• martedì , 1 Dicembre 2020

Buongiorno, vorrebbe partecipare?

Un momento di pausa!

Una persona normale, diciamo pure un giovane normale che il sabato ha la grandissima fortuna di non dover andare a scuola, trascorre questa paradisiaca giornata in un  perenne stato di ozio, un ozio che inizia alle undici, undici e mezzo con l’aprire lentamente gli occhi e si protrae poi l’intero pomeriggio, fino a che non incomincia la preparazione per l’uscita del fatidico “sabato sera”.

Ma non stiamo parlando di un sabato qualunque, bensì del week end passato, di sabato 24 novembre.

La routine è stata perciò spezzata e quanto descritto sopra non è accaduto a tanti ragazzi di Valsalice che si erano presi l’impegno con  Don Mario di offrire volontariamente un po’ del loro tempo ad aiutare lo svolgersi del “Banco Alimentare“. Questa iniziativa ha celebrato quest’anno il suo sedicesimo anniversario. Si tratta, per chi non lo sapesse già, di una modalità molto semplice di aiutare persone bisognose, tramite il dono, nei “famosi” sacchetti gialli caratteristici, di una parte della propria spesa, qualche alimento a lunga conservazione che giungerà a chi non ha la possibilità di condurre una vita agiata.

A questo punto, indossate le orribili ma allo stesso tempo ormai care pettorine gialle, al lavoro!

Lo storico punto vendita è stato anche quest’anno il Crai di Ccorso Moncalieri 270. Qui a partire dalle dieci del mattino i nostri ragazzi si sono radunati, contenti di poter dare una mano, lavorando sodo per tutto il giorno divisi a gruppi, con la speranza ben fissa in mente della tradizionale pizzata alla conclusione dell’ottimo lavoro.

La parola ai “boss

Cosa vi rimane di questa giornata?

Don Mario: “Una bella esperienza anche quest’anno sicuramente, importante il fatto che ben 50 allievi si sono dati da fare per la buona riuscita della Colletta. E’ inoltre bello vedere come la gente, qualche anno fa titubante di fronte ai nostri ragazzi, ormai venga apposta in questo supermercato il fatidico ultimo sabato del mese di novembre per riconoscere i visi dei giovani”.

Ed ora due giovane ex-allievi e volontari del servizio civile che, insieme alla professoressa Cristina Balcet ed altri ex allievi hanno dato un aiuto fondamentale.

Roberto: “Anche quest’anno c’è stato modo di riscoprire due approcci completamente diversi: da un lato quanto la razza umana possa essere menfreghista e ipocrita, dall’altro quanto ci siano persone veramente generose nel mondo.”

Maura: “La prima volta che ho partecipato al Banco Alimentare avevo 14 anni. Ricordo perfettamente l’intero pomeriggio passato fuori dal supermercato del Lingotto (al freddo!), tentando di convincere vecchiette diffidenti e passanti frettolosi che quella poteva essere un’ottima inizativa di solidarietà. Ora di anni ne ho 23 e don Mario ha chiesto a me e a Roberto di occuparci durante la mattinata della gestione dei volontari, della suddivisione degli incarichi e dell’organizzazione generale. Un compito un po’ ingrato, perchè dare “ordini” spesso vuole anche dire arrabbiarsi e “farsi odiare”, però ti permette di guardare le cose dalla giusta distanza. Ho apprezzato davvero tanto il fatto che solamente durante la mattina fossero quasi 30 i volontari del nostro liceo. Ho visto molti di loro darsi da fare e non tirarsi mai indietro e mi sono accorta che molti che già conoscevo sono cresciuti e maturati tanto. Ho poi visto le persone che donavano e che ci ringraziavano per il nostro lavoro e il nostro tempo. Ho notato scambi di sorrisi e di gesti concreti di solidarietà. Ho pensato che non sono solo io a credere e sperare nella generosità degli altri.
Così sono tornata a casa stanca morta, ma felice. Eh sì, perchè è così che succede quando doni il tuo tempo, la tua energia, la tua voglia di fare agli altri: alla fine è sempre il tuo cuore quello che ha ricevuto di più!”

Anche chi ripete questa esperienza più e più volte riesce sempre a stupirsi, torna sempre a casa con qualcosa di piccolo all’apparenza ma speciale da raccontare, aneddoti, commenti della gente, spesso anche non molto piacevoli, ma buffi da ricordare.

E’ il caso di scuse senza senso, di spiegazioni commoventi di tenere vecchine che quasi con le lacrime agli occhi spiegano che loro non possono proprio comprare quel qualcosa di più non avendone la disponobilità o di gelide occhiate schifate lanciate dall’alto di tacchi vertiginosi. Ma si parla anche di carrelli carichissimi di prodotti da donare, di sorrisi immensi a noi “giovanotti così voleterosi”: “Ah, se fossero tutti come voi..”, commenta qualcun’altro. Ricordiamo anche lo sguardo stranito di una signora che si è vista rivolgere un caloroso grazie per aver inserito qualche cosa all’interno di un contenitore di cibo per animali abbandonati. M anche commenti spassosissimi fatti ad una coppia di nostri volontari, scambiata per una “coppia” di innamorati a tutti gli effetti: “Siete sulla buona strada vedo, ho letto in effetti che molti giovani si conoscono proprio durante questo tipo di iniziative e poi si sposano”. Chissà, vero Martina ed Edoardo?

