• venerdì , 30 Ottobre 2020

L’importanza della convivenza

di Edoardo Ruà

C’è un mostro che si aggira per le montagne e le valli del Trentino Alto-Adige terrorizzando i civili e lasciando la sua disumana impronta sul terreno. No, non è lo Yeti. E’ semplicemente la descrizione che viene attribuita all’orso bruno M49, esemplare fuggito da dove veniva tenuto e controllato e ora libero nei boschi sud-tirolesi. In libertà metterà in ginocchio le attività produttive oltre ad attentare alla vita delle persone: non c’è altra soluzione che non sia l’abbattimento dell’orso. Questo è il pensiero che va per la maggiore.

Chiunque cerchi di difendere l’animale o trovare una soluzione che non preveda la morte dello stesso viene tacciato di non compiere nulla di concreto relativamente a questo disguido. Bisogna invece cercare di estromettere la visione mostruosa dell’orso fiabesco e mitologico che ha sempre personificato un essere malvagio e terribile per gli uomini e comprendere che è più l’essere umano a recare danno a questo animale che viceversa. Infatti l’esemplare oltre a cibarsi di un paio di pecore tende a vivere in disparte abbellendo solamente il paesaggio.

Il problema è più ampio e non rientra solo in questa discussione. La specie umana non si rende conto che c’è qualcun’altro che popola il nostro pianeta. E quando se ne accorge questi altri esseri vengono percepiti come problema e di conseguenza si cerca di isolarli ed eliminarli. Così facendo però si uccide lentamente anche la Terra. Infatti il pianeta, come anche noi uomini, ha bisogno delle attività degli animali e dei vegetali.

E’ giusto e naturale ricercare la comodità e la massima sicurezza ma bisogna agire nel rispetto di quelli con cui si convive. Il saper convivere è il problema. Ognuno cura il proprio agio senza interessarsi degli altri. Ora ne subisce le conseguenze chi uomo non è, ma di questo passo nasceranno sempre più frizioni tra uomini stessi per la propria comodità perché l’altro verrà visto come un problema, come un intralcio.

Dunque è essenziale l’informazione e l’insegnamento per far nascere una cultura della convivenza. Perché quando l’uomo imparerà a “vivere con” si risolveranno e si preverranno  molte complicazioni che ora ci attanagliano. Per di più quando gli uomini impareranno a convivere con gli animali anche loro conviveranno meglio con noi perché non avranno più paura di coloro che li isolavano e uccidevano. Inoltre orso e natura portano anche vantaggi dal punto di vista sociale ed economico. Infatti l’ecosistema funziona al meglio se coloro che popolano flora e fauna sono liberi di agire, ovviamente senza mettere a repentaglio l’incolumità degli esseri umani. E se il pianeta è in condizioni ottimali anche il tenore di vita degli uomini si alza e vivere diventa più gradevole.

In ambito economico ci sono sempre più turisti che invadono zone ricche di vegetazione e caratteristiche per flora e fauna  alla ricerca di un vero e proprio “locus amoenus” dove trascorrere le vacanze. Perciò cercando di non gravare sull’esistenza di animali e vegetali si valorizza anche il proprio territorio, fattore che di certo non è negativo.

In sostanza è essenziale imparare a muovere lateralmente le pupille e allargare lo sguardo e così, magari, si scoprirà che c’è qualcun’altro di fianco a noi.

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