• martedì , 22 Ottobre 2019

Inutili considerazioni di uno spettatore disinteressato

Di Leonardo De Rosa

Un’orda di giovani ammassati si è presentata nel centro di Torino durante la mattina del 27 settembre 2019. Divertiti, interessati, fieri. Non era un bagno di omologazione, non il coacervo della disinformazione o la casa della cultura di massa dominante. Era la marcia convinta e preparata di ragazzi consapevoli della realtà che li avvolge.
Queste parole mi sovvengono per descrivere il FridayForFuture.

Da queste prime righe si potrebbe desumere che io sia un sostenitore partigiano della protesta; la realtà è ben altra. Come riporta il titolo io sono uno spettatore, mi sono limitato ad osservare, non ho portato cartelli, non ho intonato canti. Io sono disinteressato, infatti non ho alcun interesse nel difendere o supportare la manifestazione in sè, ma sono interessato a difendere i suoi partecipanti dalla malignità stupida dei loro più ottusi contestatori. 

I manifestanti oggi camminavano a fianco dei loro errori, delle loro contraddizioni. Tuttavia ciò non basta a negare che il problema sia vero e di interesse comune. Perciò in un momento di tale bisogno universale e di pericolo mondiale non vi è alcun motivo per andare contro la protesta, non vi è alcun vantaggio. I rimostranti portavano dentro dei problemi ideologici e delle contraddizioni evidenti ma questo non può farci continuare a cercare quel buon senso comune che ci ha portato e ci porterà sempre ad una accidia fatale e mortifera.

Per queste ragioni la manifestazione è da sostenere, pur essendo contro i suoi ideali, i suoi promotori, i suoi partecipanti. Se non la si appoggia ora non lo si farà mai più, perchè tutti saremo inceneriti da quel caldo annichilente che è la malafede.

Voi, inutili, inconcludenti, osteggiatori perchè ci insegnate la malafede? A che scopo? Non ha senso ingarbugliare la nostra mente dietro le vostre cogitazioni senza prove, campate per aria, a questo punto insostenibili. É inutile provare a convincerci delle vostre geniali pensate, delle vostre assurde elucubrazioni mentali, dei vostri voli pindalici volti a snaturare la vera natura della manifestazione: la salvezza comune. I manifestanti vogliono solo un mondo migliore, non ha alcun senso o vantaggio cercare di strappargli quell’utopia. Perchè ammazzare il sogno se senza il suo palesarsi chi lo ammazza sarebbe lui stesso ammazzato? Questa manifestazione è giusta perchè cerca il bene. Questa manifestazione non è altro che le mura di una casa costruita su delle fondamenta chiamate “bene comune e del prossimo”. Pilastri solidi e sicuri, che non verranno certo scalfiti dalla maldicenza, ma vanno curati e incoraggiati.

Tuttavia i miei occhi non hanno solo visto grandi ideali portati negli animi, ma anche grandi problemi interni alla manifestazione stessa. Credo che sia importante dichiararli perchè siano curati e presi in considerazione. 
Ciò che più mi ha colpito è la mancanza di parola. Si sono dette molte cose nella marcia: tanti canti, urli, chiacchere, ma nessuna parola. La parola è il simbolo forte e fiero di un’idea. Ai ragazzi oggi mancavano, non avevano lo spirito sferzante, pungente, caustico, che farebbe smuovere gli animi, che farebbe sobbalzare i nemici sulla sedia, che farebbe drizzare le orecchie a chi per troppo tempo le ha tenute tappate con scuse e false promesse. 
Le parole si spandevano in aria e la loro forza si stemperava nel vuoto. Tutto ciò è dato dal fatto che come molte interviste fatte testimoniano questi giovani non sanno contro chi manifestare. Molti se la prendono con i politici o con le aziende. Troppo generico, non si capisce a chi stiano parlando. Alcuni addirittura dicono di star protestando contro nessuno . Se non c’è un concreto destinatario di queste parole nessuno prenderà mai sul serio la protesta. Le idee racchiuse in una cacofonia di sillabe perderanno la loro potenza se non sanno a chi arrivare. D’altra parte c’è anche chi dice di prendersela contro tutti. Tuttavia credo che sia lo stesso problema. Tutti sono nessuno nel momento in cui questa totalità non ha un nome. Le parole vengono gettate al vento e nessuno le prende, nessuno le ascolta, nessuno ne viene ferito. 

L’altra grande incertezza è l’assenza di dialogo. Una manifestazione è uno speciale ritrovo tra cittadini pensanti i cui animi sono gremiti di idee, proprio per questo bisogna condividerle. Il dialogo è importante perchè costringe a mettere in discussione la nostra convinzione e magari farla cadere. Oggi i ragazzi non parlavano tra loro, nessuno scambiava idee; sono tornati a casa uguali, esattamente come ne erano usciti. Ognuno camminava rinchiuso nella propria mente e fisso in avanti vedeva un orizzonte in cui esiste solo la propria opinione. In questo caso è importante il dialogo perchè arricchisce gli animi inesperti, le menti acerbe, le bocche che vorrebbero dire molte cose che per mancanza di linguaggio non vengono dette. 
Il dialogo mette in crisi: l’incontro più importante per crescere. Io ho avuto la fortuna di dialogare, ma solo perchè ho forzato un movimento, sono stato io per primo a chiedere di parlare, altrimenti nessuno lo avrebbe fatto. 

Non c’è da stupirsi però. Siamo giovani inesperti, ma siamo mondi ancora. Puri per poco, utopici per fortuna. Lasciateci al nostro sogno, non insozzatelo con la vostra realtà meschina. Come voi avete vissuto la vostra adolescenza lasciatela vivere anche a noi, con le nostre contraddizioni e i nostri sbagli. Ma lasciateci almeno la speranza di poter pensare ad un mondo da salvare, da rendere in qualche modo migliore. Dovreste imparare dalla nostra incoscienza voi che ne avete fin troppa, voi che nascondete dietro il buon senso i vostri interessi che però non ci appartengono, e soprattutto che non possono più appartenere a questo mondo.

É inutile remare contro un cambiamento inevitabile. É inutile smorzare il nostro entusiasmo chiamandoci disinformati e incoerenti: è ovvio che lo siamo. Ancora freschi della prima poppata, stiamo cambiando i denti da latte, è inutile che pretendete coerenza e assoluta informazione da noi quando voi alla vostra età siete i primi a non esserlo. Il mondo sta chiedendo un cambiamento, noi giovani stiamo muovendoci in questo senso, voi non fate altro che impoltronirvi e aspettare l’inevitabile sorte che attende tutti.

Dovreste comprendere, incoraggiare, aiutare chi già ha bisogno di credere in un’utopia

Il Salice partecipa, osserva, propone. Ecco l’opinione di Enrico Bertinetto sullo stesso attualissimo tema:

Friday For Future,i ragazzi di Greta a Torino
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