• sabato , 23 Ottobre 2021

Il peso del mondo sulle proprie spalle

di Lodovica Naddeo

Le tanto attese Olimpiadi di Tokyo, rimandate di un anno a causa della pandemia in corso, si stanno finalmente svolgendo, coinvolgendo milioni di tifosi in tutto il mondo. In questi giorni il pubblico globale ha assistito a grandi momenti nella storia dello sport, come l’ultima gara di Federica Pellegrini prima del suo ritiro, ma sfortunatamente anche ad alcuni episodi che hanno lasciato una sensazione di amarezza.

La tennista giapponese Naomi Osaka ha perso al terzo turno del torno di Tokyo 2021: era considerata la “superstar” di casa (numero 2 al mondo) e tutti erano convinti che sarebbe stata una vittoria facile per lei, ma la pressione le ha giocato il podio olimpico. A maggio di quest’anno la ragazza ha rinunciato al Roland Garros per dare precedenza alla sua salute mentale, in quanto ha ammesso di soffrire di una grave ansia sociale sin dal 2018. Naomi non è l’unica sportiva in questa edizione a sentire lo stress: la sedicenne italiana, Elisabetta Pilato, dopo l’eliminazione dalla batteria dei 100 m rana ha dichiarato in un post su Instagram che “avrebbe voluto fare di più”. Ciò che è successo a queste ragazze è un esempio di quel timore che molti giovani in tutto il mondo provano, ossia la paura di non raggiungere i propri obiettivi.

Si è registrato un sensibile aumento del livello di depressione e stress negli adolescenti rispetto ai decenni passati e circolano diverse teorie riguardo alla causa di queste emozioni così forti nei ragazzi. L’ipotesi più accreditata sostiene che tutto ciò è frutto di un futuro incerto: gli ultimi decenni della storia globale sono stati caratterizzati dalla presenza di gravi crisi economiche con un consequenziale aumento della disoccupazione. La situazione non è la migliore per la crescita dei giovani, i quali potrebbero sentire una forte pressione per ottenere grandi risultati, sia accademici che non, per riuscire ad arrivare alla vetta del successo e non essere fagocitati da una vita infelice, molto lontana dalle aspettative createsi in loro per molto tempo. Altri, soprattutto gli anziani e in generale tutto coloro che sono avversi alla tecnologia, invece considerano la fonte di tutto questo malessere nei giovani lo smartphone: oggi viene regalato un cellulare a ragazzi sempre più giovani anche se nella maggior parte dei casi non hanno bisogno di questo strumento in quanto sempre sorvegliati dai genitori.

man, depressed, hoodie

Il vero motivo per il quale si sta promuovendo l’idea di dare uno smartphone a dei veri e propri bambini sono i social media: sono in aumento i giovanissimi sulle piattaforme come Instagram e TikTok e spesso coloro che non fanno parte di questo mondo digitale vengono isolati dai coetanei in quanto non comprendono gli argomenti di cui parlano quando sono in gruppo. I rischi dei social media e di Internet sono sempre più condivisi con la nuova generazione per guidarla in una esperienza virtuale migliore, ma spesso questi consigli non vengono ascoltati.

Spesso i cosiddetti “influencers”, persone famose con una grande base sui social, promuovono uno stile di vita e un aspetto fisico molto difficili da ottenere nella vita reale, ma che loro presentano al proprio pubblico come cose semplici e quasi scontate: questa vita “pubblicizzata” mette spesso in crisi molti followers perché sentono di non fare abbastanza nella propria vita, mentre tutti hanno successo. Questo sentimento cresce sempre di più fino a diventare vera e propria ansia e paura per non riuscire ad ottenere gli sessi risultati, come avere un bel fisico e un lavoro che frutta milioni all’anno. Anche se non si sa con certezza quali siano le cause di questi disturbi, si è sicuri degli effetti che stanno provocando sui giovani, non solo fisici, ma anche mentali: generazioni intere stanno venendo sopraffatte dallo stress quando dovrebbero essere spensierate nell’età più bella della vita, senza pensare al domani.

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