• martedì , 17 Settembre 2019

Trump-landia

di Alice De Nardis

Il primo ministro danese Mette Frederiksen, scioccato dalla richiesta del presidente statunitense Trump di comperare la Groenlandia, ha risposto: “Spero vivamente che ciò non sia inteso con serietà”, rifiutando, come è logico, di trattare un intero stato come merce di scambio per accontentare la smania di potere e sostenendo che “per fortuna, il tempo in cui si possono comprare e vendere gli altri stati e le popolazioni è finito”. Ma il presidente, offeso, sostiene che “non si parla agli Stati Uniti in quella maniera. Almeno non sotto di me” e ha cancellato la visita in Danimarca programmata in precedenza ì.

Egli ha dunque mandato a monte un’alleanza politica per un proprio capriccio, ma non è questo il fatto di cui ci meravigliamo maggiormente. Ciò che davvero, invece, colpisce è che, nel perpetrare la folle richiesta, il presidente sembra aver completamente dimenticato il significato di sovranità di uno stato. La sovranità riguarda l’indipendenza, ‘stato sovrano’ significa ‘stato indipendente’ ed implica il diritto di tale stato di pretendere che altri non penetrino nel suo territorio e non provino a conquistarlo in alcun modo. 

Egli ha dunque violato tale diritto della Groenlandia e la motivazione è ancora peggio del fatto in sé. 

La più grande isola del pianeta, unica sede di calotte glaciali oltre al continente antartico, sta infatti subendo un sempre più spedito scioglimento dei ghiacci. Secondo le stime di alcuni scienziati la Groenlandia è destinata a perdere 440 miliardi di tonnellate di ghiaccio solo nell’arco di quest’anno. Questo ha destato l’interesse del presidente in quanto l’isola diventerà presto un appoggio strategico alla nuova via di commercio, l’Artico. Si pensa infatti che nel prossimo futuro questo diventerà centro nevralgico di scambio fra Asia, Europa e America. 

Nonostante ciò, tutte le grandi potenze mondiali che sono allo stesso modo interessate alla Groenlandia, come la Cina e la Russia, non avrebbero mai immaginato di risolvere la questione mandando alla Danimarca una proposta di acquisto del tutto assurda e impossibile da soddisfare in quanto la Groenlandia, pur essendo parte del Regno di Danimarca, ha guadagnato enormi libertà ed autonomia. 

Trump è insomma riuscito, oltre che a rompere l’alleanza con la Danimarca e a violare i diritti della Groenlandia, anche a rimarcare il bieco opportunismo che lo caratterizza e lo porta perfino a tentare di sfruttare una situazione di pericolo e disagio, quale lo scioglimento dei ghiacci, in favore di questioni puramente economiche. Fortunatamente questo tentativo è fallito miseramente, lasciando il presidente a bocca asciutta e, si presuppone, tagliato fuori dalla nascente via di commercio.

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