Abbiamo raccolto qualche testimonianza dei ragazzi dell’MGS, i veterani.

 Gianmarco: “Ormai era il 4° anno, ma nonostante ciò la voglia di poter fare qualcosa per il prossimo è la stessa. E’ bello vedere come anche quest’ anno in cui la crisi economica riduce il budget, molte persone abbiano donato molto materiale utile alle mense o alle chiese, questa è ben più di un goccia per ridurre al minimo la sofferenza di quelle persone che hanno bisogno.”

Martina: “Secondo me é stata come sempre una bella esperienza, anche se quest’anno c’è stato un notevole aumento di “No, grazie” dovuto alla crisi. Molte persone si sono lamentate di riuscire a malapena a comprare cibo per loro, di conseguenza non potevano permettersi di regalarlo ad altri. La cosa bella sono sempre le persone che lo fanno volentieri, che ti rispondono con un sorriso e si vede che mettono il cuore in quello che danno. E la cosa più gratificante in assoluto sono tutti i volontari che si occupano di gestire questa cosa, a parte noi che siamo l’ultimo anello della catena, quest’anno ho conosciuto i volontari che vengono a ritirare gli scatoloni, che girano con il furgoncino da supermercato a supermercato ed é davvero un ruolo da rispettare ed esaltare.”

Maria Luisa: “Come l’esperienza del banco alimentare dell’anno scorso, anche quella di sabato è stata ricca di sorprese e piccoli spunti di riflessione! Non sono mancate né le critiche su questo evento né gli apprezzamenti! So che il mio aiuto è stato come una goccia nell’oceano, ma nel mio piccolo sono contenta di essermi resa utile per questa iniziativa che presa con il giusto spirito ti ridimensiona e fa tornare con i piedi per terra!”

Carlo:” E’ stato curioso vedere le diverse reazioni della gente alla nostra richiesta di una piccola partecipazione: c’ è stato chi ha risposto “sì” con il sorriso sulle labbra, precedendo a volte perfino la nostra domanda; chi ha accetteto con rassegnazione; chi ha detto di no senza ammettere repliche e tirando dritto; chi si è addirittura inquietato; chi ha fatto finta di non sentirci; c’è, infine, chi ha trovato scuse più o meno convincenti per non partecipare. Ma va bene così, noi non obblighiamo nessuno, anzi, se qualcuno lo avesse fatto sentendosi forzato, non avremmo raggiunto il nostro obbiettivo e avremmo anzi sbagliato.”

Emanuele: “Certamente c’è chi ci prende per pazzi, anche fra i nostri amici, proprio quelli da cui ti arriva un sms nel pomeriggio “Ci facciamo un giro?”, perchè la nostra risposta sarà “No,scusa, ma oggi sono impegnato al Banco Alimentare”. Ebbene sì, qui ore ed ore al freddo, sempre con il sorriso e pronti a salutare gioiosamente chiunque, anche le persone che si mertiterebbero ben altro. Caro amico, tutto questo per quel piccolo, minuscolo grazie dell’operatore della protezione civile, quell’uomo che, stanco ti è veramente grato per aver dedicato un po’ di tempo agli altri.”

Eleonora: ” L’esperienza del Banco Alimentare è sempre molto arricchente dal punto di vista umano: incontri gente che compra borse di alimenti per i più bisognosi e poi ringrazia te che sei semplicemente inginocchiato a riempire scatole, tanto che la prima reazione sarebbe quella di girarsi per cercare il vero destinatario di quel grazie così sincero. Perchè dovremmo essere noi a ringraziare tutte queste persone. Ogni tanto di fronte alle giuste lamentele dei frequentatori del Crai, siamo anche usciti per dare qualcosa a quell’uomo sdraiato alla porta con le mani aperte a chiedere l’elemosina, perchè in fondo la povertà è dietro ogni angolo.”

Filiberto e Alberta: ” Il banco Alimentare è come sempre un’occasione per stare insieme ai proprio amici fuori dalla realtà scolastica, un modo costruttivo per sè ma anche una modalità di aiuto per molte persone.”

I nostri ragazzi all’unisono: “Si dovrebbe fare più spesso!”

Siamo infine anche eroicamente riusciti ad ottenere un un contributo da parte di un signore e di un bambino che con gentilezza hanno accettato il sacchetto e il volantino che avevao il compito di distribuire.

Perchè partecipate?

Anonimo, sulla sessantina: “E’ da qualche anno che partecipo alla raccolta del Banco Alimentare perchè sono fermamente convinto che quanto inscatolato vada veramente a persone che hanno bisogno di aiuto per sè  e per le proprie famiglie. Molto spesso purtoppo la generosità delle persone viene sfruttata da gente disonesta, mentre per il banco ciò non avviene. Anche in un momento difficle per tutti è giusto dare una mano per questa iniziativa”.

Giacomo, 11anni:  “E’ divertente fare una spesa doppia, per due, comprare un pacco di pasta da cucinare la sera e un pacco da dare a tutti i gentili ragazzi che ti aiutavano, e alla fine dopo che si compie un’azione buona per beneficenza, è un po’ come se in realtà fossimo noi che abbiamo ricevuto qualcosa, e non le persone più povere.”

Un fututo volontario insomma?

“Certamente, non vedo l’ora di poter andare anche io dalla gente a chiedere di dare una mano, c’è bisogno di persone così, e io voglio proprio essere come uno di quei ragazzi!”

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