• martedì , 24 Novembre 2020

Il tempo si è fermato.

VOI OCCIDENTALI, AVETE L’ORA MA NON AVETE MAI IL TEMPO…” GANDHI

Quante volte ci è capitato di anticipare la sveglia sempre di più per paura di non arrivare in tempo ad un appuntamento importante o ad un colloquio di lavoro. Quante volte ci capita di guardare l’orologio o lo smatphone per controllare l’ora in modo compulsivo con il timore di essere in ritardo. Quanto è importante il tempo in un secolo dove si è sempre più abituati ad essere aggiornati secondo per secondo con notizie dell’ultimo minuto, in un secolo dove ormai ciascuno di noi condivide in tempo reale ciò che sta facendo con i vari social.

Sembra quasi di essere perennemente vincolati da ritmi stressanti che ci impongono determinati orari, e quando finalmente la sera chiudiamo gli occhi per dormire, in quel momento forse siamo sciolti da questo incessante tran tran che si ripete ogni giorno.

Questa stretta dipendenza non è troppo? E’ quello che si sono chiesti alcuni Norvegesi che abitano l’isola di Sommarøy. I trecento abitanti hanno firmato una petizione per fermare il tempo, il progetto ha preso il nome di “time-free zone”. Nessuno vuole più vivere intrappolato dall’orologio che è considerata una fonte di stress ingiustificata, una proposta che è stata votata unanimemente ed è stata presentata al governo Norvegese proprio in questo periodo in cui in Europa si sta decidendo di uniformare le lancette di tutti gli stati.

Gli abitanti puntano a eliminare gli orari fissi, anche per quanto riguarda la scuola e il lavoro (l’importante è superare i test e lavorare per conseguire i risultati stabiliti) perchè, come afferma il portavoce, non bisogna sentirsi ingabbiati nel proprio luogo di lavoro. In questo villaggio ognuno fa come preferisce, la vita scorre pacifica senza bisogno di scandire il tempo. La parola d’ordine, insomma, è libertà.

Dalla loro, i Norvegesi, hanno madre natura. Ogni anno ricorrono le famosi “notti bianche” : due mesi di luce piena per 24h ogni giorno, e sono altrettanto lunghi gli inverni senza alba, dove il buio è perenne. Gli abitanti dunque ne vogliono approfittare, nei due mesi di sole pieno potrebbe capitare di vedere il proprio vicino che fa una grigliata con i suoi amici alle due di mattina, oppure i ragazzi che giocano in spiaggia a “mezzanotte”.

Insomma, le premesse perchè questa proposta venga approvata ci sono tutte, ma proviamo a pensare che disastro sarebbe se noi occidentali smettessimo di dipendere dall’orologio. Voli aerei, appuntamenti, l’orario della metro… persino vedersi con un amico diventerebbe complicato, anzi sarebbe pressoché impossibile. Insomma questa è solo un’utopia che noi non proveremo mai, forse però i trecento abitanti dell’isola di Sommarøy ce la faranno a fermare il tempo e a quel punto chissà se riuscirebbero davvero a vivere svincolati dal ticchettio dell’orologio.

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