• martedì , 22 Ottobre 2019

Stati Divisi d’America

di Filippo Caretta

Il 26 ed il 27 giugno si è tenuto il primo dibattito del partito democratico americano a Miami Florida. Era un momento particolarmente atteso per esplorare le idee dei vari candidati alla Casa Bianca.

La prima sera aveva come ospiti di spicco la radicale senatrice del Massachussets  Elizabeth Warren ed il moderato ex vicepresidente di Obama Joe Biden favorito nei sondaggi; la seconda serata (27 giugno) oltre a Biden e Warren ha visto un infiammato Bernie Sanders, candidato socialista e senatore del Vermoth, oltre a volti nuovi come Andrew Yang (imprenditore della silicon valley), Beto O’Rorke (ex candidato democratico per il Texas) e Bill De Blasio (sindaco di New York) e a nomi conosciuti come Amy Klobuchar vista come possibile presidente già nel 2008.

Questa vasta scelta è lo specchio di un paese diviso. Ai dibattiti di solito in passato vi erano 2 candidati principali da cui sarebbe emerso lo sfidante al rappresentante repubblicano. Questo accadeva fino al presidente Clinton che dopo 2 mandati ottimi di ripresa economica e un sensazionale aumento del valore del dollaro vide il suo lavoro frantumato dal presidente Bush, che a detta di molti analisti portò la disoccupazione alle stelle e un nuovo livello di povertà mai visto su così larga scala negli Stati Uniti.

Dopo di lui venne Obama che migliorò il paese dal punto di vista sociale e diede una dimostrazione della forza statunitense con la dichiarazione di guerra alla cella terroristica dell’ISIS. Tuttavia implementò l’Obamacare, un provvedimento per un sistema di previdenza sociale che alzò il debito pubblico e danneggiò l’economia. In questo scenario si inserisce la corsa presidenziale del 2016 con Donald J. Trump (repubblicano) da una parte e Hilary Clinton (democratica) dall’altra. In questa contesa la parola d’ordine fu divisione: da una parte una proposta di costruire un muro al confine meridionale col Messico per bloccare il flusso di migranti (proposta appoggiata soprattutto da una parte della popolazione bianca) e dall’altra parte una donna portavoce delle minoranze e degli oppressi.

Dopo le elezioni però queste minoranze non si sentirono più rappresentate e iniziarono a protestare apertamente contro il Presidente Questo clima di tensione sociale può forse spiegare il successo oggi di movimenti più di sinistra con il solo Joe Biden a rappresentare un elettorato democratico più moderato. E’ giusto però dire che Biden guida i sondaggi con circa un terzo delle prederenze davanti a Sanders.

I repubblicani hanno invece formato un fronte unito presentando solo il 45° presidente Donald J. Tump come candidato. I democratici sembrano invece virare sempre più a sinistra ed i rappresentanti del partito hanno presentato proposte di legge idee come quella che prevede 1000 dollari al mese per tutti (Andrew Yang), e un sistema di previdenza sociale gratuito e accessibile a tutti dichiarando così guerra alle compagnie assicurative.

Di certo il paese che dovrebbe guidare il mondo occidentale è a livelli di divisione che non si vedevano da oltre un secolo con i gli oppositori che richiedono l’impeachment del presidente e i repubblicani che hanno deciso di sostenerlo. Il quotidiano dell’estrema sinistra italiana “Il Manifesto” prospetta addirittura una seconda guerra civile anche in virtù della vasta presenza di armi nelle mani dei cittadini.

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