• martedì , 24 Novembre 2020

Is this the end… ?

Bond è tornato. Più in forma che mai nel ventitreesimo capitolo della famigerata serie 007.” Qual è il suo hobby, Mr. Bond?”. “La resurrezione”. Sono passati cinquant’anni da quando “Licenza di uccidere” diede il via alla saga cinematografica di James Bond.

Adesso è giunto il momento di dare un nuovo taglio al franchise che da mezzo secolo appassiona le generazioni. La svolta rivoluzionaria arriva da Sam Mendes che vuole celebrare con citazioni e omaggi  (le origini scozzesi di Bond che accennano al grande Sean Connery, la Aston Martin con i gadget) la saga portata alla gloria da Ian Fleming.

Vicino alla morte come non lo è mai stato, l’ agente segreto appare stanco e segnato dalle ferite di una vita trascorsa sul filo del rasoio, a tal punto da farlo diventare dipendente dall’ alcol e dagli antidolorifici. Dopo essere “caduto dal cielo” ed essersi miracolosamente rialzato dal fondo, nonostante il suo necrologio sia già stato scritto, la sua casa venduta e tutto sembri perfetto per un uscita pulita dal pericoloso gioco del crimine, Bond non può non rispondere al richiamo di M, la cui unità è sotto attacco. Il criminale è Silva, un ex agente ‘venduto’ e torturato che ha coltivato la vendetta e adesso chiede il conto al suo ex direttore. Figli della stessa M(adre), Bond e Silva si confronteranno a colpi di pistola, fino a esplodere il loro passato. Probabilmente il miglior cattivo degli ultimi James Bond, Javier Bardem offre una performance magistrale che dona originalità al nuovo villain. Colonna portante della trama è la relazione che si instaura tra i due protagonisti, M e Bond, la cui fedeltà basata su un legame storico, professionale, emotivo, affettivo, viene dimostrata fino alla fine.

Il coinvolgimento è garantito dalla serie di strabilianti effetti speciali attraverso i quali lo spettatore è catapultato su un treno in corsa, nel mezzo di sparatorie in edifici di sottilissimo vetro, nel caotico metrò londinese e in località che variano dalla moderna Shangai alla deserta brughiera scozzese.

Anche questa volta la colonna sonora (Skyfall di Adele), must del tema bondiano, si adegua perfettamente all’ atmosfera del film. Unica pecca sembrano essere le bond girls, meno affascinanti rispetto ai precedenti 007 e comunque meno presenti anche per quanto riguarda lo svolgimento delle vicende: è totalmente scomparsa l’ ammaliante fanciulla tanto attesa che rapisce il cuore della spericolata spia.

La saga non finisce qui. Daniel Craig si è confermato per i successivi due film, ed è già a lavoro per il nuovo ventiquattresimo 007, in cui sarà nuovamente pronto ad indossare gli abiti dell’ enigmatico James Bond.

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