• martedì , 27 Ottobre 2020

The Black House

Il crollo di un presidente

Trump Vowed to Disrupt Washington. Now He Faces Disruption in the ...

Non era mai successo che un presidente degli Stati Uniti dovesse abbandonare sotto scorta la Casa Bianca a causa di un’insurrezione popolare.

È capitato a Donald e Melania Trump che hanno dovuto rifugiarsi nel bunker di emergenza e come se ciò non bastasse, per sicurezza, sono state spente quasi tutte le luci nel palazzo presidenziale per ridurne la visibilità dalla piazza antistante.

Ma come si è arrivati a questo punto? Sembra essere l’epilogo di un anno terribile per il tycoon statunitense che non ha saputo gestire la situazione venutasi a creare a causa dell’uccisione di George Floyd da parte della polizia.

NYC action in solidarity with Ferguson. Mo, encouraging a boycott of Black Friday Consumerism.

Quest’episodio ha scandalizzato tutto il mondo a tal punto che il movimento “Black Lives Matter” ha dato il via a una serie di manifestazioni in cui la violenza non è mancata. E l’indignazione si è presto trasformata in una delle rivolte più violente degli Stati Uniti. Addirittura intere città hanno subito incendi e saccheggi da parte delle folle inferocite.

Di fronte al dilagare delle proteste il presidente Trump si è mostrato molto duro tanto che le sue parole sono state: “Mobiliterò l’esercito statunitense per fermare i disordini e l’illegalità (…) Il presidente ha il diritto di difendere il suo Paese e proteggere la sua nazione”.

Questi ordini sono stati presi in seria considerazione dalla polizia americana che in alcuni casi è arrivata a reagire in maniera eccessiva come a Buffalo, nello stato di New York, dove due poliziotti hanno spinto a terra un uomo di 75 anni che stava solo parlando. Pur sanguinante non è stato soccorso dai poliziotti.

Purtroppo anche i manifestanti non sono stati da meno e pure Obama, forte sostenitore del movimento “Black Lives Matter”, ha scritto su Facebook che “la minoranza dei violenti sta mettendo a rischio la popolazione innocente”.

A questo punto bisogna sottolineare che non tutta la polizia si è schierata contro i manifestanti e un po’ come ai tempi della presa della Bastiglia molti rappresentanti delle forze dell’ordine hanno dato il loro appoggio in maniera diversa. Per esempio il capo della polizia di Minneapolis si è inchinato davanti al feretro dell’ucciso, mentre in diverse località altri agenti si sono inginocchiati in segno di solidarietà.

Il calo di consensi da parte di Trump non è però dovuto solo al caso di George Floyd, che lo ha reso ostile alla comunità di colore, ma il presidente si è anche inimicato tutto il movimento LGBT.  Infatti è di non molto tempo fa il provvedimento della Casa Bianca che cancella una legge contro la discriminazione delle persone transgender nel settore della sanità. Essa era stata introdotta grazie all’Obamacare e aveva di fatto cancellato l’obiezione di coscienza da parte dei medici.

Tutto ciò ha scatenato la reazione della comunità LGBT che vede questa nuova legge come l’ultima provocazione dell’amministrazione repubblicana conservatrice per limitare la tutela delle persone intersessuali.

A tutto questo si aggiunge in maniera non da poco la mala gestione dell’emergenza Coronavirus.

Il prossimo rivale nelle presidenziali, Joe Biden, l’ha definita quasi criminale, accusando il rivale di aver gettato gli Stati Uniti nella peggior crisi lavorativa del secolo.

Il fallimento del presidente è palese: gli USA, considerati il paese più preparato medicalmente contro le epidemie, hanno invece pagato un prezzo altissimo in vite umane e in numero di contagi; ciò è stato dovuto proprio a una sottovalutazione iniziale del rischio (tutti ricorderanno l’infelice battuta di Trump che invitava a bere la candeggina per sconfiggere il Covid). Oltre a minimizzare la portata del virus, anche i provvedimenti per il distanziamento sociale sono arrivati solo il 16 marzo con un presidente sempre testardo nel difendere le proprie scelte errate.

Super Tuesday" amaro per Trump. I dem vincono in Virginia e (forse ...

Non a caso i sondaggi vedono Biden come favorito alle prossime elezioni con 13 punti percentuali: la probabile la fine di un presidente che forse non è mai stato l’uomo giusto.

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