• mercoledì , 21 Ottobre 2020

L’Agòn incorona Valsalice

[box]Anche quest’anno il Liceo Classico Vittorio Alfieri ha bandito un AGON nazionale tra studenti di liceo classico, al fine di promuovere la lingua greca antica come veicolo e mezzo di trasmissione delle idee e dei valori umanistici. Una prova articolata in tre diverse sezioni (una riservata agli studenti del ginnasio, una a quelli di prima liceo e una a quelli di seconda e terza liceo): ai più grandi si richiedeva la traduzione di un testo in prosa o versi, a scelta dello studente, corredata da un commento filologico-linguistico e contenutistico che evidenziasse i temi trattati, in un tempo massimo di 6 ore. La gara si è svolta il 24 aprile 2012 nei locali del Liceo. Per assicurare imparzialità di giudizio gli organizzatori hanno seguito le modalità in uso nei pubblici concorsi, e i partecipanti hanno consegnato il loro testo anonimo. La commissione, formata da docenti universitari (presieduti dal Prof. Pierpaolo Fornaro) ha assegnato il primo premio della categoria “seniores” al nostro candidato Andrea Ghilardi, della III classico B.

La sua vittoria ci rende orgogliosi e fa onore all’Istituto: l’AGON è stato inserito dal Ministero della Pubblica Istruzione nell’albo delle manifestazioni nazionali per il “programma nazionale di promozione delle eccellenze riguardanti gli studenti delle scuole di istruzione secondaria superiore”. In questo albo, valido fino all’anno scolastico 2014-2015, la prova organizzata dal liceo Alfieri risulta nelle sue tre sezioni ai primi tre posti della graduatoria di merito, superiore quindi anche al celebre CERTAMEN CICERONIANUM ARPINAS.[/box]

PROTAGONISTI: il nostro campione

Botta e risposta con Andrea, 19 anni, una classe di matti e una corona di alloro.

Vorrai cominciare raccontando chi sono i tuoi compagni, immagino…
…i pazzi che i sopportano! e con cui ho condiviso 5 anni bellissimi.

Dicci qualcosa di te.
Sono una persona complicata!

No, qualcosa di interessante.
Adoro il “cappuccino”!

A lezione sei il classico…
…maratoneta delle 6 ore, con qualche cedimento dissimulato!

Pare che tu abbia poteri magici sui vicini di banco. Le vicine, scusa. Puoi spiegarci?
Il corso di ipnosi dà i suoi frutti… No, scherzi a parte, cerco di condividere con gli altri la mia filosofia di sopravvivenza scolastica, e di imparare la loro a mia volta.

Che cosa hai pensato: prima, durante, dopo la gara.
Quando ho visto tutti quei ragazzi pronti ad azzuffarsi a colpi di dizionario, mi sono detto che forse era meglio una dignitosa ritirata! Poi ho pensato solo a combattere con Platone. La prima cosa che ho pensato dopo è stata di non fare un incidente per strada: avevo una discreta emicrania, ma ero molto soddisfatto del mio lavoro.

Che cosa hai vinto?
Una grandissima soddisfazione personale e per tutta la scuola. E anche qualche soldino…

Idee per spendere quei soldi?
Ancora indeciso, magari una statua di Platone a grandezza naturale…

Il segreto della vittoria in pillole per i tuoi eredi.
Non scoraggiarsi alle prime difficoltà: confidare sempre nella frase successiva!

Ringraziamenti.
Ringrazio tutti i miei professori, in particolare il prof. Uglione, al quale sarò sempre riconoscente: senza di lui non avrei mai vinto. E poi i miei compagni, che mi hanno incoraggiato e hanno tifato per me fino alla fine: grazie di cuore a tutti!

COMMENTI
Intervista al professor Renato Uglione, insegnante di Andrea

Professore, un po’ di storia: lei è un affezionato dei Certamina…
Sì, sono molto orgoglioso di poter annoverare tra gli allievi che ho mandato durante i miei anni di insegnamento a cimentarsi in gare nazionali ben tre primi premi: non capita a tutti! Nel 1978 Pino Menzio vinse il Certamen Classicum Florentinum (una prova difficilissima di traduzione dal greco in latino e commento), nel 2005 Roberta Clari la prima edizione dell’Agòn di Torino, e adesso Andrea, primo nella stessa competizione: lo ritengo il degno coronamento della mia lunga docenza.

