• mercoledì , 28 Ottobre 2020

L’inizio dell’Hermine

di Alessandro Boido

A volte si sottovaluta l’immensa potenza che la natura è in grado di sprigionare. E’ capitato alcune settimane fa nel centro Italia, con il disastroso terremoto che ha distrutto edifici e  causato morti. Come se essa non fosse sazia di palesarsi nelle sue più svariate forme, ora si è ripresentata nella “East Coast”  Stati Uniti, più precisamente in Florida a sud della capitale Tallahassee, nella zona di Big Bend e Apalachicola. E’ il caso dell’uragano Hermine, classificato come di categoria uno su cinque, che in questi giorni si è abbattuto danneggiando parzialmente  le coste del paese. Ha  causato due morti, tra i quali un senzatetto  e lasciato circa settantamila   abitazioni senza corrente.

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Precipitazioni da quindici centimetri d’acqua in poche ore e un innalzamento del livello del mare con marosi alti diversi metri. Successivamente definito dalla “National  Weather Service” vento tropicale, è un uragano che sta destando  preoccupazione, anche se per ora non si è rivelato così catastrofico. Uno dei punti in cuiu per adesso ha colpito sono le spiagge di Saint Marks, mentre nella città di Cedar Key ci sono state forti mareggiate.  Il governatore del New Jeresy Chris Christie e della Florida Rick Scott stanno già prendendo  le misure opportune proclamando lo stato d’emergenza in specifiche zone dei propri paesi.

La polizia blocca il traffico su una strada allagata a Cedar Keyu (AP Photo/John Raoux)

La polizia blocca il traffico su una strada allagata a Cedar Keyu (AP Photo/John Raoux)

Il consiglio è di rimanere se possibile all’interno delle proprie abitazioni, poiché l’esposizione all’uragano renderebbe potrebbe mettere in pericolo l’incolumità  le persone. Le raffiche di vento hanno raggiunto l’incredibile velocità di 130 chilometri all’ora, secondo i dati riportati dal “National Hurricane Center” e presto raggiungeranno anche la Georgia, Carolina del sud e del nord. Nei prossimi giorni il vento potrebbe aumentare la sua velocità e forza ma ci basa esclusivamente su dati approssimativi.  Erano passati  undici anni  da che un ciclone non si abbatteva sulla zona. Era accaduto nel 2005 con l’uragano Katrina, e nel 2015 con l’uragano Patricia,  molto più disastrosi se paragonati a questo. Spesso la natura di dimostra come è realmente: impulsiva, sorprendente ed inevitabile, poiché di fronte a questa forza, l’uomo può solo pagarne  le conseguenze e in minima parte limitarne i danni.

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