• lunedì , 26 Ottobre 2020

Io, primino

Non mi sono ancora abituato a tutte le scale che devo fare prima di arrivare in classe, e mi sento ancora piccolo rispetto a quei giganti dell’ultimo anno, tuttavia il liceo mi piace. Certamente niente è come prima, compagni nuovi, insegnanti seri, materie complesse, ma in generale sopravvivo.

A quanto pare per rendere ufficiale il mio “status” di primino, viene organizzata una festa, dove insieme ai miei simili, gareggio per ottenere l’ambita coppa. Inutile dire che la vincerà la mia classe, in fondo noi siamo i migliori a calcio, e i più spiritosi.

Per quanto l’idea di trascorrere un intero sabato pomeriggio a scuola non mi entusiasmi, una volta in cortile mi rendo conto che l’ambiente è molto diverso da quello che vedo tutti i giorni. I miei seri professori, non fanno più tanta paura.

C’è Fanelli che organizza il gioco degli anagrammi, Giacobbe che ha ricoperto un palloncino di schiuma da barba, Bove gioca con i ritagli di giornale, e tutto intorno ai numerosi stand corrono allievi, exallievi e persino genitori, più determinati a vincere di noi. Ho visto mia mamma partecipare con grinta al tiro alla fune e mio padre impacciato mimare il film “La Bella Addormentata nel Bosco”, per non parlare della più bella della mia classe diventata campionessa di bowling.

Ma il meglio deve ancora venire. Nei tornei sportivi dimostriamo una volta per tutte la nostra bravura, siamo riusciti a formare due squadre con fuori classe  che giocano accanto a papà in gran forma, il tutto supportato dalle mie compagne, rigorosamente in tenuta da pallavoliste, sport nel quale hanno già dato spettacolo, e dalle madri che si agitano a bordo campo creando un’atmosfera da stadio. Persino il professore di matematica fa il tifo per noi, qualcuno dice che abbia promesso un 9 a chi farà il miglior goal.

Anche se il clima è competitivo, ho potuto conoscere più persone oggi che in questo primo mese di scuola. Ora so che Edoardo è molto bravo a calcio, e che Valentina ha una battuta infallibile a pallavolo, so che Di Ciaula non solo mi fa correre durante l’ora di ginnastica, ma è anche un poeta capace di inventare le storie più stravaganti con i nostri cognomi,  e che la torta della mamma di Luca era la più buona alla merenda.

In fondo è questo lo scopo della “Festa dei Primini”, unire i nuovi arrivati in modo da farli sentire accolti, dagli insegnanti e dagli allievi ed exallievi che hanno organizzato la giornata, coordinati dal genio strategico di Don Mario e dal professor Montersino.

Stanno per annunciare il vincitore, e mentre sono qui stretto tra i miei nuovi compagni penso che non so come saranno questi 5 anni che mi attendono, ma le premesse sembrano ottime!

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