• lunedì , 19 Ottobre 2020

Le verità nascoste della Grecia

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La foto simbolo della crisi greca

“La Grecia è in bancarotta” “La Grecia chiede fondi all’UE” “La Grecia non ha pagato i suoi debiti” Sono oramai queste le tristemente note espressioni che, negli ultimi mesi, si leggono e rileggono su quotidiani e vengono ripetute sine limite da Tg e giornalisti. Vediamo ogni giorno rappresentazioni tragiche delle vicende greche: chiusura delle banche, riduzioni degli stipendi, disoccupazione e licenziamenti ai massimi storici; foto simbolo di un popolo che, nonostante cerchi di galleggiare e continuare a vivere, è quello che più di tutti sta avvertendo gli effetti della crisi. Spontaneo chiedersi quali (o chi) siano le cause prime di ciò e perché investano proprio la Grecia, elemento che i mezzi di comunicazione danno per scontato ma che invece rappresenta il fulcro del problema.

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Si deve tornare al 2011 (anno di piena crisi economica per l’Europa); la Grecia era sotto le politiche di austerità della Troika (“terzina” dal russo, politica che si occupa del salvataggio dei paesi dell’ UE il cui debito pubblico è in crisi, costituita da Commissione europea, Banca Centrale europea e Fondo Monetario internazionale) e, sebbene molti economisti fossero ottimisti sul futuro della Grecia ( https://www.youtube.com/watch?v=gC2G7xeHoz8 , video in cui l’ex premier Mario Monti dichiara che la Grecia è “il successo dell’Europa” per le politiche che vi sono state applicate) la sua produzione industriale era già scesa del 30% , e da lì in poi sarebbe stato un continuo susseguirsi di fallimenti fino ad arrivare al 2014 ai giorni nostri (vedi grafico). La Grecia dunque è il fallimento delle politiche europee di austerità, sottovalutate dagli organismi responsabili che non hanno saputo frenare questa inevitabile caduta di tutto il sistema ellenico.

Tre sono le cause principali di questo “collasso greco”:

1 Il debito privato

Nonostante molti dicano che il debito pubblico (ovvero del paese) sia la vera nota dolens, è il debito privato (ovvero del cittadino e delle famiglie nei confronti di enti pubblici quali banche) che attanaglia la Grecia. Osservando il grafico si nota chiaramente che dal 1993 al 2007 il debito pubblico è costante, mentre il debito privato passa da 5 miliardi fino a quasi 60 miliardi in appena 10 anni.  Dunque la colpa non è stata direttamente del governo, ma in primis delle banche e degli enti pubblici (non solo greci) che avevano elargito prestiti in modo troppo imprudente. La Grecia entra nell’UE nel 1981; per un paese in generale periferico e debole l’entrata in un organismo di questa portata è una sicurezza, e per un certo numero di anni la crescita economica della Grecia sale, facendo aumentare il benessere dei cittadini. Le famiglie dunque iniziano a chiedere prestiti (e dunque ad indebitarsi) perché pensano di avere buone aspettative nel ripagarli; le banche concedono questi prestiti largamente e imprudentemente. Detto fatto: il debito privato inizia a salire, il cittadino non ha la possibilità di guadagnare nuovamente il proprio debito bancario poichè la Grecia non ha avuto quella grande crescita economica che tutti gli organismi responsabili si aspettavano. Dunque le banche hanno sempre sbagliato nelle previsioni e hanno creato questo debito privato che è ancora nel 2015 la causa della crisi greca.

2 Corruzione e falsificazione dei conti

Purtroppo è anche questo un punto da prendere in considerazione, e per ciò e doveroso fare una premessa: la Grecia, per motivi storici e culturali, ha sempre temuto un’invasione turca; con l’entrata nell’UE ha ritenuto di doversi armare, spinta anche dal fatto che facendo parte di un’unione avrebbe potuto facilmente acquistare armamenti da paesi esteri (in primis la Germania). Ed è a questo punto che si è innescato il circolo vizioso: milioni di euro di mazzette ai politici greci da parte della Thyssen Krupp (la più importante azienda siderurgica in Europa) nel quinquennio 1997 – 2002 affinchè acquistassero armamenti tedeschi, per fare un esempio. Ciò ha innescato uscite di fondi pubblici abnormi, che hanno portato la Grecia ad avere un rapporto spese militari – PIL superiore addirittura a quello della Francia (che è una delle più attive in questo campo), come si nota nella tabella. Tutto ciò alimentato dalla corruzione e dalla conseguente falsificazione delle spese pubbliche e del rapporto deficit / Pil, che hanno portato la Grecia nella situazione attuale.

3 L’Euro

La moneta unica europea è alla base di molti meccanismi che hanno avviato la Grecia verso il collasso, primo fra tutti questo: Il motivo per il quale i paesi del Nord hanno prestato in modo imprudente a quelli del Sud (vedi punto 1) è che il cambio uno a uno implicito nella moneta unica (un euro greco è per sempre uguale a un euro tedesco) ha alterato pesantemente la loro percezione del rischio, il che, in mancanza di una vera vigilanza bancaria europea, ha contribuito alla catastrofe di cui ora vediamo gli effetti. I paesi come la Germania a causa di questa moneta unica hanno considerato l’economia greca simile alla loro (cosa che nel reale è assolutamente errata), considerando la valuta greca forte come quella tedesca.

Tre vie da seguire per comprendere che cosa e chi ha portato la Grecia in queste condizioni. Semplici da comprendere, ma che fanno riflettere e dirigono lo sguardo verso i veri responsabili: l’Unione europea e la Troika, e più in particolare i paesi del nord (quali Germania e Francia). Come burattinai hanno manipolato e usato la Grecia per i propri comodi e le proprie finanze, approfittando sì del malgoverno greco, ma dimenticandosi di far parte di un’ Unione di stati che dovrebbero appoggiarsi, e non ingannarsi vicendevolmente. Mentre l’UE si mostra sempre di più come un’immensa bufala atta solo a mire opportunistiche da parte dei più potenti, il popolo greco perde la sua dignità mentre cerca di salvarsi e scostarsi dall’intransigenza tedesca. Sperando dunque che la Grecia si risollevi e che il governo compia scelte giuste, ricade perfettamente la frase ciceroniana “Historia magistra vitae”, augurandosi che non si compiano più gli stessi errori e che il popolo ellenico sappia distinguere gli amici dai nemici.

Per approfondire

http://goofynomics.blogspot.it/?m=1
http://www.asimmetrie.org/

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