• giovedì , 22 Ottobre 2020

Un futuro in cui credere

Molti ritengono che il presidente degli Stati Uniti sia la persona più potente del mondo. Proprio per questo tutti gli occhi sono puntati sulle elezioni presidenziali di Novembre. Molto probabilmente i due candidati alla presidenza saranno l’imprenditore newyorkese Donald Trump e l’ex vice-segretario di Stato Hilary Clinton.

Da una parte un miliardario senza peli sulla lingua e dall’altra la prima donna candidata alle presidenziali americane. Il famoso detto dice “Tra i 2 litiganti, il terzo gode”; infatti il personaggio che ha lasciato il segno più di tutti durante il primo periodo di scontri politici non è stato nè Donald Trump nè Hilary Clinton, ma Bernie Sanders. Il Senatore del Vermont si è imposto con la forza tra i due candidati grazie alla sua campagna elettorale basata sulla parità e ugualianza tra tutti gli uomini.

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Sanders ha sollecitato tutti coloro che sono stanchi del sistema politico statunitense: la campagna elettorale della Clinton è finanziata da Wall Street, e ovviamente in caso di elezione dovrà restituire il favore ai grandi investitori. La campagna elettorale di Sanders, al contrario, è interamente finanziata dai suoi sostenitori che hanno deciso di dare la loro fiducia al candidato democratico. La sua “rivoluzione” anti-establishment ha coinvolto la gran parte dei giovani, non solo americani. In tutti gli stati dove si sono svolte le primarie Bernie Sanders ha guadagnato la maggior parte dei voti dei giovani, stanchi del sistema politico americano capitanato dalla Clinton.

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La politica interna americana di Sanders si basa sul socialismo democratico, cioè una forma di governo in cui ogni cittadino deve pagare le tasse in base al proprio reddito e in cui la classe lavoratrice e il lavoro autonomo sono tutelati. Importante sottolineare che gli americani sono ancora terrorizzati dal comunismo e socialismo, rammentando il periodo della guerra fredda. Questa è probabilmente una delle cause che ha portato alla sconfitta di Bernie Sanders alla primarie del partito democratico. Bisogna anche sottolineare che Sanders durante i suoi comizi raramente ha voluto attaccare apertamente il suo rivale Hilary Clinton, nonostante l’ex-segretaria di Stato sia stata coinvolta in parecchi scandali. Probabilmente se fosse stato un po’ più aggressivo contro di lei ora saremmo davanti a risultati ben diversi.

Durante il mese di luglio a Philadelfia si svolgerà la convention del partito democratico e in questa sede verrà scelto il candidato per le presidenziali di novembre. Il candidato verrà scelto in base alle elezioni primarie che si sono svolte da febbraio a giugno in ogni stato degli USA.  Le primarie del partito democratico sono state, a differenza di  quelle del partito republicano, una vera e propria guerra fino all’ultimo voto fra Sanders e la Clinton. Nessuno all’inizio avrebbe pensato che il settantaquattrenne senatore del Vermont (piccolo stato nell’estremo Nord-Est degli Usa) avrebbe potuto battersi con le unghie e con i denti pur di stappare il titolo alla Clinton. Il motivo di tale successo è la battaglia che Sanders ha voluto intraperndere per avere una migliore giustizia sociale, economica e ambientale.

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Secondo gli ultimi sondaggi la Clinton difficilmente riùscirà a sconfiggere Trump alle presidenziali di Novembre, l’unico in grado di batterlo sarebbe  Sanders. In caso di scontro tra  Sanders e Trump vedremo i due antipodi della politica americana: da una parte c’è colui che basa la sua campagna politica sulla divisione tra gli uomini (addirittura innalzando muri tra i confini), dall’altra c’è un uomo che crede nell’ugualianza e unità  fra gli uomini per combattere la crisi. Ovviamente questo scontro non avverrà, poichè anche in questa occasione gli americani hanno preferito Hilary Clinton, famosa per essere un politico poco coerente e guerrafondaio (avendo  votato a favore della guerra come membro del congresso in Iraq e Afghanistan). Molti si chiedono perchè le promesse di Bernie Sanders risultino agli occhi della gente più credibili rispetto a quelle degli altri candidati. La risposta è il suo passato. Sin da giovane ha combattuto per i diritti civili degli afro-americani (da universitario marciò con Martin Luther King) e successivamente , entrato in politica come membro del congresso americano, ha sempre sostenuto le riforme più liberali. A novembre verrà eletto presidente uno  tra Trump e Clinton. Adesso più che mai, buona fortuna America (ne avrai bisogno, visti i due “personaggi”).

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