• giovedì , 29 Ottobre 2020

Passeggiata autunnale nelle Langhe

langhe_paesaggiodi Marta Milani

Lo scorso weekend mamma e papà mi hanno portato nelle Langhe; i colori autunnali erano splendidi e variavano dal verde più chiaro al rosso più acceso.
Destinazione Neive.
Prima tappa: Cantina del glicine; un’antica cantina in cui si produceva il vino Barbaresco.
La Cantina del glicine è una piccola azienda a conduzione familiare situata a Neive, nelle Langhe albesi. I locali della cantina, splendido esempio di architettura barocca piemontese del Seicento, sono scavati nel tufo e si estendono sotto la casa sino ad una profondità di otto metri.
L’ambiente è naturalmente coibentato, ideale per una perfetta maturazione dei vini.
Si chiama cantina del glicine perché una pianta ultracentenaria lunga decine di metri decora l’incantevole giardino-cortile di quest’azienda.
All’ingresso della cantina c’erano tutti i macchinari moderni nei quali avevano appena finito di pigiare le ultime uve (era l’ultimo giorno di vendemmia). Una volta dentro sembrava di entrare in un altro mondo: a destra e a sinistra c’erano lunghe file di botti e si respirava un profumo inebriante. Era pieno di passaggi segreti e stanze murate… chissà cosa nascondevano!
Alla fine della visita la padrona ci ha offerto una degustazione; non so come fossero i vini ma i formaggi e le nocciole erano divini.
Usciti di lì abbiamo fatto una passeggiata alla ricerca di scorci per fare delle belle fotografie. Neive è stato inserito nel club de “I Borghi più belli d’Italia”: il suo centro storico è di origine medievale, fatto di stradine acciottolate che salgono verso la Torre dell’Orologio. I paesaggi erano incantevoli e i colori brillantissimi.
Nel pomeriggio siamo andati alla festa del “72° fiammifero” dedicata a Romano Levi, un artigiano italiano produttore di grappa.
Ho imparato che egli produceva la grappa con le vinacce che avanzavano dalla vendemmia e utilizzava le ceneri come concime per i vigneti. Inoltre era anche un artista, infatti disegnava a mano le etichette delle bottiglie di grappa e aggiungeva anche delle dediche poetiche (il suo soggetto più famoso è quello della donna selvatica).
La festa si chiama così perché ogni anno da quando la distilleria è stata fondata con un fiammifero si riaccende l’alambicco (l’unico esemplare di alambicco discontinuo a fuoco diretto).
Il weekend mi è piaciuto moltissimo e di sicuro da questa esperienza ho imparato molto ma soprattutto mi sono divertita un sacco!!!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Potrai visualizzare la lista dei cookies attivi e revocare il consenso collegandoti alla pagina http://ilsalice.liceovalsalice.it/cookie-policy/. Per maggiori informazioni leggi la nostra Cookie Policy.

Chiudi