• venerdì , 15 Novembre 2019

C’era una volta… i primini

Non è il primo giorno di vacanze, la finale di Champions o l’ultimo disco di Mahmood. 

Eppure lo aspettiamo tutti.                                                                            

E’ il professor Di Ciaula, abile paroliere, che come ogni anno ci presenta i nuovi primini con sei divertenti storie.

LEZIONE IN CLASSE

IV ginnasio A

L’aula era appena stata dipinta DE ROSA, perché, diceva il professore, favoriva il clima e la serenità degli allievi. Tra di essi c’erano un CALABRESE, un pugliese DI MOLFETTA e due cugini ROMAGNOLI. C’era anche un ragazzo straniero, un GIORDANO arrivato in Italia a causa della persecuzione politica del padre, acCUSATO di commercio illegale di carne suina e carne D’ANIELLO. Durante la lezione di geografia mentre si parlava di mari, il MARCUCCI, il GARNERO, i tre dell’ultima fila BALBO BERTONE DI SAMBUY, facevano a GARIS nel dire chi aveva mangiato il piatto più prelibato. Uno diceva che la LASAGNA DI MONTEMAGNO era il numero uno, l’altro diceva che il MERLO con contorno di GIUNIPIERO DI CORTERANZO era sublime, il terzo affermava che la macedonia con mele uva e pere PEYRON era l’apoteosi. Il professore s’accorse della loro distrazione e li cacciò fuori dall’aula: “e chi vuole poi rientrare prima BUSSI alla porta!” disse aspramente. I compagni solidarizzarono con gli espulsi e STIGLIANI, a voce alta, esclamò: “BORINI” anche se voleva dire poverini ma poiché aveva un TICLI proprio sul labbro, la parola gli uscì confusa.

CHE BELLA LA VITA IN CAMPAGNA

IV ginnasio B

MARIAN aveva abitato per molti anni a MILANI poi, stanca del caos della città, si era trasferita a CASTELNUOVO in una bella casetta al limitar del BOSCO. Dopo quel trasloco non aveva più avuto crisi di PANICO né quel fastidioso pulsare continuo alla TEMPIA che la tormentava da anni. Aveva cambiato anche l’alimentazione grazie al contadino BERUTO che coltivava, e le donava costantemente, la ZUCCA che con orgoglio diceva fosse la MIGLIORE di tutto il paese. S’era comprata un CAVALLO bianco che aveva un enorme MACCHIONE scuro sulla groppa; lo aveva chiamato Trame e lei ne andava così fiera che a tutti diceva fosse il più bello, il suo BELTRAME. Amava così tanto gli animali al punto di aver adottato un anfibio, una saMALANDRA gialla e MOLINERO ed aveva un acquario con splendidi pesci tropicali, tra cui uno XU variopinto e un enorme PALUMBO irideo. Stava e si sentiva proprio bene, era finalmente serena, la regina della casa a cui mancava soltanto un RE che, innamorato, le regalasse una DEROSA.

I NOBILI INNAMORATI

1 scientifico A

Nella splendida CASALEGNO costruita dall’architetto NICOLAY RONCAGLIA cresciuto alla scuola di Le Corbusier e di SALLIER DE LA TOUR, abitava ormai da molti anni il MARCHESE DECIO, così chiamato perché nato dopo nove tra fratelli e sorelle. BRUNO di capelli, aveva sempre in testa un capello color CAROSSO fuoco e in tasca una pistola BERETTA regolarmente denunciata. Amava coltivare l’orto e al mattino presto era GIACHINO a raccogliere pomodori e zucchini con CORRADO, l’anziano contadino che da sempre lavorava con lui. Accanto a sé aveva il suo gattino che lo allietava con le fusa ei suoi LIAO, ma che alla lunga gli causava dei feroci attacchi di BILI e gli faceva perdere la pazienza. In questi casi per calmarsi attraversava il BOSCOLO SALE e arrivava ai piedi del MONTUORO dove viveva il suo amico, il duca AIMONE BRIZIO FALLETTI DI CASTELLAZZO, che aveva tra l’altro una collezione di spade, FERRI di grandissimo valore, forgiati nella fucina di Francesco detto CECCONI artigiano che aveva imparato il mestiere dai fratelli Ero: GALLERO ALLOERO. Parlarono del più e del meno poi affrontarono il problema dei loro due figli unici, Iso e Cass che da qualche anno erano fidanzati. Il duca aveva involontariamente ascoltato un loro colloquio nel quale Cass chiedeva a Iso se lei bruciasse ancora per lui: “ISOARDI?” “sì CASSARDO e ti vorrei sempre qui tra le mie BRAJA”. Iso era una ragazza piccolina, in piemontese si direbbe una GAGNA e intelligentissima, una vera sapiente, una SAVANT LEVRA ma che un giorno scivolò sui cubetti di porfido di una strada tutta PAVESIO, rompendosi la caviglia tra il malleolo e il ROVERA SPERONE. Poverina.

