• lunedì , 26 Ottobre 2020

“Storm Area 51”, chi ci ha creduto davvero

di Davide Tamborrini

Per chi non ne fosse al corrente “Storm Area 51” è l’ultima trovata partorita dai social o meglio da alcuni utenti di Facebook tra i quali un ragazzo australiano di nome Jackson Barnes che lo scorso 1 luglio ha partecipato alla creazione di un evento sulla medesima piattaforma dal nome “Storm Area 51, They Can’t Stop All of Us” con il quale proponeva, con una certa disinvoltura, l’invasione della base segreta militare più famosa al mondo, l’Area 51 appunto. Barnes ha poi provveduto ad allegare anche una mappa per spiegare come si sarebbero dovute svolgere le operazioni aggiungendo che se avessero corso come Naruto ( personaggio manga giapponese ) “sarebbero stati più veloci dei loro proiettili”, per poi aggiungere “non possono fermarci tutti”.

Chiunque nel corso della propria esistenza avrà sentito parlare almeno una volta di questa base super segreta nel deserto del Nevada a circa 150 km da Las Vegas. Gli Stati Uniti ne hanno ammesso l’esistenza solo nel 2013 e la leggenda vuole che al suo interno vi siano conservati i rottami di un disco volante, insieme alle spoglie del suo equipaggio, recuperati e celati al mondo dopo l’incidente di Roswell del 1947. In realtà come detto poc’anzi si tratta solamente di una leggenda e il governo statunitense ha sempre negato la presenza di una nave aliena o addirittura di forme di vita extraterrestri rivelando piuttosto, dopo svariate pressioni, che quell’area fu usata durante il periodo della guerra fredda per lo studio e la costruzione di aerei spia in modo da sorvegliare l’Unione Sovietica.

Si tratta quindi di una zona militare prettamente inaccessibile non solo per la sua posizione ma anche per i controlli ai quali è sottoposta e online è possibile trovarne la prova in video nei quali uomini audaci quasi per gioco si spingono fino ai confini di questa base percorrendo decine di chilometri nel deserto prima di essere respinti ancor prima di metterci piede da militari aventi per le braccia fucili pronti a sparare in caso qualcuno pensi che si stia ancora scherzando.

E se il ragazzo australiano nel creare quella pagina pensava solo ad uno stupido scherzo lo stesso non lo devono aver fatto le ormai quasi 2 milioni di persone che hanno sottoscritto l’iniziativa. E se molti come Burnes non sono realmente intenzionati ad una invasione di massa di un luogo militare ve ne sono un’altra grande parte che invece hanno preso lo scherzo sul serio arrivando anche a prenotare fino a rendere sold out il motel della vicina cittadina di Rachel.

Dopo quindi un’imponente adesione alla pagina il creatore si è visto costretto a cancellarla aggiungendo che se le persone si presenteranno nei pressi della base pronti ad assaltarla non sarà sua la responsabilità. In un’intervista poi la portavoce dell’Air Force ha nuovamente sconsigliato un qualsiasi accesso alla base non autorizzato ai più temerari avvertendo che se necessario sarà usata anche la “forza letale”.

Rimane quindi da capire se il 20 settembre (data in cui è previsto il raid) vi sarà realmente l’invasione tanto annunciata e se vi saranno seriamente persone ponte a mettere in pericolo la propria vita al fine di scoprire qualcosa che sembra non esistere. L’esercito e in particolare i militari addetti alla difesa della base sembrano fare sul serio vedremo se lo stesso faranno  i “Naruto Runners”.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Potrai visualizzare la lista dei cookies attivi e revocare il consenso collegandoti alla pagina http://ilsalice.liceovalsalice.it/cookie-policy/. Per maggiori informazioni leggi la nostra Cookie Policy.

Chiudi