• giovedì , 17 Giugno 2021

7° Sinfonia di Bruckner alla RAI

ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE della RAI

Anton Bruckner, 1824-1896

Alban Berg

Concerto (alla memoria di un  angelo)

Anton Bruckner

Sinfonia No. 7 in Mi Magg.

Giovedì 24  e venerdì 25 gennaio 2013          ore 20:30

Auditorium Rai Arturo Toscanini, piazza Rossaro

Juraj Valcuha direttore

Vadim Repin  violino


Osservando il ritratto di Anton Bruckner ( 1824-1896) non è il fascino fisico che denota la reale grandezza del suo genio musicale. Anzi, il suo volto solcato dal tempo è l’emblema di un artista che per tutta la vita ha lottato per esprimere la propria creatività musicale: e vinse la battaglia della sua vita.

 A parte le sue umili origini,  uno dei più grandi ostacoli che Bruckner incontrò nella sua carriera fu forse proprio il fatto di essere austriaco. La patria del progresso artistico e musicale (si pensi a Mozart e Beethoven) era ora diventata un fatiscente museo , dove si conservavano con una gelosia maniacale vecchi cimeli di un classicismo ormai tramontato da un pezzo. Bruckner non solo sentì il peso di quest’atmosfera ultra-conservatrice negli ambienti culturali  austriaci, ma le feroci critiche degli accademici non lo risparmiarono mai ai debutti delle sue opere, tanto che alla prima della sua Settima sinfonia ci fu chi arrivò a dire che Bruckner componeva “come un ubriaco”.

Beethoven con le sue nove celeberrime sinfonie aveva lasciato terra bruciata dietro di sé, rendendo quanto mai ardua la via della composizione nel genere sinfonico ed era impossibile per ogni nuova produzione sinfonica evitare il confronto della critica  con il leggendario musicista  tedesco ma una fede profondissima e la consapevolezza intaccabile della sua missione artistica permisero a Bruckner di perseverare nella sua attività di compositore così che finalmente nel 1884 ,all’età di 60 anni, il suo genio fu conosciuto in tutto il mondo al debutto della sua Settima sinfonia.

Arthur Nikisch, il direttore che eseguì la prima della Settima sinfonia il 30 dicembre 1884 a Lipsia

 

Risulta adattissimo riportare una parte della recensione che Eduard Hanslick, uno dei più accaniti critici di Bruckner,  scrisse all’indomani della prima esecuzione: “Ammetto senza giri di parole di non essere in grado di giudicare con equilibrio questa Sinfonia di Bruckner, tanto mi sembra innaturale, rigonfia, malaticcia e putrescente. Come tutte le composizioni maggiori di Bruckner, anche la Sinfonia in mi maggiore contiene intuizioni geniali, passi interessanti, persino belli – qui sei, là otto battute – tra questi lampi però si spalanca un buio impenetrabile, una noia pesante come piombo e un’eccitazione febbrile”

Nonostante Bruckner mantenga fedelmente la struttura quadripartita della sinfonia classica, nei contenuti la sua musica segnò un cambiamento radicale e rivoluzionario che   fu osteggiato dai critici accademici durante tutta la vita del compositore. Ciò che entra nella musica di Bruckner è la sua persona, i suoi sentimenti più profondi ed inspiegabili i quali  concretamente sono resi nella partitura con frenetici cambi di tempo allegro-adagio, così come di intensità e di ritmo. La malinconia di Bruckner diventa musica che si trascina, che non trova sbocco in un finale sicuro, che lascia sempre aperta la sua continuazione misteriosa.

Diventa centrale  lo scontro impetuoso tra diversi temi che si ripresentano nel corso della sinfonia in tutta la loro grandiosità (3° movimento), presentati soprattutto dagli ottoni, rivalutati completamente da Bruckner come colonna portante della struttura sinfonica. Un altra peculiarità di Bruckner è la suggestività dei suoi adagi ( 2° movimento) che contrapponendosi all’impetuosità degli altri movimenti, costituiscono le parti più espressive della sinfonia. L’adagio della Settima ha una carica emotiva ancora maggiore: fu composto da Bruckner subito dopo la morte del suo carissimo amico, maestro e padre artistico Richard Wagner. Per rendergli omaggio inserì nel movimento quattro tube wagneriane, ottoni di recentissima invenzione e molto cari a Wagner che ne fece un largo uso (da qui il nome).

L’esecuzione Rai sarà una grande sorpresa: infatti per la prima volta  il direttore Valchua salirà sul podio per dirigere Bruckner, e sarà interessante ascoltare l’interpretazione scaturita dal primo approccio del giovane maestro con uno dei grandi della musica dell’800.

 

Propongo l’ascolto di frammenti dell’incipit e del finale del primo movimento, e una parte del bellissimo adagio del secondo movimento.

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Potrai visualizzare la lista dei cookies attivi e revocare il consenso collegandoti alla pagina http://ilsalice.liceovalsalice.it/cookie-policy/. Per maggiori informazioni leggi la nostra Cookie Policy.

Chiudi