• venerdì , 23 Ottobre 2020

Una notte per la scienza

[box] Per far sapere a tutti che il lavoro di ricercatore è eccezionale

di Edoardo Terzolo e Marco Scaletta[/box]

 

La settima edizione de “La notte dei Ricercatori”, progetto co-finanziato dalla società Europea di Ricerca, ha avuto luogo in piazza Castello a Torino il 28 settembre, e contemporaneamente in altre città del Piemonte, tra cui Asti, Cuneo, Novara.

Benché l’iniziativa non fosse stata preceduta da una particolare propaganda da parte del comune, le 16 mila presenze della scorsa edizione sono state ampiamente superate.

L’obiettivo principale degli oltre quaranta stand e delle numerose attività organizzate durante la serata era la sensibilizzazione del grande pubblico nei confronti dell’importanza della ricerca scientifica, e la rivalutazione della figura del ricercatore, “persona normale che fa un lavoro eccezionale”. La manifestazione era rivolta soprattutto a un pubblico della fascia di età compresa tra i 16 e 25 anni, in modo da far rivalutare ai giovani la professione di ricercatore, e di presentare alcuni esempi di progetti simili a quelli a cui essi potrebbero lavorare in futuro. Sono stati comunque organizzati eventi anche per i più piccoli (come il Rally della Scienza, competizione di ottanta minuti in cui occorreva raggiungere tappe e eseguire prove speciali costituite da esercizi di biologia, chimica, geologia…) Anche così si è cercato di coinvolgere i partecipanti più che nelle precedenti edizioni.

L’intera “notte” si è svolta all’insegna dell’acronimo SHARE (Society Heading for Research Engagement, Società per la Consapevolezza dell’Utilizzo della Ricerca) e della curiosità: lo scopo era di attirare, interessare e far riflettere divertendo, evitando di ricorrere alle tradizionali “lezioni frontali”.

Gli stand che hanno registrato la maggior affluenza sono stati quelli di chimica, biologia, informatica ed ingegneria. Tra gli argomenti sono stati privilegiati l’interazione dei corpi con il calore, l’estrazione di DNA in loco da vegetali, la creazione con plastilina di pseudo-cromosomi umani e tre diversi esempi di innovativi social network. In uno dei momenti topici della serata è è stato esposto, a cura del Politecnico di Torino, il progetto FUSED (Flying Unmanned SEeking Device, Dispositivo Volante Privo di Equipaggio per Ricerca) a cui è seguito il decollo del prototipo stesso: un piccolo velivolo quadri rotore comandato da computer, finalizzato alla ricerca di dispersi in terreni difficilmente raggiungibili.

Non tutte le attività si sono consumate nella piazza. Da ricordare è “Pizza Col Prof”, in piazza Carlo Alberto,  pensata per gli alunni degli ultimi due anni di liceo: una cinquantina tra studenti e ricercatori di diversi atenei del Piemonte hanno discusso a tu per tu con il pubblico presente di professioni, specialità e sfide scientifiche.

 

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