• mercoledì , 28 Ottobre 2020

La Sagrada Familia

di Ludovica Belli

Il 19 marzo 1882, l’architetto Francisco de Paula de Villar y Lozano, posizionò la prima pietra per dare inizio a quello che diventerà l’emblema di una bellissima città spagnola, chiamata Barcellona. Si tratta della Sagrada Familia, una grande basilica cattolica. L’idea di costruirla fu del libraio Josep Maria Bocabella, ispirato da un sacerdote di nome Josep Manyanet i Vives. Bocabella fondò l’Asosación de Devotos de San Josep, ovvero l’Associazione spirituale per la costruzione dei devoti di San Giuseppe. Tutto ciò con l’obiettivo di raccogliere fondi per la realizzazione di un tempio.

Una volta ottenute sufficienti donazioni, si costruì questa chiesa, notevolmente più grande di quella pensata dall’architetto Francisco. Quest’ultimo, dopo aver deciso di utilizzare lo stile neogotico, iniziò a costruirla pietra dopo pietra. La Sagrada Familia, però, è conosciuta anche come l’opera maestra di Antoni Gaudì, proprio perché nel 1883 Villar ebbe un forte scontro con un consulente di Bocabella e addirittura con gli stessi donatori; dunque la costruzione fu affidata al primo nominato. Gaudì, una volta ottenuta questa responsabilità, decise di modificare completamente il progetto, per il quale spese più di quarant’anni della sua vita, dedicandone interamente quindici. Intelligentemente, però, decise di non distruggere anche ciò che era già stato costruito.

Stitched Panorama

Nel 1895 la gestione del progetto venne affidata alla Junta Constructora del Templo Expiatorio de la Sagrada Familia (Consiglio per la costruzione del Tempio espiatorio della Sacra Famiglia). Nell’estate nel 1926 Gaudì morì investito da un tram mentre passeggiava tranquillamente per le vie di Barcellona; così, dopo che il Papa acconsentì di seppellirlo nella cripta incompiuta della stessa Sagrada Familia, il controllo dei lavori lo prese il suo assistente Domènec Sugrañes, fino al 1936. Nell’arco di questo tempo portò a compimento le tre torri incomplete della Natività. Nel frattempo, un terribile episodio: il 20 luglio 1936, durante la guerra civile spagnola, dei gruppi anticlericali diedero fuoco alla cripta della chiesa, distruggendo anche gli appunti e gli schizzi di Gaudì. Da quel giorno i lavori vennero portati avanti in modo molto discontinuo e, dal 1944, da diversi architetti.

Al giorno d’oggi i lavori stanno procedendo ad un buon ritmo e molti hanno stabilito come data di fine costruzione l’anno 2026, stesso anno che indica il centenario della morte di Antoni Gaudì. Quasi tutti noi sappiamo, o almeno possiamo immaginare, che è un progetto lungo e complesso anche da un punto di vista architettonico essendo basato su linee curve e vedendo le numerose costruzioni che si devono compiere: sono presenti diciotto torri e quando una delle sei centrali, ovvero quella di Gesù, sarà completata diventerà la Chiesa più alta al mondo (172m).

Le colonne sono sintonizzate per raggiungere il cielo, l’interno del tempio ha il fine di richiamare una foresta e tanti altri particolari; ma siamo nel ventunesimo secolo e dopo ben 137 anni, nonostante tutti gli architetti e coloro che hanno contribuito ai lavori, la costruzione di uno dei simboli più affascinanti e caratteristici della Spagna non è ancora stata terminata.

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