• giovedì , 26 Novembre 2020

Siamo ancora a questo punto

di Carlotta Arcostanzo

“Non riesco a respirare”. George Floyd, con un ginocchio sulla gola ed esalando l’ultimo respiro ha sconvolto il mondo, dando per contro una nuova speranza a chi ormai l’aveva già perduta.

E questo è uno dei tanti casi di violenza accaduti in tutto il mondo, non solo sulle persone di colore, bensì su qualunque minoranza ritenuta tale da chi crede di poter dividere gli uomini secondo gerarchie prestabilite, nelle quali una deve prevalere sempre su di un’altra.

Molto spesso chi la pensa in questo modo individua nelle diverse caratteristiche fisiche di una persona un trampolino di lancio per definirla diversa. La verità è che la razza umana proviene inizialmente dall’Africa per poi, attraverso l’evoluzione, espandersi.

Dunque, questa diversità di cui molti parlano e che tanti altri sostengono, non è altro che una mera forma di difesa verso ciò che, agli occhi di alcuni, può apparire diverso.

Infatti, è risaputo che ciò che non conosciamo può fare paura. E anche in questo caso, per alcuni può essere difficile accettare un individuo che ha delle caratteristiche diverse dalle proprie.

Quello del razzismo è un sentimento che ha caratterizzato la storia per diversi secoli , tanto che perfino con la globalizzazione, con l’incontro tra culture differenti, il disprezzo da esso scaturito non è mai cessato.

Basti pensare all’antica Roma in cui già erano visibili i primi segni di discriminazione verso i Barbari, popolazioni straniere, che dovevano integrarsi completamente ai canoni e allo stile di vita della città.

Esempio moderno, invece, può essere ciò che avvenne durante il Reich di Adolf Hitler.  Egli utilizzò il termine “razza ariana” per raggruppare quella popolazione che, secondo l’immaginario collettivo, era geneticamente migliori e superiori alle altre.

E adesso si ha a che fare con una nuova “battaglia”, che sembra poter portare ad un nuovo inizio. Ciò che è accaduto quel 25 Maggio a George Floyd ha aperto gli occhi e cambiato la prospettiva di molte persone, resesi conto dell’importanza della vita prima di ogni altra cosa.

Non serve violenza, né lotte né tanto meno rivolte per cambiare la situazione, bensì conoscenza, intelligenza e rispetto.  Tutti gli episodi vandalici rivolti verso statue raffiguranti personaggi che nel passato hanno seguito una condotta schiavista , sono il risultato di un atteggiamento mosso anch’esso dall’odio, che contribuisce a seminare intolleranza ,piuttosto che a dare uno stimolo a cambiare il modo di pensare.

Bisogna avere quell’apertura mentale che permetta l’immedesimazione in altre persone, che vivono certe situazioni di cui noi non siamo a conoscenza, ed eliminare ,dunque, quella superficialità che ne giustifica alcuni trattamenti.

Come disse Martin Luther King :“Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli”.

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