vienna hanno mostrato a 114 studenti alcuni quadri di Van Gogh e di altri impressionisti controllando i gesti involontari ed inconsci delle mani poste su un foglio bianco. Gli studenti si sono immedesimati nelle opere riproducendo con le dita il tratto dei pennelli utilizzati dagli artisti. Inoltre i soggetti dell’esperimento hanno anche affermato di preferire lo stile osservato rispetto ad altri. Da questo Helmut Leder, Siegrun Bär e Sascha Topolinsk hanno potuto dimostrare come un osservatore qualunque sia in grado di entrare in empatia con l’artista dell’opera osservata.

L’empatia può essere dunque considerata come una forma di conoscenza raggiungibile tramite un processo cognitivo nel quale si può diventare esperti. Imparando ad adoperarla nel momento corretto diventa una caratteristica indispensabile per interagire con il mondo evitando di ricadere nei due estremi di assenza o eccesso che non rendono capaci di aiutare ma al contrario bisognosi di aiuto.

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