• martedì , 27 Ottobre 2020

Cara Disco ti scrivo…

Versilia, fuori da una delle discoteche di Forte dei Marmi le note di Rockstar di DaBaby si fanno sentire e la folla scalpita all’ingresso; si fermano numerose macchine e l’assembramento sembra non aver fine, considerando che alcune auto sfrecciano, lo spazio sul marciapiede non c’èe la calca straborda persino sul bordo della strada. Nessuno indossa la mascherina, ma lo spazio è davvero inesistente tra di noi. Scendono ragazze bellissime da alcune macchine, i ragazzi sono tutti in tiro, in camicia, e pantaloni lunghi.

L’imperativo è entrare; è l’ultima sera e siamo caldi (non per la febbre si spera), la serata sta per iniziare e prima di domani mattina al tavolo arriveranno tante bottiglie e la musica ci farà divertire, almeno una volta si deve fare. Ci fa sorridere la stellata sopra la  testa, siamo con i nostri amici e finalmente tutto quello che è stato della nostra estate a distanza, della scuola digitale, dei mesi chiusi, sarà riscattato stanotte. La musica trascina, la compagnia ci coinvolge, ben presto la distanza di sicurezza e le mascherine che ci hanno imprigionato il volto libereranno il nostro sorriso, che il divertimento e un po’ di alcol risveglieranno in questa serata estiva. Libertà, caspita che buon sapore.

Da fuori le garanzie di sicurezza sono evidenti da alcuni cartelli, si assicura che in questo locale le norme si seguono per bene e se anche un famoso giocatore e promessa del calcio italiano, sta ballando tre tavoli più in là assieme ai suoi amici: allora la discoteca è sicura. In politica nessuno sembra parlare delle nostre serate, i giornali parlano di contagi di rientro e i casi in aumento, ma all’aria aperta la Disco si può fare e questo mondo non sembra essere toccato dal virus. Eppure si vede che non ho più tempo per pensare, ormai siamo troppo gasati e Bob Sinclar stesso ha detto che la regola è: “goditi l’attimo” e che la stessa Disco è impensabile se si deve ballare con gli amici ad una certa distanza. Sposo la sua filosofia, qua ci sono venuto e la serata l’ho pagata, ho fiducia che tanto non succederà nulla perchè le discoteche sono aperte e in ogni caso un comitato scientifico le ha approvate.

Mia madre i turni in ospedale li ha fatti, ricordo bene che mi ha raccomandato di tenere la mascherina anche con i miei nonni, di non avvicinarci troppo a lei, perchè sempre in attesa dell’esito del tampone della settimana per poterci dire di stare tranquilli o se dovevamo premurarci di rimanere ben distanti dagli altri, dagli amici, dagli affetti, dalla mia ragazza. 

Eppure stasera sono l’unico che indossa la mascherina, perchè forse non è più la stessa cosa, perchè da Mondello dicono che di “Coviddi non ce n’è” e ridiamo e scherziamo dell’ignoranza di alcuni e continuiamo a ballare. 

Sposo la filosofia di Bob Sinclar perchè la Disco sono gli amici, la musica forte, far casino con gli altri…con gli altri, assieme, e distanti non si può, è innaturale.

Alcuni dj come Gigi D’Agostino invece annullano le serate del 15 agosto per il bene del pubblico. Siamo arrivati a una seconda ondata dopo due mesi dalle aperture dei locali e parrebbe più una mossa simbolica in risposta alla bufera mediatica dei giornali che chiamano irresponsabili i ragazzi e condannano la discoteca, la movida. Per questo continuo ad essere d’accordo con chi invece non ha rinnegato la sua idea e cioè che la disco con certe restrizioni sia davvero inconcepibile.

La mascherina ormai l’ho tolta, perchè stiamo ballando, perchè per il caldo della calca non si riesce a tenerla, perchè è stupido pensare di fare i responsabili in mezzo a tutti gli altri che non lo stanno facendo: se l’epidemia ci ha insegnato qualcosa è che si combatte insieme e da solo non posso fare nulla.

É stata una delle serate più divertenti della mia vita assieme ai miei amici, vi dico la verità e non mento.
Le ambulanze e le chiamate dei parenti di quelli che dall’ospedale non sono mai tornati, le ho completamente dimenticate. A malincuore, e mi sento davvero in colpa di aver dimenticato per un momento queste tragedie, devo ammettere che ho riassaggiato la libertà che questo Covid aveva distrutto, che dallo scenario di morte che ha lasciato la pandemia ho riavuto una nuova botta di vita.

Ormai siamo al 15 Agosto e rimbalzano su tutti i notiziari le storie di Instagram delle persone che vanno a ballare e, quasi a condannarle, si fa notizia sulle calche e sulle imprudenze che avvengono in discoteca. Ma io come faccio, i miei amici si sono semplicemente divertiti come gli altri, e formalmente nei locali è tutto stato in regola fino ad adesso da due mesi a questa parte. Ci hanno detto che eravamo al sicuro, ma i casi stanno crescendo vertiginosamente e dopo una settimana dalla mia serata mi rendo conto che sto virus non è cambiato.

Eppure stamattina mi è arrivata una lettera e hanno trovato un positivo ieri sera, devo fare un tampone, devo rimanere chiuso in casa per adesso.

Inconcepibile, mi rimane questa affermazione nella testa. Purtroppo ho capito che le nostre serate questo periodo non saranno più le stesse. I contagi sono in aumento esponenziale e comprendo che di inconcepibile c’era solo la Disco

Si riaccende un dibattito politico che rivaluterà le restrizioni del caso, ma io mi sono fidato e ora ne pago le conseguenze, ma mi domando perchè solo adesso.

Ho riassaggiato la libertà, ora sono in quarantena. Per adesso, rimangono dei compiti per una scuola fatiscente che forse riaprirà a settembre, in cui la mascherina sarà obbligatoria, quasi come in discoteca.

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