• domenica , 11 Aprile 2021

Benvenute in campo!

Se è vero che prima del sole c’è sempre la tempesta, ecco che noi anticipiamo il giorno di Don Bosco con un epico scontro calcistico tra popoli: Classico VS Scientifico.

Vi preghiamo, lettori, di perdonare la nostra scarsa competenza in ambito sportivo…ridete quindi con noi e non di noi!

L’augurio è che questo commento sia ilare e divertente, ma è così che lo scriverebbe una penna rosa!

 

Sedute comodamente in panchina, osserviamo l’operosa serietà con cui i giocatori riscaldano i loro muscoli, sicuramente rattrappiti dalle molteplici ore di studio. Liberata la linfa vitale, saltellano e corrono – persino quelli del classico – con un’enfasi che li fa rassomigliare a non bene identificate creature molleggianti.

Non è stato difficile per noi, ignoranti in materia, distinguere i componenti delle squadre: i neri – per temperamento e divisa – erano gli Scientifici; i bianchi erano i bonari Classicisti.

Il fischio di inizio ci ha lanciate in un mondo che prima conoscevamo solo attraverso leggende e sentito dire, ossia la rozza attitudine dei ragazzi ad agitarsi beluinamente dietro ad un pallone come se si fosse appena scoperta una nuova applicazione della ruota.

Superati i primi pregiudizi, rimaniamo basite di fronte al copioso scrosciare di liquidi salivali provenienti dalle fauci spalancate degli stanchi eroi, che – assai poco igienicamente – finiscono sull’erba sintetica, la stessa su cui di tanto in tanto decidono di rotolarsi a seguito di rovinose collisioni (ricordiamo che alcuni di loro hanno persino la pretesa di guidare un’automobile).

Per quanto il vero protagonista fosse il pallone, a catturare la nostra attenzione sono sicuramente stati i pirotecnici volteggiamenti nell’aere con tanto di impatti violenti, da cui pochi sono usciti interi; non parliamo poi delle insolite formazioni che poco assomigliavano a quelle calcistiche, quanto a improvvisate coreografie di danza.

Dalla triste umiliazione della sconfitta del classico desumiamo che, purtroppo, non sussiste alcuna Musa patrona dello sport; eppure possiamo affermare che le numerose testate alla Zidane recate al palla sono sì spettacolari, ma decimano la materia grigia dei vincitori Scientifici – come giustificano le interviste post-partita.

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