• mercoledì , 8 Dicembre 2021

Incontri al salone del libro

Al salone del libro regnava il caos totale, bastava girarsi e c’era uno stand, o una fila chilometrica per una conferenza, o tantissimi gruppi di persone. Nulla si capiva,  ma in tutto c’era armonia.  

Camminando per gli stand si vede con la coda dell’occhio qualcosa agitarsi: è un signore che cerca di dare il segnalibro del suo stand. Incuriositi ci si avvicina, chiedendogli spiegazioni sul suo progetto perchè non c’erano nè libri nè alcunchè. Solo scatole. Romanzi.it è una nuova idea pensata durante il lockdown per sostenere piccole case editrici e librerie locali. Consiste nell’assemblare una scatola dedicata ad un editore poco conosciuto, contenente due suoi libri, una rivista letteraria e un pass per partecipare a gruppi di lettura. Sorge spontaneo chiedersi il perchè di tutto questo, visto che ormai l’acquisto su internet è più veloce, immediato e gettonato. Sono le piccole librerie a proporre gli editori, e proprio perchè oramai la lettura è meno popolare e avviene tramite acquisti su Amazon, o altre piattaforme, è essenziale sostenere le attività più piccole.

Si potrebbe cercare di fare qualcosa nel proprio piccolo. Alla fine non ci vuole nulla, al posto di andare da Feltrinelli o acquistare su Kobo si esce di casa, si fanno due passi e si compra il libro che si vuole leggere, altrimenti il proprio quartiere rischia di spegnersi. Un’ipotetica gastronomia che si vede aprire davanti al suo negozio un supermercato di una grossa catena, è costretta a chiudere. Ed è quello che è successo in questi due anni di crisi, in cui le attività più piccole sono state schiacciate. 

Tornando ai libri. La parte più bella delle piccole case è che sono piene di vita e ognuna con una storia da raccontare, come quella che ha condiviso la ragazza dello stand di Casa Sirio. 

L’editore Casa Sirio nasce da degli studenti della scuola Holden, che occupati a correggere testi su temi improponibili come un romanzo su una minoranza cinese, si rendono conto che vogliono correggere dei testi diversi, che li appassionano. Come noir, o thriller, o gialli. Allora in un appartamentino si aggrega questo gruppo di ragazzi, che non sapendo cosa mettere sul citofono scrivono “Sirio”, il nome del loro gatto, da lì il nome dell’editore. Se un domani ci fosse solo una grande casa editrice, saranno tutti costretti a comprare da lì perchè l’unica, e inizieranno a finanziare attività scelte dalla società e non da se stessi. Nessuno sarà più in grado di raccontare una storia sul gatto Sirio, perché non ci sarà più nulla da condividere e trasmettere. 

Un ultimo incontro molto formativo e importante a cui si poteva assistere è stata la conferenza su “Le impazienti” di Djaïli Amadou Amal, un’ ambasciatrice dell’UNICEF.

A 17 anni a causa di un matrimonio forzato inizia a vivere con suo marito. Per fortuna è in grado di terminare il liceo e anche di laurearsi. Dopo cinque anni di convivenza si separa,  per poi sposarsi nuovamente, ma è costretta ad abbandonare il marito perché violento.  Quest’ultimo per vendetta rapisce le loro figlie. A questo punto Amal capisce che rimanere in silenzio sarebbe togliere la voce alle altre donne nella stessa situazione. Quindi si mette a scrivere.

Il libro di Amal diventa parte del programma dell’ultimo anno dei licei in Camerun, tanto che lei confida di riuscire a vedere un cambiamento perché sostiene che i matrimoni forzati così come la violenza sulle donne sono dei tabù. Alla fine è come se tutti ne fossero al corrente senza poi fare qualcosa affinché non si verifichino. Dice: “Spero che il ragazzo dell’ultimo anno che diventerà poi un uomo, nel leggere il mio libro avrà una maggiore consapevolezza delle sue azioni. E che le ragazze, che a quell’età sono spesso costrette ad affrontare matrimoni forzati, avranno modo di riscattarsi da istituzioni del genere più facilmente senza pensare che sia sbagliato rifiutarle”. 

Il problema in tutto questo però non è solo il silenzio della donna o l’uomo violento,  Amal ha spiegato che la causa di questi meccanismi sono spesso fattori ambientali. Infatti cambiamenti climatici, crisi economiche e di ogni tipo, sono un incentivo per questi matrimoni, che diventano un’esigenza perché l’unico modo per sopravvivere. 

Quindi nell’idea di ideare un progetto mirato a distribuire scatole dando il 10% della vendita alle piccole librerie per non vedere il mondo diventare tutto uguale e monopolizzato dai colossi delle grandi distribuzioni; e nello scrivere un libro nella speranza di diffondere la consapevolezza che ci sono donne che soffrono ogni giorno fin dall’adolescenza, però costrette perchè affamate e in difficoltà, si vede quanto questa pandemia sia stata protagonista di forte crisi e dolore. 

Il Covid ha dato uno schiaffo al mondo e gli ha fatto capire che c’è bisogno di cambiamenti. Al salone del libro regnava il caos, ma era il caos del mondo che per due anni è stato in silenzio e ha visto gente le cui attività, che aveva creato con i propri sforzi, hanno fallito o attraversato periodi di forte crisi. Un mondo che ha visto bambine disposte, o forzate, a sposarsi e subire violenza per via della fame. 

 

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