• giovedì , 22 Ottobre 2020

Guardare le stelle ci aiuta a ripartire

di Federico Ravedati

In estate, quando contempli un limpido cielo notturno, inizialmente guardi le stelle e poi inizi a cercare le costellazioni (Orione, l’Orsa maggiore, Cassiopea) e ogni tanto vedi una stella cadente. Forti sono le emozioni dei primi 10 minuti; ma se stai lì a guardare ancora un po’, magari disteso su un bel prato in montagna, ti viene quasi spontaneo di parlare al cielo e alle stelle o di ascoltarli.

Di fronte alla meraviglia del cielo stellato, il buio della notte sembra scomparire e il tuo pensiero e la tua immaginazione si lasciano attrarre e guidare dalle stelle. Se le guardi le vedi, ma se le guardi in profondità ti stupisci. Infatti, ciò che ti attrae gli occhi ti parla anche di qualcosa di più importante e ti fa intuire che è la bellezza a dare un senso anche al buio ovvero ai momenti difficili che sta attraversando il nostro tempo.

E’ sempre vera quella frase che dice che non esiste una notte così nera da non mostrare almeno una stella. Il cielo stellato ci parla di bellezza, quindi di desiderio. Desiderio infatti deriva dal latino sidera (stelle) preceduto dalla particella de– (mancanza): si potrebbe tradurre con “sentire la mancanza delle stelle” e quindi averne bisogno, proprio come i marinai avevano bisogno delle stelle per spostare la nave affinché indicassero loro la rotta.

Il cielo stellato diventa così sinonimo della “vera” bellezza. Nel nostro mondo spesso la bellezza viene divorata, consumata, misurata in base alla quantità e al prezzo. La bellezza invece va colta con occhi capaci di guardare, e accolta, per far sì che entri dentro di noi a dirci qualcosa o a darci un senso, un gusto, una passione o un sorriso.

Per apprezzarla davvero però bisogna sapersi fermare per capire cosa succede a stare fermi un’ora davanti a qualcosa di bello. Contemplare un cielo stellato ti permette di fare un’esperienza estetica, che ti fa sentire avvolto da qualcosa di più grande di te.

Ma se non hai la capacità di guardare con passione qualcosa, rischi la superficialità, che è l’opposto della bellezza intesa come capacità di vedere oltre, anche solo di poco, cioè di sperare.

In questo momento così buio, caratterizzato da eventi come la pandemia, la conseguente crisi economica, l’esplosione a Beirut, le lotte del Black Lives Matter negli Stati Uniti , i recenti scontri in Bielorussia, lo scandalo dei deputati che hanno preso il bonus, dobbiamo tenere ben strette negli occhi e nel cuore le stelle che brillano in cielo. Esse infatti ci ricordano che, nonostante le brutture, esiste la bellezza, esiste un senso e una speranza.

Proviamo così a pensare ogni nuovo giorno come l’occasione per cercare le stelle; non sarà mai sprecata una giornata in cui siamo riusciti a vedere almeno una stella, un pezzo di cielo, qualcosa di bello nelle nostre relazioni, nella possibilità di contribuire al cambiamento, senza mai cessare di desiderare e di coltivare un sogno, una passione, un progetto di rinascita e di rinnovamento.

Siamo spesso arrabbiati e fermi. Dovremo invece essere fiduciosi e in cammino. Guardare le stelle ci aiuta a ripartire.

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