• lunedì , 26 Ottobre 2020

Burkini sì, burkini no

La serie di attentati che ha colpito la Francia quest’anno e in particolare l’ultimo accaduto il 14 luglio ha cambiato radicalmente l’atmosfera dell’estate in Costa Azzurra. Ormai per i Francesi e per tutti i turisti nei luoghi di villeggiatura più rinomati, sembra difficile rilassarsi. Per questo oltre ai cartelli che forniscono suggerimenti su come comportarsi in caso di attacco, aumentano anche i divieti tra cui quello di portare borse grandi e valigie in spiaggia e l’utilizzo per le donne musulmane osservanti del Burkini. Il Burkini è il costume che copre integralmente il corpo è “Made in Torino”fabbricato in licra, realizzabile in una decina di colori diversi.

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Dunque il sindaco di centrodestra di Cannes David Lisnard ha vietato l’accesso in spiaggia a chi non ha un abbigliamento rispettoso del buon costume e della laicità. Questo perché il Burkini è ritenuto una tenuta ostentata che fa riferimento ad un’adesione a dei movimenti terroristici che ci fanno guerra.

Sull’utilizzo o meno dei Burkini ci sono state diverse polemiche. C’è chi ritiene che ci debba essere il divieto del costume interamente coprente anche in Italia facendone una questione di sicurezza, ma anche culturale in quanto non si deve  imporre una cultura che non ci appartiene. C’è chi invece sostiene che vietarlo sia un sopruso illegittimo riguardo la libertà di religione.

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In Italia rispetto alla Francia questo divieto non c’è ancora e per questo molte famiglie musulmane, in questi giorni di vacanza, si sono recate sulle spiagge italiane per godersi una giornata di mare. Dunque, in Francia troppi divieti mentre sulle spiagge di Alassio è boom di turiste con il velo . Alassio è stata la metà più ambita; ad agosto ha ospitato la principessa araba Nouf Nint Abdullah al Saud. Di certo in questa ridente cittadina il velo non era una novità. Finora si erano visti solo sparuti gruppetti, ma c’è ormai stata un’impennata notevole. Sulle spiagge francesi sono stati invece molti i casi di donne multate e fermate dalla polizia.

Anche in piscina non ci sono stati problemi e sono stati ammessi poiché  sono indumenti in microfibra come qualsiasi altro costume da bagno, mentre non ci si può bagnare con lo chador che non rispetta le norme igieniche.

 

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