• giovedì , 22 Ottobre 2020

Scientifico-Classico 9-3

[box] di Francesco Maccarone, Martina Comel, Edoardo Marengo[/box]

Scientifico-Classico 9-3

 

Marcatori: pt.8’Calosso(sc.), 22’Calosso, 28’Seminario(Cl.); st.4’Fontana(sc.), 8’Fontana, 13’Verino(sc.), 14’Pischedda(cl.), 15’Calosso, 20’Calosso, 25’Fontana, 28’Pischedda, 30’Fontana

Ammoniti: nessuno
Espulsi: nessuno
Arbitro: Di Ciaula

Nella giornata del “Clasico salesiano” il pubblico è quello delle grandi occasioni. Tantissimi ragazzi infatti presenti alla partita più importante dell’anno per vedere i migliori giocatori di Classico e Scientifico darsi battaglia sul campo da calcio. Il fatto che il giorno dopo non ci saranno interrogazioni è irrilevante…
Una partita che vede i matematici favoriti sulla carta, ma che i classicisti non vogliono assolutamente perdere.
Dopo il fischio d’inizio di Di Ciaula da Torino, i grecisti sono però subito in difficoltà e subiscono la superiorità tecnica dello scientifico, che con Calosso trova quasi immediatamente il gol.

Il classico tenta di reagire, ma subisce la doppietta di uno straordinario Calosso. A fine primo tempo Seminario trova un gran gol dalla distanza, e riapre una partita che, nonostante il quasi totale possesso palla dello scientifico, sembra poter cambiare volto.
Nella ripresa i gladiatori del classico lasciano la testa (e le gambe) in spogliatoio, trasformando la partita in un massacro a senso unico dei pronti fisici. Ben 7 volte riescono a buttare la palla in rete, interrotti soltanto dalla luce di qualche bell’azione di Pischedda, che tuttavia predica nel deserto.

Il match finisce dunque senza particolari sorprese sul 9-3 per lo Scientifico, padrone del campo durante tutta la sfida.

 

In generale, partita molto bella, giocata a ritmi impressionanti, che ha rispettato il pronostico. Lo Scientifico è sembrato una squadra molto forte e ben organizzata, sebbene fosse la prima partita giocata dai giocatori insieme, mentre per il classico il problema è stato proprio quello temuto alla vigilia.
Troppe individualità in una squadra che non è tale. Peccato, perché la qualità dei singoli non manca, ma il calcio a Valsalice si gioca in 8.

Al termine della sfida mettiamo assieme le idee aiutati proprio dalle parole frettolose dei giocatori:
Cercando di essere i più obiettivi possibile, cerchiamo di cogliere qualche opinione dai confusi borbottii degli scientifici, che sembrano da subito convinti e decisi: “Grande prestazione, bella vittoria!”, sentenzia senza mezzi termini Francesco Onorato. Ci rivolgiamo a Gianmarco Ricagno da cui riusciamo a cogliere un imbarazzato: “Beh… siamo forti… sì, direi che abbiamo vinto meritatamente…”. Dopo una partita dolorosamente subita, chiediamo un parere ad Edoardo Verino, che, con ammirevole (e forse eccessiva) umiltà, commenta: “Abbiamo fatto una buona partita in generale, in difesa abbiamo subito poco, anche se devo ammettere che dai miei errori sono nati i goal che abbiamo preso.” Il più soddisfatto sembra comunque essere il principale sostenitore dell’eterna sfida: Don Dario, che esulta ed elogia i suoi beniamini, mentre Accossato medita vendetta.

Tra sudore e sguardi cupi cerchiamo di capire cosa sia andato storto tra le fila dei classicisti che hanno perso non in modo onorevole nè per poco.  I classicisti sono usciti sconfitti con grande stupore del pubblico 9 – 3. Sentirete le malelingue parlare di maggiori capacità tattiche, di talento o di miglior tempora degli scientisti. La storia la scrivono i vincitori però. C’è un’altra voce che sostiene che ciò sia successo per colpa delle versioni, del latino e del greco, e che l’esilità fisica dei ragazzi del Classico derivi dai pomeriggi di leopardiana fatica. La mole fisica dei contendenti suggerisce, quanto meno, che frequentano spesso la palestra. A voi la sentenza. Qua si guarda allo spirito però, e tutti lo dichiarano: il classico nel primo tempo ha mostrato il suo meglio, combattendo con tenacia finché le forze hanno tenuto. “Potevamo giocare meglio”, afferma Cesare Palenzona, “la partita era obiettivamente dura, e nel secondo tempo, purtroppo, ci siamo adagiati. Comunque ci rimane il torneo scolastico, e la sfida non è ancora finita”.

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