• lunedì , 25 Gennaio 2021

Vecchie abitudini alla riscossa

di Alessandra Morato

Dopo tanti anni di meritato riposo torna in voga la famosa serie ventennale che vede protagonisti i Pokemon. La Nintendo, regina dello spasso dei più piccoli, ha lanciato una nuova moda: Pokemon Go. Si tratta di una nuova App, sviluppata dalla Niantic per la Pokemon Company, nata in Australia e poi diffusa nel resto del mondo. Il 15 luglio è arrivata in Italia.

Pokemon Go è un videogioco basato su dei “mostriciattoli” nati dalla fantasia di Satoshi Tajiri che alla fine degli anni 90’ ha ideato il famoso cartone animato.

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Dopo un timido esordio, ha suscitato la curiosità di tutti. Grandi e piccoli. Milioni di persone passeggiano per le strade alla ricerca dei Pokemon più ambiti, spesso noncuranti dei pericoli perché profondamente coinvolti nella ricerca.

La nuova App, nonostante un inizio burrascoso a causa delle difficoltà dei server nel supportare un numero così elevato di registrazioni, è riuscita a mettere in comunicazione tutti gli appassionati (e ancora fedeli) di Pokemon. Nessuno avrebbe potuto immaginare un successo così evidente. Eppure la semplicità e la genialità della Nintendo trionfa sempre.

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Per giocare occorre scaricare l’applicazione, disponibile per Android e iOS, e registrarsi tramite il proprio account Google. A questo punto si può personalizzare il proprio Avatar e scegliere uno dei cosiddetti “Pokemon starter”: Charmander, Bulbasaur e Squirtle. Finalmente si gioca. L’App rivoluzionaria permette di catturare questi animaletti in luoghi reali. Sullo schermo appare una mappa dei luoghi che circondano il giocatore e non appena ci si imbatte in un Pokemon o in un Pokéstop lo Smartphone comincia a vibrare ed illuminarsi. A questo punto si cattura il Pokemon lanciando una Pokeball nel modo più preciso possibile. Lo scopo del gioco è quindi catturare quanti più Pokemon possibili seguendo l’iter di un allenatore, dalla cattura al combattimento.

Ciò che rende così coinvolgente il gioco è il fatto che sia realizzato con la tecnologia della realtà aumentata e di geolocalizzazione tramite GPS: la videocamera dello Smartphone riprende lo spazio attorno al giocatore e vi sovrappone i Pokemon.

L’applicazione è caratterizzata da una forte componente social in quanto permette di interagire anche con altri allenatori.  Appena il proprio Avatar raggiunge il quinto livello, si può entrare a far parte di una delle tre squadre disponibili in modo da depositare i Pokemon nelle palestre. Inoltre è possibile fotografare questi animaletti nel momento della cattura e condividere foto divertenti.

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Per ora l’unico ad aver finito il gioco sarebbe Nick Johnson, 28 anni di Brooklyn. Ha percorso più di 200 km a piedi e perso almeno 10 kg, riuscendo però a catturare 142 Pokemon. L’idea di creare questa applicazione è nata due anni fa dall’ex presidente della Nintendo Satoru Iwata. Ora è l’attuale responsabile Tatsumi Kimishima a dover difendere la loro creazione provando a catturarci tutti.

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