• lunedì , 26 Ottobre 2020

Fulmine a ciel sereno

di Tommaso Laurora

Nemmeno il tempo di lasciarsi alle spalle lo sciame di stelle cadenti avvistate nella notte di San Lorenzo che, nella notte tra il 16 e il 17 agosto, si è verificato un avvenimento alquanto particolare.

Nella sera una scia luminosa ha illuminato a giorno per alcuni istanti il cielo della Sardegna stupendo tutti.

Subito si è pensato fosse un razzo segnalatore o un’altra stella cadente, invece no. Questa volta si è trattato di un vero e proprio meteorite, che è entrato nell’atmosfera terrestre per poi andare a schiantarsi in mare tra la Sardegna e le isole Baleari in Spagna. In molti sono riusciti ad immortalare l’evento, scatenando una bufera sui social.

Il termine tecnico utilizzato dall’Osservatorio astronomico di Cagliari è “bolide”. Un piccolo corpo, probabilmente di natura ferrosa, molto luminoso a causa del contatto con l’atmosfera. In questo caso parliamo di ablazione: le molecole in qualche modo si eccitano e si crea un surriscaldamento che porta ad avere questa grande luminosità. Inoltre il «bolide», per dare l’effetto «palla di fuoco» deve essere molto veloce. Generalmente questi corpi viaggiano a qualche decina di chilometri al secondo.

Una scena simile si era già verificata lo scorso 21 settembre quando un altro meteorite, comparso in cielo, era stato avvistato in Sardegna.

L’esempio invece più evidente è quello del meteorite Hoba ritrovato in Namibia all’inizio del ‘900. Quest’ultimo sarebbe caduto sulla superficie terrestre circa 80.000 anni fa e costituisce la più grande massa di ferro di origine naturale. Con le sue 66 tonnellate è anche il più pesante sul suolo terrestre. Nel 1955 Hoba è diventato monumento nazionale e dal 1987 è di proprietà dello Stato.

Il fenomeno della caduta di meteoriti, per quanto sia poco avvistato dalle persone, non è affatto da considerare raro. Infatti secondo alcuni studi ogni notte, soprattutto durante il tramonto, questi eventi si verificherebbero 6 o 7 volte.

Un meteorite caduto è invece molto più raro e di valore. Parliamo dei meteoriti il cui arrivo è stato documentato in tempo reale e sul quale si possono effettuare studi prima che il tempo e gli eventi atmosferici ne modifichino le condizioni. In alcuni periodi dell’anno la Terra è sottoposta a piogge di frammenti. Ciò avviene perché gli asteroidi perdono detriti con l’avvicinarsi verso il sole.

Questo materiale forma delle nuvole che seguono un’orbita simile a ciò che le ha originate. Ad ogni passaggio la nuvola diventa sempre più grande e, se l’orbita di passaggio è giusta, la Terra si troverà a passare in questa nube in un determinato periodo dell’anno, dando origine a una pioggia di meteore.

Poichè i detriti si muovono nella stessa direzione, le meteore di una determinata pioggia compariranno tutte da una zona ben definita, chiamata radiante. Lo sciame Tauride, visibile da settembre a dicembre di ogni anno, è forse uno degli esempi più classici di un vecchio sciame di meteore. Le stelle cadenti del 10 agosto, la Notte di San Lorenzo, si verificano perché la Terra attraversa lo sciame meteorico delle Perseidi e l’atmosfera è attraversata da un numero di piccole meteore molto più alto del normale. Il fenomeno risulta particolarmente visibile alle nostre latitudini in quanto il cielo estivo è spesso sereno.

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