• sabato , 19 Settembre 2020

Tutta un’altra storia

La cosa più importante nella comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto.

Peter Druker

Comunicazione dal latino “cum”, cioè “con”, e “munire”, cioè “legare” , mettere in comune.

Nasce dalla necessità di interagire con l’ambiente circostante, tramite versi e gesti. Versi che per noi esseri umani costruiscono parole, e gesti che aiutano la comprensione. Viene formato il vocabolario, che racchiude il lessico conosciuto e che viene periodicamente aggiornato con i neologismi. Le parole poi si differenziano nelle lingue che corrispondono a singoli paesi, differenti culture. Lingue che vengono studiate da molti, capite da molti, ma comprese da pochi.

Alcuni studiosi della Scuola di Palo Alto, il cui esponente maggiore fu Paul Watzlawick, definirono i cinque assiomi della comunicazione:

  • Non si può non comunicare. Ogni tipo di atteggiamento che si assume è una forma di comunicazione.
  • In ogni messaggio ci sono due livelli, il contenuto e la relazione. Cosa si sta comunicando e con chi avviene la condivisione.
  • il flusso comunicativo è espresso secondo la punteggiatura degli eventi. A seconda della “punteggiatura”, punti di vista, cambia il significato dato al dibattito e alla relazione.
  • Gli atti comunicativi hanno natura analogica e digitale. L’uso delle parole e delle immagini.
  • Le interazioni si manifestano con modalità simmetrica e complementare. Comunicazione simmetrica quando gli interlocutori si considerano sullo stesso piano. Complementare invece quando una persona emerge nella conversazione.

La comunicazione risponde a una serie di fattori discriminanti che rendono la comprensione una reazione complessa. Come detto prima si parte dalle parole simultaneamente con i gesti, il tono, l’espressione facciale, la postura, lo sguardo, l’ambiente circostante e la situazione che si sta vivendo. Tutto questo moltiplicato per tutte le persone facenti parte della conversazione. Sembra dunque un miracolo riuscire a capirsi.

Effettivamente lo è. E’ un limite comune e diventa necessità comune risolverlo. Quindi per fortuna, in qualche modo, in linea di massima, riusciamo a capire il nocciolo della conversazione, ma le sfumature vengono recepite in maniera diversa per ciascuno. Ed è qui che nascono i malintesi e le ferite più profonde, proprio perché a volte le parole fanno più male dei gesti.

Sembra poi assurdo pensare che l’unica soluzione possa essere continuare a parlare, COMUNICARE ciò che si prova. Comunicare con gli altri e con se stessi, aprire la mente a parole che non ci aspettiamo, provare a cambiare prospettiva. Grazie alla comunicazione nascono nuove idee, vengono sviluppati progetti innovativi, la società evolve.

Perché la comunicazione è diversità, e la diversità è affascinante e stimolante. Perché la comunicazione per quanto complessa e relativa, è necessaria per la vita, è fondamentale.

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