• martedì , 27 Ottobre 2020

A scuola di start-up

di Kevin Zalateu

Trasformare semplici idee in imprese concrete: è questo l’obiettivo dell’EIA (European Innovation Academy). Seicento ragazzi tra i 18 e i 28 anni provenienti da quaranta paesi diversi si sono riuniti nel capoluogo piemontese per questa manifestazione. Il progetto coinvolgerà la città per ben tre settimane, dal 9 al 28 luglio. “Non è una conferenza o un hackathon” afferma Alar Kolk, presidente estone e fondatore di EIA: “Siamo orgogliosi di quello che succede qui. Vogliamo creare nuove start-up, gettare la base di nuove industrie. Siamo qui per incoraggiare gli studenti a immaginare soluzioni per il futuro”.

Infatti è proprio questo l’obiettivo: imparare a lavorare insieme, cercare dei modelli di business per passare dall’idea al prodotto. Si è giunti ora alla seconda edizione e ve ne sono altre quattro in programma. Per Kolk questa è la specialità della casa: lui che è il maestro delle start-up sembra l’uomo ideale per la realizzazione di tale progetto. Infatti egli ha ispirato gli inventori di Skype, un colosso mondiale che negli anni successivi è persino riuscito ad entrare nel gruppo Microsoft.  Si parla insomma di miliardi di dollari. Chissà dunque che magari proprio da una di queste idee non possa nascere qualcosa di veramente grande.

 

Sei edizioni, cinquecento nuove imprese con partecipanti da tutto il mondo (partendo dal Politecnico di Torino) che di anno in anno vanno sempre di più a crescere. Per esempio l’anno scorso un progetto torinese si era distinto nel programma EIA: si chiama Toothpic e consente di rilevare impronte digitali partendo da una foto. Ciò permetterà a Torino di avere un assistente virtuale in stile Siri che permetterà di accogliere tutte le richieste dei cittadini e tutte le nuove start-up.

VR Tourism,V2X e Vewr sono solo alcune delle idee di ragazzi giunti nella città piemontese. Il primo è un’invenzione di Washington Navarro,un ragazzo giunto dall’università del Texas che spiega: “La mia idea si basa sulla realtà virtuale. Voglio creare una piattaforma per il turismo che possa dare alle realtà locali una visibilità globale”. Ciò però rischia di comprometterlo, accrescendo dunque sempre di più la diffusione di questi visori. Si pensa che il loro patrimonio nel 2017 è stimato intorno ai sette miliardi di euro e arriverà alla modica cifra di settantacinque nel 2021. Giustifica però Washington dicendo: “Non sto pensando a un viaggio in 3D, piuttosto a un mezzo nuovo per promuovere realtà esistenti”. Ma il progetto non è ancora una start-up ed è in fase di lavorazione.

Il secondo invece, il cosiddetto V2X (Vehicle to Everything), è un progetto portato avanti da uno dei due team di cui fa parte Fca. In futuro, veicoli, l’infrastruttura stradale e i centri di controllo del traffico potranno scambiare dati fra loro attraverso queste tecnologie di nuova generazione. Tutto questo permetterà di prevenire incidenti, condizioni atmosferiche avverse, manovre pericolose e anche di evitare il traffico. Spiega Stefano, uno dei responsabili: “Cerchiamo di capire come portare la velocità e la capacità di rischiare che sono proprie di una start-up dentro un’azienda consolidata come Fca”.

Terzo ma non ultimo Vewr, un canale per vendere video sul web. Prende spunto in parte da YouTube, per quanto riguarda il meccanismo: più viene visto il video e più si guadagna. Invece da Paypal prende la velocità con cui i pagamenti vengono traferiti da persona a persona, ma con una particolarità. Non si è deciso di puntare sulla pubblicità per designare il ricavato di ogni singolo video, bensì saranno le persone che lo vedono. Al posto di PayPal inoltre Vewr adotta Ethereum, una valuta virtuale. Il team è formato da cinque ragazzi che hanno lavorato per due mesi alla realizzazione di tale progetto. Significativa è la frase di uno di loro: “Questo è il momento di inventare qualcosa e scommettere sul futuro, prima che il lavoro di tutti i giorni ci soffochi”. Innovazione e futuro, queste sono le parole chiave.

 

 

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