• mercoledì , 28 Ottobre 2020

Barricata migranti

di Giulia De Luca

Un gruppo di cittadini di Castel Umberto, guidati dal primo cittadino Vincenzo Leonetto Civa, ha barricato l’entrata dell’albergo dove sarebbero dovuti arrivare cinquanta migranti, mandati dalla prefettura di Messina. Il primo passo viene fatto proprio dal sindaco, offeso per non essere stato avvisato anticipatamente dal prefetto, Francesca Ferrandino, di quell’arrivo tanto inaspettato quanto sgradito. Il 14 luglio a Parigi si festeggiava in ricordo dell’assalto alla Bastiglia, da sempre simbolo della Rivoluzione Francese e del trionfo degli ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza, perlomeno sul piano teorico.

Oggi invece si organizza una barricata fuori da un vecchio edificio inutilizzato, per fare in modo che altre persone non vi possano entrare. Era una struttura considerata inagibile e non usata da mesi. Dalla prefettura di Messina il capo di gabinetto, Caterina Minutoli, afferma: “Nell’ambito della distribuzione prevista dal ministero, è stato necessario trovare delle strutture che potessero accogliere questi migranti ed è un’accoglienza in via d’emergenza. E’ chiaro che, se ci sono tutte le condizioni, questa proseguirà… Dal punto di vista sanitario e dell’impiantistica ha i requisiti, altrimenti la prefettura non avrebbe consentito il trasferimento, e poi siamo in emergenza: certo non si può immaginare ospitalità senza corrente elettrica e acqua. Venticinque dei cinquanta, inoltre, lasceranno stasera stessa la struttura del Messinese”.

Appena ricevuta la notizia di trasferimento dal prefetto di Messina, il sindaco si era recato personalmente davanti al “Canguro” munito di auto e fascia tricolore per ostruire l’ingresso . I cittadini hanno bloccato le forniture di energia elettrica, a cui la struttura non è allacciata. Lo ha annunciato Civa stesso con un post sul suo profilo Facebook: “Avviso importante e urgente: con un atto unilaterale senza preavviso un minuto fa la prefettura di Messina mi ha semplicemente informato che trenta immigrati (sarebbero in realtà cinquanta) in nottata saranno trasferiti presso l’hotel Il Canguro. Non ritengo questo un atto di coinvolgimento istituzionale corretto per gli ovvi motivi di ricaduta sulla nostra comunità. La gestione è stata data a una cooperativa di Palermo, mi sto recando immediatamente sul luogo, dove indossando la fascia tricolore bloccherò con la mia autovettura l’ingresso della struttura alberghiera e lì rimarrò”. Protesta rivelatasi alla fine inutile, anche perché i migranti erano già nella struttura.

 E il sindaco aggiunge: “Una struttura dichiarata da mesi inagibile, senza luce. Per ovviare alla mancanza di corrente elettrica poco fa hanno provato a far entrare un gruppo elettrogeno, i cittadini hanno bloccato le vie di accesso, è comunque garantito l’ingresso ai mezzi di pronto intervento”.  Sono sbarcati in 5mila ieri, si sta pensando a creare “hotspot” di emergenza , punti di prima accoglienza per alleggerire la pressione sui porti  della Sicilia. Per l’accordo tra l’Anci e il Viminale sono previsti 2,5 migranti ogni mille abitanti. Due abitanti e mezzo ogni mille. Il paese ne ha 2700 quindi di certo non se ne sarebbero aspettati 50.

 Se l’edificio fosse stato destinato a dei cagnolini senza un tetto, ci si sarebbe lamentati di quanto fosse evanescente, non adatto ad accogliere degli esseri viventi. É arrivato un gruppo di cinquanta migranti, mandati dalle autorità, per avere di dove vivere e si pensa a come non farli entrare. E loro sono esseri umani.

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