Quarant’anni di insegnamento e tre “ori”: la sua ricetta per formare un campione?
Non ho mai dimenticato lo status delle mie discipline: “lingua e letteratura” latina e greca. Le due componenti sono indivisibili e implicano attenzione ai contenuti (non potrebbe essere altrimenti, data la ricchezza di messaggi che queste due letterature ci trasmettono) e altrettanta attenzione agli aspetti formali dei testi.

Concretamente?
Insisto sulla lingua nella sua dimensione storica, filologica, etimologica, stilistica. Mi pare la formula migliore anche ai fini dei Certamina: a queste gare partecipano sempre i migliori studenti, ragazzi che difficilmente prendono sbandate nella traduzione. Il valore aggiunto che determina la vittoria viene ad essere il commento: quello a cui io li preparo.

La vittoria di Andrea è il trionfo dell’eccellenza: una ragione di speranza per una scuola migliore?
Certamente! Dopo i successi di tanti bravissimi studenti partecipanti ai sempre più numerosi certamina dedicati alle varie discipline organizzati in questi ultimi tempi in tutt’Italia, data la tua amicizia personale con la docente-scrittrice Paola Mastrocola, dovresti suggerirle di modificare il titolo del suo ultimo bellissimo libro Togliamo il disturbo (con riferimento a quegli insegnanti che ancora credono nella serietà della Scuola) in Togliete il disturbo! Un invito da rivolgere a tutti quegli studenti disimpegnati, ai loro genitori-sindacalisti e a quei professori “bagonghi” loro ostaggi, che stanno provocando, come un’autentica zavorra, il naufragio della scuola. La loro proposta “pedagogica” (si fa per dire) di “puntare al ribasso” rappresenta un autentico tradimento della missione educativa: lo studio pur con tutti gli inevitabili adattamenti ai tempi – deve rimanere un impegno serio, rigoroso: una vera “palestra” in preparazione ad un futuro in cui dopo questa terribile crisi economica – ci sarà sempre meno spazio per persone superficiali, impreparate, scansafatiche, per quelle anime belle e buoniste che hanno infestato in questi ultimi decenni scuola e società, contribuendo in maniera determinante a quella crisi apocalittica in cui ci stiamo drammaticamente dibattendo.

DIETRO LE QUINTE
Il resoconto del professor Pier Paolo Fornaro, docente di letteratura greca presso l’Università di Torino e Presidente della Commissione esaminatrice.

Professore, perché Andrea ha vinto?
Ha svolto una prova di eccezionale correttezza e valore anche in termini concettuali. Si è cimentato su un brano di discreta difficoltà interpretativa che richiedeva attenzione e ottima preparazione filosofica: non poteva essere tradotto senza una congrua conoscenza della filosofia di Platone e in particolare de La Repubblica. Andrea lo ha interpretato con mirabile esattezza e proprietà terminologica della traduzione. Ha aggiunto un commento ampio e documentato per cui si è imposto sugli altri candidati con un notevole distacco.

Quali aspetti del commento avete voluto premiare?
Il candidato ha prodotto un testo concettualmente molto accorto e penetrante che consta di tre sezioni: una prima linguistica, con parentesi glottologiche molto appropriate; poi una di ordine stilistico in cui ha rilevato i motivi formali del discorso; infine ha aggiunto una parte di interpretazione filosofica dove il pensiero di Platone risulta con estrema evidenza.

Quale argomento proponeva il brano?
Il passo presentava due categorie di filosofi: quelli provenienti da altre città, ridotti quasi al silenzio, contrapposti ai nati nella Repubblica che da essa vengono educati e sostenuti. I secondi una volta cresciuti devono tutto alla loro città perché ha provveduto alla loro formazione e quindi si sentono tenuti a spendere la propria vita per essa, che può avvalersi della loro guida. Il brano offriva un prezioso riflesso di attualità che Andrea ha saputo osservare, rendendo con chiarezza l’acuta distinzione di Platone: è la dimostrazione che la filosofia ha ancora qualcosa da dirci. Non è perduta!

Che cosa augura al nostro campione?
Di trovare la sua strada e stare sempre bene in compagnia dei libri, che danno un sostegno morale formidabile. L’augurio che possa proseguire in questi studi è pericoloso, perché l’università oggi è in uno stato comatoso e troppo spesso non sa riconoscere i meriti. I miei complimenti vanno anche al professor Uglione, che deve essere contento dei suoi allievi. Confesso un pensiero di invidia per il suo vivaio di talenti…

[box]Per visualizzare il testo, la traduzione e il commento, nonché gli articoli de La Stampa sull’evento, clicca qui per accedere alla pagina dedicata sul sito dell’Associazione Italiana Cultura Classica delegazione di Torino

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