• mercoledì , 21 Ottobre 2020

Una rivoluzione secondo natura

24 dicembre 1968. È l’uomo lanciare una sfida questa volta alla natura.
0,74 + 0,18 ºC è l’aumento di temperatura globale negli ultimi 100 anni. 2/6 metri sarà l’aumento del livello del mare. 18-35% è la quantità di specie volta l’estinzione dei prossimi quarant’anni. Rallenterà la corrente nord-atlantica, mentre accelereranno piogge e uragani; l’acidificazione dell’oceano causata dalla diminuzione del pH sarebbe disastrosa.
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“La causa sono i gas serra” come afferma il candidato presidente d’America Al Gore nel suo documentario “Una scomoda verità“. Sono questi i fatidici assassini dell’equilibrio termico e chiaramente a generarli è l’uomo. Unica via di fuga le energie rinnovabili, volte a raggiungere un quinto della produzione totale, ma non solo; l’energia eolica, solare, geotermica sono solo una piattaforma di lancio di una vita ecosostenibile, anche i prodotti più comuni devono diventare naturali.
Nascono infatti innumerevoli progetti volti alla salvaguardia ambientale con cifre ipotetiche notevoli, come ‘Impatto zero‘, il quale ha evitato un’emissione di dodicimila tonnellate di Co2 riducendo del 6,5% il consumo di ciascun punto vendita della catena ottica affiliata, pari all’assorbimento di una foresta estesa quanto il Veneto.
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Anche il make-up, così amato dalle donne, può assumere un volto nuovo insieme alla donna che lo indossa, frammentandosi in polveri minerali o creme naturali con imballi riciclabili o biodegradabili. Sempre in bellezza femminile Greenpeace sfida a metà dell’anno passato quindici case di alta moda a bandire tossicità e deforestazione dalle loro filiere, ma solo Valentino vince il primo premio.
A realizzare un riciclaggio altrimenti irrealizzabile è però l’arte, nata nel 2011 dal successo della trasformazione di un vassoio di plexiglas, ma sviluppatasi nel tempo giunge fino alla produzione di scarpe di spazzatura, stravagante invenzione di un trio britannico.
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Non meno importanza assumono la proposta svizzera di uno smartphone senza spreco di elettricità attraverso l’utilizzo di un pannello solare integrato ideato da Tag Heur e il filato Econyl, costituito da reti da pesca e altri materiali di scarto, brevettato da Acquafil nel 2011.
Per un’estate all’insegna del riciclaggio nasce invece un occhiale ecologico, nel cui settore spicca Plantwear, formato dal caratteristico legno ricavato da paesi boschivi, la cui casa produttrice ogni mese tenta di restituire con ulteriori piantagioni la somma sottratta.
A ciò si affianca un’ eco-cosmesi estiva esplicitata nelle creme protettive, attraverso sostanze naturali come l’ossido di zinco e il biossido di titanio, che hanno come prerogativa anche la difesa del mondo marino oltre a quello umano.
At last but not least nell’agosto 2013 in California l’estrazione del carbonio dalla Co2 permette la formazione di una materia termoplastica che potrebbe portare l’estinzione della combustione plastica nociva e inquinante prodotta annualmente, insomma ad una rivoluzione moderna.
La salvaguardia ambientale richiede quindi attenzioni, ma queste sono evidentemente causate da una precedente inconsapevolezza e dal mancato rispetto dell’uomo nel riguardo del mondo in cui vive.  A lungo termine però a salvare la vita stessa e l’economia umana potrebbero essere regole quotidiane rispettabili anche da ogni singolo cittadino, come ne sono esempio le limitazioni automobilistiche.
Insomma chi la fa la aspetti, ma soprattutto la risolva.

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