• venerdì , 5 Giugno 2020

Il pericolo di una piramide

Gli Egizi per primi iniziarono a costruire piramidi intorno al 2700 a.C. sotto il regno della III dinastia; il folclore, che si tratti di racconti o film, spesso riporta letali trappole ed intricati labirinti che hanno regalato a questi luoghi il titolo di inaccessibili e pericolosi.

Nulla di paragonabile all’azzardo che si va incontro se si inquadra una piramide da un punto di vista economico, le tagliole in questo ambito si presentano ben più pericolose di quelle che poteva incontrare un esploratore in un effettivo monumento sepolcrale.

Il marketing piramidale, ovvero il processo per cui una persona, per guadagnare, deve assumere un altro tot di lavoratori, è il corridoio più buio e rischioso dell’edificio. Capire perchè questo sistema non sia solido come le costruzioni dei nostri antenati africani si nasconde semplicemente dietro un facile calcolo matematico: se supponiamo che al vertice di un’ipotetica piramide vi sia il capo dell’operazione che si rivolge a sei persone, che a loro volta dovranno ognuna ingaggiare altri sei operatori, i numeri crescono esponenzialmente, tanto che al tredicesimo gradino l’intera popolazione del mondo non basterebbe a coprire il fabbisogno di individui necessari.

Dal momento che ogni singolo “costruttore” della piramide è spesso tenuto a pagare una certa cifra per poter entrare a far parte del sistema, e i soldi vanno direttamente a colui che si trova al vertice, il più delle volte a rimetterci sono le persone negli scalini più bassi. E’ inoltre da considerare il fattore psicologico, in quanto spesso gli investitori tendono a sentirsi in colpa paragonando il loro fallimento ai successi ottenuti da altri, ma spesso si tratta semplicemente di una pubblicità fuorviante, e quindi ad impegnare sempre più ingenti somme di denaro che non frutteranno mai.

Questo modello commerciale è stato decretato illegale, ma non sempre è facile capire se si stia correndo verso la stanza del tesoro o l’ennesima trappola. Secondo la non-profit TED-ed vi sono alcuni punti chiave per predire se si stia andando incontro ad uno schema piramidale.

Prima fra tutti si piazza la pressione temporale: dal momento che questo tipo di economia non è sostenibile, l’intero processo dovrà collassare, si parla di un arco temporale non superiore ai due anni, e quindi i “selettori del personale” avranno poco tempo a disposizione nel quale cercheranno di assumere più gente possibile.

In secondo luogo vi è una promessa di una grossa ricompensa, che il più delle volte risulta invece una somma ben minore di quello che si aveva pagato in origine.

Infine nessun lavoro onesto dovrebbe richiedere soldi al principio, in quanto il capitale dovrebbe essere prodotto durante l’azione commerciale, non ricevuto in anticipo.

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