LA BAND

1 scientifico B

Nella sua stanza BRUNO MONTUORO aveva pochi oggetti: una seggiola bianca e una COGGIOLA MORRONE, sul comodino un vecchio cellulare della ERIKSSON e un pinguì FERRERO che si stava sciogliendo, ai piedi del letto un paio di pattini, dei ROLLE lucidi e nuovi. Alla parete un acquerello e un quadro DALL’OLIO, il poster del suo mito: l’ex pilota di formula uno ZANARDI LANDI. Vicino a sé la sua gatta Dori che era un felino molto easy, ISIDORI la chiamava in modo affettuoso e sul cuscino il suo libro preferito, un giallo dal titolo: “Paga il GAS-TALDO BRAC se no morirai” scritto da Tommaso MANNI pseudonimo del grande Thomas Mann.

Improvvisamente bussarono alla sua porta: “Chi è?” “SORO GOMAR, non ti ricordi? Dovevamo provare i pezzi da suonare alla festa dei CHIERICI salesiani!” “Me n’ero dimenticato! Entra pure, adesso chiamo anche Giorgio DE GIORGI che abita qui vicino”. Avevano formato una band che eseguiva le cover degli Abba e, con poca fantasia, si chiamavano gli ABBO. DURANDO l’ultimo concerto, tenuto a Torino in un locale in via D’ORMEA, GIAC-O’MELLI, un chitarrista d’origine irlandese, aveva rotto le corde della sua mitica fender FEOLA appartenuta un tempo al grande BERGNA, un virtuoso dal naso camuso e il viso GARRUSO, un uomo vissuto nel sud degli Stati Uniti che aveva lavorato duramente come SCHIAVONE nei campi di cotone della Louisiana. Finite le prove decisero di andare a bere qualcosa. Salirono sulle loro rispettive motociclette, una Gilera e una GILARDINI ma si accorsero di essere in riserva. Andarono a fare rifornimento di BENZONELLI al distributore che stava per chiudere. Riuscirono ad arrivare appena in tempo ma col cuore in GUOLO!

FESTA DOPO LE ELEZIONI

1 scientifico C

L’elezione comunale aveva mobilitato tutti gli abitanti di MONTAROLO. Una feroce BATTAGLIO politica tra i contendenti, conclusasi con la vittoria di Michi. La voce si sparse in un attimo: MICHIELETTO a grande maggioranza! Sua moglie gli mise subito al collo una collana di fiori fatta con GAROFALO, GILLIA e una piccola rosa, una ROSAZZA MINA. Venne improvvista una tavolata sui campi di FIENO e, a tal proposito, vennero cucinati alcuni ovini: una capretta e un PEGORIN. Musica e balli, funiculì funiculà e cutrullì CUTRULLA’; scoppi di felicità, LO RISO sui volti di tutti. I loro due figli erano contenti, DI PAOLA lo si prevedeva di MARCON no e invece si unì alle danze, sbocconcellando una MELA e agitando lo STEARDO del casato della sua famiglia, che ritraeva un anatroccolo, un COLOMBINO e un INDRACCOLO con la scritta coniata dallo storico MENDUNI: “DE VITA COSTA” monito per ricordare a tutti che niente è gratis nel vivere. Dopo le libagioni il corteo, guidato dall’ucraino STEFAN-UCCI, si spostò verso la casa di Tella, CA’TELLA, sita in CALLEGARO oltre il ponte degli SCHIAVON per i festeggiamenti finali. Michi, che lavorava alla FERRERO, regalò a tutti delle merendine e concluse la grande festa dicendo: “OREGGIA tardi andate tutti a dormire e buonanotte.  

FINE DI UN AMORE

1 scienze applicate

Dopo una lunga BATTAGLIA legale, DELMAS e sua moglie DEL MASSA si erano separati. La loro unione era stata molto felice. La prima volta che lui la vide passare vicino casa sua le gridò ammirato: “ABBONA!” Lei, con ironia, gli rispose: “A BELLO, i veri CAVALIERI non fanno così”. Per farsi perdonare, al primo appuntamento ufficiale, lui le portò dei dolcissimi biscotti di MELIGA, una litografia raffigurante Dante e BEATRICE e un pugnale intarsiato originale di TOLEDO, città spagnola famosa per le armi da taglio. Lei arrivò in PERFETTO orario con una gonna non grigia MANERA, un paio di Rayban scuri a coprirsi gli occhi, dei RAYNERI, e con una nuova pettinatura: s’era fatta il capello non liscio ma RIGGIO. Si promisero eterno amore, erano molto teneri, TENDERINI, parlarono tantissimo, un chiacchierio fitto PITTO. Poi la crisi. Nella loro storia d’amore s’aprì una crepa, che divenne un solco, poi una valle infine un VALLONE. I loro sguardi impertinenti e procaci divennero LUCACI, il loro amore solo più un pesante VARVELLO. Lei andò via di casa e tornò da suo padre il famoso dottor CERUTTI, un BARONE dell’università di Giarre, la GIARRATANA che l’accolse dicendole: “E’andata così, che XIA quel che sia”. Portò con sé qualche libro dei suoi autori pacifisti preferiti, Mandela, Madre Teresa. Nessuno di Gandhi, GANDINO preferì lasciarli al suo ex marito, prese il quadro del CABONI che rappresentava un pesce PALUMBO trafitto da migliaia di ZAGHI da cucire, una scultura comprata a Cortina in una galleria d’arte amPEZZANA. Prese anche un’opera fatta di rame, zinco e FERRERA fatta dal grande ROGGERO e quindi di gran valore economico. Un grande amore spesso finisce così da soli passeggiando lungo i VIANI del tramonto.  

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