• giovedì , 18 Luglio 2019

Azienda Ronaldo

di Umberto Matarozzo

Ad un anno dall’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus, la società mostra evidenti cambiamenti positivi.

L’impresa di salire sul tetto d’Europa ancora non è riuscita, ma nel cuore di ogni juventino continua ad essere presente il sogno della vittoria della Champions League, specialmente in questo periodo di rivoluzione (tanti nomi vengono accostati alla Vecchia Signora durante questa finestra di calciomercato, primo fra tutti quello di Maurizio Sarri, già sedutosi sulla panchina dell’Allianz Stadium).

Mg Torino 02/02/2019 – campionato di calcio serie A / Juventus-Parma / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Cristiano Ronaldo

Dopo una monumentale partita di ritorno degli ottavi di finale contro l’Atletico Madrid (coronata da una tripletta),  il portoghese non è riuscito a trainare la squadra fino alla vittoria della coppa dalle grandi orecchie, o forse sono stati i compagni a non averlo seguito.

Ma, lasciando questa discussione ai critici sportivi, si può certamente affermare che, se non in campo, CR7, il salto di qualità alla Juve l’ha fatto fare in borsa.

Il 5 Luglio 2018 un titolo in borsa valeva 0,82 euro, un anno dopo ha un valore di 1,51 euro, facendo così raddoppiare, o quasi, anche la capitalizzazione, che è passata da 855 milioni a 1,5 miliardi di euro.

Sono inoltre nettamente aumentati i proventi da sponsorizzazioni e gli incassi dello Stadium, pur avendoci giocato 3 partite in meno rispetto alla stagione precedente. Questo è dovuto all’enorme folla curiosa di vedere il fuoriclasse. La stessa folla, in un’epoca digitale come la nostra, si riversa anche sui social, facendo impennare sul web i numeri del club campione d’Italia. I milioni di follower sono passati da 50,4 a 78,5 in soli sette mesi.

Cifre impressionanti, che fanno pensare ad un’operazione certamente sportiva, ma anche finanziaria, non indifferente, d’altronde il calcio, e lo sport in generale, si sta evolvendo, diventando sempre più una questione economica e imprenditoriale.

Numeri da capogiro insomma, proprio come quelli dell’asso di Madeira, che, a 34 anni compiuti, continua ad incastrare record su record, e non ha certo intenzione di fermarsi.

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