• lunedì , 5 Dicembre 2022

Le origini della crisi russo ucraina

di Arianna Chiarloni e Cristiana Romana Gentili

Per comprendere meglio lo stato attuale della guerra tra Russia e Ucraina è  assolutamente necessario capire le origini del conflitto. 

L’Ucraina è diventata una nazione indipendente nel 1991, con il crollo dell’Unione  Sovietica: per essere più precisi è tornata ad esserlo dopo la breve permanenza di una  Repubblica Ucraina durante la guerra civile che ha avuto il suo seguito nel  1917-1922. 

Negli anni immediatamente seguenti fino a giungere ai nostri giorni, l’Ucraina ha avuto una successione di  governi , ora filo-russi ora filo-europei. 

Vari eventi come la Rivoluzione Arancione nel 2004 e la rivolta di Maiden nel 2013 hanno senz’altro riaffermato il desiderio della maggioranza della popolazione di stringere rapporti con  l’Unione Europea. 

Dopo diverse situazioni insorte si ariva al fulcro della questione, quando  delle milizie armate e ispirate da Mosca hanno proclamato due Repubbliche filo-russe  nelle regioni di Donetsk e Lugansk, anche conosciute come l’area mineraria di  Donbass, una parte di Ucraina confinante con la Russia in cui una buona percentuale della  popolazione è di lingua russa; così l’esercito ha occupato la penisola della Crimea, sul  Mar Nero, successivamente annessa in modo formale alla Russia. 

Da questo momento nel Donbass prosegue una guerra di bassa intensità, che però ha  comunque causato 14mila morti e decine di migliaia feriti.

Le repubbliche di Donetsk e Lugansk 

L’Ucraina è suddivisa al suo interno in diverse regioni (oblast’ in russo) tra cui le repubbliche popolari del Donetsk e del Lugansk, i distretti più orientali del paese lungo il confine con la Russia che si trovano, con la regione di Dnipropetrovsk, a far parte dell’area del Donbass. Questa è un’ampia zona mineraria e  quasi tutta la zona sembra a predominanza russa: la maggior parte della popolazione è di  etnia e lingua russa e su cinque milioni di abitanti, circa 770mila hanno il passaporto  di Mosca, mentre altrettanti ne hanno fatto richiesta alla capitale. Non a caso, Vladimir Putin, il presidente della Federazione Russa, nel suo discorso di fronte alla nazione il 21  febbraio ha asserito con forza che il Donbass è parte integrante della storia e cultura russa.

Dopo l’occupazione delle forze filo-russe nel 2014 in Crimea, penisola dell’Ucraina  meridionale, le due regioni del Donetsk e del Lugansk si sono autoproclamate  repubbliche indipendenti e hanno rivendicato per sé l’intero territorio di entrambe le  regioni nel caso di un tentativo di conquista militare. Dal momento che in  questi ultimi giorni sono entrate le forze armate di Mosca, crescerebbe per questo  motivo il rischio di un conflitto diretto con l’Ucraina. 

La Crimea  

La Crimea è una penisola, la più grande affacciata sul Mar Nero, contesa tra Russia e  Ucraina. Questo territorio appartiene per legge a Kiev (dopo che nel 1854 lo zar Alessio di Russia la trasferì dalla repubblica sovietica di Russia a quella di Ucraina), ma dopo l’ingresso delle truppe russe nel 2014, la Crimea è stata annessa dalla Federazione Russa e  da Repubblica autonoma è diventata Repubblica di Crimea, a seguito del referendum del 16 marzo (definito illegale dall’ONU, dall’Unione Europea, Stati Uniti e dalla stessa Ucraina. 

Oggi tra le richieste del presidente Vladimir Putin per porre fine  all’attacco della Russia in Ucraina c’è il riconoscimento della Crimea come territorio appartenente a Mosca.  

La soluzione al conflitto, dice il presidente russo, è possibile con “la sovranità russa della Crimea e la risoluzione degli obiettivi di demilitarizzazione e denazificazione dell’Ucraina e l’assicurazione del suo status neutrale”.

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