• domenica , 25 Ottobre 2020

L'unione fa la forza

Qualche giorno fa, il Capo del governo italiano, Matteo Renzi, ed il Presidente russo Vladimir Putin si sono incontrati a San Pietroburgo dove hanno discusso delle sanzioni economiche dell’Europa alla Russia per la questione Ucraina, dell’emergenza terrorismo ed del fenomeno dell’emigrazione di migliaia di persone dai paesi poveri o in guerra verso l’Europa.

Per Renzi l’Europa deve ‘rilanciare‘ sul proprio futuro e, per ciò che riguarda i rapporti con la Russia, ha affermato che il termine ‘guerra fredda’, per il suo significato di netta contrapposizione tra i blocchi, appartiene al millennio scorso e che solo con la distensione tra le parti si possono ottenere progressi in ambito economico-sociale.

Secondo Putin l’Europa deve essere forte e l’immigrazione deve essere controllata con politiche adeguate per scongiurare la nascita e lo sviluppo di partiti nazionalisti.

epa05027685 Russian President Vladimir Putin (R)meets with Italian Prime Minister Matteo Renzi during the G20 summit in Antalya, Turkey, 16 November 2015. In addition to discussions on the global economy, the G20 grouping of leading nations is set to focus on Syria during its summit this weekend, including the refugee crisis and the threat of terrorism.  EPA/YURI KOCHETKOV

epa05027685 Russian President Vladimir Putin (R)meets with Italian Prime Minister Matteo Renzi during the G20 summit in Antalya, Turkey, 16 November 2015. In addition to discussions on the global economy, the G20 grouping of leading nations is set to focus on Syria during its summit this weekend, including the refugee crisis and the threat of terrorism. EPA/YURI KOCHETKOV

I problemi nelle relazioni tra Europa e Russia negli ultimi anni sono dovuti alla situazione in Ucraina ed all’intervento di truppe russe in Crimea. Ciò ha provocato l’applicazione delle sanzioni economiche da parte dell’Unione europea alla Russia, provvedimenti a cui quest’ultima ha risposto con analoghe sanzioni.

Da questa  ‘tensione’ , tuttavia, ambedue i contendenti risultano danneggiati: l’Europa ha bisogno di importare il gas russo e di esportare tecnologia e produzione  agroalimentare; i bisogni della Russia sono necessariamente reciproci rispetto a quelli europei.

Putin asserisce di essere disposto a togliere subito le sanzioni all’Europa, Renzi, che pure sarebbe d’accordo, deve attendere la decisione del Consiglio europeo.

 Il pomo della discordia è rappresentato dal mancato rispetto del Trattato di Minsk che avrebbe dovuto riportare la pace in Ucraina e che, invece, non è stato rispettato dalle parti in causa.

putin-renzi

I due leaders, comunque, hanno espresso parole concilianti: Putin dicendo che Europa e Russia devono tornare ad essere buoni vicini di casa, Renzi riconoscendo che la Russia è un partner strategico sia per lo sviluppo dell’economia che per la lotta al terrorismo.

È innegabile che in questi anni di gravissima crisi per l’economia mondiale l’applicazione delle reciproche sanzioni senz’altro aggrava la situazione di tutti i paesi coinvolti (il danno per la sola Italia ammonta a miliardi di euro) mentre il ripristino di normali relazioni commerciali gioverebbe a tutti i contendenti, con grande sollievo anche per la crisi occupazionale del nostro paese. Le due parti, comunque, hanno sottoscritto nuovi accordi e intese commerciali  che lasciano ben sperare in questo senso.

 

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