• martedì , 20 Ottobre 2020

Torinopoli, il Monopoli alla torinese

Parco della Vittoria diventa Via Villa della Regina. Il “VIA” si trasforma in “‘NDUMA”, Probabilità e Imprevisti in “A’s sa mai” e in “Lu savia nen” e si rifanno a tradizioni e scene di vita quotidiana accompagnate da un proverbio. La società elettrica è l’Iren e quella idrica Smart. Stiamo parlando di Torinopoli, gioco dove le pedine sono Pautasso, Mole Cola e le Pastiglie Leone. Non esistono più gli euro ma i “sold”, banconote che raffigurano l’avvocato Agnelli, Pietro Micca, Cavour, Gianduja. Spopola il nuovo gioco, inspirato a Monopoli, esclusivamente su vie e luoghi significativi di Torino.

torinopoli

Ecco l’intervista a Mario Santagati, uno degli ideatori.

Chi è e che lavoro fa?

Sono Mario Santagati, faccio alcuni lavoretti ma al momento non ho un’occupazione fissa.

Come vi è venuta l’idea di creare un Monopoli ispirato alle strade e ai quartieri di Torino?

A nostra volta ci siamo ispirati a una persona che aveva realizzato un Monopoli cittadino, il Livornopoli. Un nostro amico aveva acquistato il gioco ed ha pensato che potessimo fare la stessa cosa sulla realtà torinese. Ci siamo ritrovati con un gruppone di diciannove amici e abbiamo riscritto il gioco; la cosa più banale era mettere vie di Torino che corrispondessero a quelle del Monopoli, cioè partendo dalle più “povere” fino a concludere con Via Villa della Regina. Dopodiché è venuto anche tutto il resto: non sono solo i nomi delle vie ma anche mille altri aspetti della città che abbiamo personalizzato.

A che pubblico è indirizzato questo gioco?

Non è sicuramente quello dei giovanissimi, perché vediamo i ragazzini più portati sulla tecnologia e questo è un gioco da tavolo che ha poco a che fare con l’elettronica. Direi che può sicuramente piacere dai trenta ai cinquant’anni.

Perché io, non abitante di Torino, dovrei comprare Torinopoli al posto di Monopoli?

Credo che questo gioco sia perfetto per chi non abita a Torino e vuole conoscere meglio la città: ritrovi i nomi delle vie, ci sono carte probabilità e imprevisti scritti in dialetto, vignette con personaggi storici torinesi (originali, disegnate da un vignettista che ha lavorato solo per il nostro progetto), insieme a proverbi tipici piemontesi e situazioni che possono capitare a Torino, quindi molto ironiche. Penso che sia un buon modo per giocare a qualcosa di diverso, che non è il classico Monopoli (ci sono ad esempio nuove regole che lo rendono più movimentato, più particolare). Ci sono diversi motivi secondo me per giocarci.

In base a quale criterio avete scelto i luoghi delle caselle?

Sicuramente abbiamo cercato di mettere dentro le vie più rappresentative, più caratteristiche di Torino. Ci sono tantissimi posti che sono collegati a dei ricordi della città, quindi acquistare quella via diventa poi molto divertente; inoltre ci piaceva l’idea che chi ci gioca possa realizzare “il sogno di acquistare la via dove vive o dove lavora”.  Purtroppo ne mancano alcune perché non ci stavano tutte (ci dispiace che manchi Via Garibaldi), ma per il resto abbiamo cercato di includerle tutte, sempre secondo quel criterio per cui siam partiti dalle più basse alle più alte.

Avete avuto dei problemi con il copyright?

In molti ci fanno questa domanda, ma in realtà non abbiamo avuto nessun problema. La questione è molto semplice: quasi nessun regolamento di quasi nessun gioco da tavolo può essere brevettato, solo alcune peculiarità molto specifiche sono irreplicabili (ad esempio i carroarmati del Risiko hanno un brevetto). Ma per tutto il resto, anche il regolamento in sé, non c’è un copyright da rispettare: perché se, come abbiamo fatto noi, si cambia profondamente la grafica, si attuano dei cambiamenti che lo rendono un gioco palesemente diverso, non hai alcun problema. Tra l’altro in giro per il mondo esistono tanti Monopoli che sono un omaggio alla propria città (dal Newyorkopoli al Livornopoli) che, cambiati nella giusta misura, non riscontrano alcun problema.

Come fa una persona ad acquistare il vostro gioco?

In questo momento, a parte qualche evento che abbiamo organizzato con gli sponsor, tra cui un mercatino a Piossasco ed un evento al MacBun durante i quali abbiamo incontrato i fan del gioco e abbiamo venduto direttamente lì le copie, si può acquistare su Internet: basta andare sul sito www.produzionidalbasso.com e cliccare la voce Torinopoli… “Suma turna sì!!!”, seconda edizione del gioco; comprandolo online si paga prima e ci viene data la possibilità di autofinanziarci e nel momento in cui è pronto viene spedito a casa. Per adesso quel canale Internet è l’unico canale della raccolta fondi (anche se ci sono alcuni negozi che ce l’hanno chiesto, quindi in futuro potremmo avere dei piccoli rivenditori, ma per il momento preferiamo gestire noi direttamente le vendite).

E se una persona volesse mettere in commercio un gioco prodotto in proprio come avete fatto voi? Qual è il procedimento?

Anche per noi era una cosa nuova, poiché nessuno aveva esperienza diretta su questo, e ci siamo dovuti informare ed arrangiare. Esistono varie strade: noi nello specifico, per fare molto in fretta perché volevamo uscire a Natale, abbiamo deciso di aprire un’associazione SRLS (Società Responsabilità Limitata Semplificata), abbiamo messo un capitale di 5000 euro dopodiché ci siamo costituiti da un notaio, abbiamo costituito questa società abilitata nella sezione giochi-giocattoli. I passaggi sono molti, ma l’importante è la costituzione di una società, almeno quella è la strada che abbiamo scelto noi.

In seguito a tutto questo successo avete intenzione di riproporre il gioco con delle modifiche? Ad esempio cambiare città o cambiare modalità di gioco?

Noi abbiamo pensato così: finché questo gioco continua ad avere la richiesta ed il successo che ha lo lasciamo andare così com’è. Dopo averlo fatto testare ad altri qualcosina cambieremo (ad esempio passando dal via invece di ritirare 20 soldi come abbiamo indicato sarebbe meglio ritirarne 200). Per il momento non cambiamo quasi nulla a parte qualche sponsor che entra ed esce, ma quello è un dettaglio nostro. In futuro ci piacerebbe poter riscrivere ogni anno delle carte probabilità ed imprevisti diverse, proporre nuovi tagli di banconote, aggiungere altre caricature di personaggi torinesi (che sarebbero sicuramente graditi). Vedremo: sono tutte possibilità ma finché il prodotto piace e vende non abbiamo grandi intenzioni di portare cambiamenti. Forse ci piacerebbe fare altri giochi celebri sulla città di Torino, chissà…

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