• venerdì , 30 Ottobre 2020

Nuovi disordini in Medio Oriente

di Alessandro Locci

Nonostante il passare degli anni, il terrorismo islamico continua a falcidiare vittime. ln particolare risulta colpito lo stesso mondo arabo. Sebbene il numero di vittime sia spesso esiguo, queste azioni sconvolgono il paese di volta in volta colpito, sia psicologicamente che economicamente .

È ora il caso dell’Egitto. La sua risorsa principale era il turismo: nel 2010, quattordici milioni di turisti hanno visitato il paese dei faraoni, poi la guerra civile, i governi militari ed i gruppi jihadisti hanno praticamente annullato questa risorsa. Il turismo si era parzialmente ripreso qualche anno fa, ma ora è nuovamente minacciato da gruppi affiliati all’Isis.

Lo Stato islamico sa che questa risorsa per l’Egitto, come anche per Tunisia e Turchia, è prezioso quanto il petrolio. Ma il turismo per questi movimenti integralisti rappresenta anche una contaminazione culturale occidentale del mondo musulmano . Sebbene sia prossimo ad essere sconfitto in Siria ed in Iraq, ed il califfo che ne era il capo -Al-Baghdadi – pare sia deceduto, l’Isis risulta ancora in grado di attaccare e colpire. Questa capacità offensiva è dimostrata e rafforzata dalla fedeltà dei vari gruppi suoi affiliati come Hamas e Harakat Sawad. Il primo tormenta da anni l’Africa subsahariana, il secondo colpisce l’Egitto.

Il 14 luglio questo paese ha subito un attacco su due fronti. Le vittime sono 5 poliziotti, uccisi a un checkpoint a Giza, vicino alle piramidi, e due turisti tedeschi, colpiti nella spiaggia del resort nel quale alloggiavano. Mentre nel primo caso si è trattato di un commando bene armato e bene organizzato,il secondo caso è stato opera di un solo ragazzo .

Queste azioni sono difficili da spiegare razionalmente. Infatti ad essere attaccati non sono zone di guerra ma semplici località turistiche. Sicuramente gli attentatori erano estremisti islamici pieni di odio verso il costume occidentale e il suo modo di vivere. Gli egiziani, anche coloro che provano simpatia per l’integralismo islamico, dovrebbero comprendere quanto è prezioso il turismo per l’economia del loro paese. Incoraggiandolo, le ricchezze dell’Egitto aumenterebbero, mentre la violenza porta unicamente alla povertà e alla disperazione.

Ma mentre l’Egitto tremava, anche Gerusalemme era ferita da un nuovo attentato. L’attacco è avvenuto nel luogo che per gli ebrei è il Monte del Tempio e per i musulmani è la Spianata delle moschee . Lì c’è stata una sparatoria: due agenti israeliani e tre terroristi sono rimasti uccisi. Il governo Netanyahu in risposta, per apparenti ragioni di sicurezza, ha cancellato la preghiera del venerdì, cara ai musulmani. Ci ho provocato proteste fra gli arabi.

Un fatto del genere non accadeva dai tempi della seconda intifada, nel 2000. I capi arabi della regione hanno condannato l’attacco, ma hanno anche criticato l’azione del Governo israeliano, più o meno duramente. Ad esempio il Mufti di Gerusalemme, Mohammad Hussein, ha invitato apertamente i fedeli musulmani a sfidare il divieto

Le cause di questo attentato risultano chiare: tutto può farsi risalire alla creazione dello Stato di Israele nel 1948 . Gli arabi che decisero di rimanere sotto la giurisdizione ebraica, come il padre degli attentatori, si sentono trattati come cittadini di serie B. Ciò palesemente causa tensioni e odio fra arabi e israeliani, tensioni che spesso sfociano in rivolte ed anche attentati. È una situazione critica che si trascina da decenni.

La soluzione più intelligente e condivisibile starebbe certamente nel dialogo tra le parti, che porrebbe fine alle violenze. Ebrei e arabi dovrebbero imparare a convivere insieme in un solo stato oppure, in alternativa, dividersi in due stati autonomi e separati.

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