• domenica , 25 Ottobre 2020

NO alla violenza sulle donne

Le “Zapatos Rojos”

Le statistiche parlano chiaro: in Italia la prima causa di morte fra le donne tra i 16 e 44 anni non è il cancro, ma la violenza domestica. Una donna uccisa ogni due giorni e mezzo. 

Il 25 novembre è stato designato dall’ONU, a partire dal 17 dicembre 1999, come Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne: anche quest’anno quindi vi saranno varie campagne di sensibilizzazione collettiva, per non dimenticare la piaga che affligge il mondo Occidentale e non solo. La più particolare? Quella chiamata “Zapatos Rojos”, l’opera “da strada” anti-abusi che l’artista messicana Elina Chauvet sta portando in giro per il mondo: ogni paio di scarpe rosse posate sul marciapiede rappresenta una donna vittima di violenza.  Ogni paio una vita spezzata, un volto, dei progetti futuri: queste vittime devono essere ricordate, non solo quelle che la cronaca nera ci descrive un giorno, per essere dimenticate quello dopo.

Sempre più spesso le donne vengono maltrattate o muoiono nelle stesse quattro mura di casa in cui dovrebbero trovare la serenità e la protezione da parte dei propri mariti, fidanzati, padri (nel nostro paese si ritiene che ogni tre morti violente, una riguarda donne uccise da un marito, un convivente o un fidanzato). Il dato diventa poi impressionante se visto su scala italiana, dove i programmi anti-violenza sono arretratissimi rispetto a tutti gli altri Paesi europei. Un Paese il nostro dove il delitto d’onore è stato abolito solo nel 1981 e dove continua ad esserci una mentalità fondamentalmente maschilista che spesso tende a giustificare questo tipo di atteggiamenti.

Ogni anno quando sopraggiunge questa data vi è un gran parlare,  un’indignazione e una condanna da parte di tutti gli schieramenti politici, ma le misure adottate non sono mai davvero incisive. Perciò questa giornata non deve essere solo una ricorrenza rituale: alle parole devono corrispondere con forza politiche adeguate per fermare questa violenza che è una violazione dei diritti umani. Lungi dal fare discorsi retorici bisognerebbe affiancare a questo un cambiamento di mentalità dell’ italiano e non solo: un uomo che maltratta una donna non è virile ma solamente un fallito.

” Io chiedo l’indipendenza della donna, il suo diritto di mantenere se stessa, di vivere per se stessa, di amare chi e quanti vuole. Chiedo libertà per entrambi i sessi, libertà di azione, libertà nell’amore e nella maternità”
Emma Goldman, 1897


Per dire NO alla violenza sulle donne, e per non dimenticare nessuna di queste vittime innocenti.

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