• venerdì , 5 Giugno 2020

Ignoranza in abbondanza

L’ inutilità che sembra aver raggiunto la cultura è alta tanto che i dati ISTAT, diffusi alla fine del 2017 sul rapporto cultura-italiani sono senza dubbio preoccupanti.

A partire dalla massa di gente che costituisce il cosiddetto elettorato e che, a causa dell’ignoranza e di conseguenza dell’incapacità di scegliere, votano politici senza un diploma, politici che non si occupano di politica, politici anti-politica, responsabili della rovina del paese.

A confermare, il Rapporto Conoscenza 2018 dell’ ISTAT riporta che l’Italia è ultima in Europa per percentuale di popolazione dai venticinque ai sessantaquattro anni con in mano un titolo di studio terziario, ovvero almeno con una laurea. Mentre in paesi come la Grecia, la Romania, gli Stati Uniti o il Regno Unito alla laurea è arrivato il 46% della popolazione, in Italia si giunge al 20%. Scandaloso.

L’ignoranza abbonda in particolare tra i giovani. Quasi il 20% dei ragazzi non svolge alcun tipo di attività culturale, dal leggere un libro ad andare ai musei o al cinema. I dati confermano che nel 2016 sessantasette italiani su cento non hanno mai frequentato né musei né mostre.  In più quasi il 55% degli italiani non ha mai letto un quotidiano nell’ arco della settimana. Figuriamoci i ragazzi che il giornale non sanno nemmeno cosa sia.

Lo sfogliare un giornale in Italia è un fenomeno residuale, riguardante esclusivamente la vita adulta. Ma ciò non vuol dire. Anche tra i più grandi, la bellezza del cartaceo è svanita. Ora per chi ha sete di conoscenza c’è il web, un clic e via, dissetato.

Così anche per i libri. Sei italiani su dieci non leggono neppure un libro in dodici mesi. Forse si potrebbe pensare che questo dato riguardi solo il cartaceo, invece è dimostrato che chi non legge libri non legge nemmeno quelli online.

D’ altra parte, la percentuale di libri letti in elettronica è maggiore rispetto al tenere il libro in mano, sfogliare ogni singola carta e sentirne il profumo leggendolo. Senza dubbio, in questo caso, domina il gusto della persona, la sua abitudine. C’è chi preferisce possedere fisicamente il libro in mano e chi invece, per comodità decide di averlo in elettronico. “De gustibus non disputandum est”, in questo caso.

Un altro motivo per cui l’ignoranza regna nei ragazzi è la pigrizia. Dove c’è pigrizia, culmina il non sapere.

Sicuramente è più facile essere ignorante che dotto e senza dubbio la conoscenza richiede sforzo, fatica. Ma come ci dice Socrate: “Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta”. E ha ragione. Una vita colta è appagante, ma una vita da colto lo è ancor di più. Si sa, i dotti sono sempre coloro che si differenziano, che non fanno parte delle masse, che non seguono ma al massimo si fanno seguire poiché attraggono grazie al loro fascino. Gli ignoranti invece cercano rimedio nell’astuzia, passando per le retrovie, appoggiandosi ad altri, come i parassiti, poiché sono consapevoli del fatto che su se stessi non possono contare.

L’ignorante stufa, il dotto, al contrario, rapisce.

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