• lunedì , 23 Novembre 2020

Sua maestà il Carnevale

 

Centinaia di coriandoli scendono dall’alto, girano intorno alla piazza e si coricano lentamente, addobbando e colorando la città.

I bambini correndo da una parte all’altra mostrano le loro maschere, i loro nuovi vestiti che li rendono supereroi, principi e principesse. Che permettono loro di realizzare  sogni e  desideri.

C’è una scintilla di follia nei loro occhi, una follia di gioia che li rende pazzi di felicità.

C’è nei loro occhi un desiderio di essere per un giorno nuovi sognatori, capaci di volare, di andare contro la fredda rigità dei grandi, ponendosi come destinazione l’isola che non c’è.

Non mancano tra di loro, giovani e adulti che indossando una maschera possono finalmente essere se stessi o nessuno. Persone che si liberano dalle catene della quotidianità e rivelano il loro desiderio di ordinaria follia.

Volteggiano le dame e i cavalieri mascherati nei vasti saloni di Venezia, in ricordo dei tempi antichi e sempre attuali in questo giorno di pazzia.

Nelle piazze si risvegliano i padroni del carnevale, animano i giochi e gli scherzi maschere che da sempre abitano i nostri cuori.

Pulcinella e Colombina, Arlecchino e Gianduia risorgono dalla loro staticità e ritornano ad essere comici di professione, attori di un mondo capovolto in cui i servi sono padroni e i padroni, servi.

A Viareggio i carri sfilano come gli scafi delle navi tra marosi di gente attonita e divertita. Portano sui loro alberi maestri, come insigne bandiera del carnevale, grandiose costruzioni di cartapesta che beffarde imitano uomini famosi.

Nello stesso tempo un sogno ogni anno porta nelle vie di Ivrea storia, tradizione, grandi ideali che si travalicano e fendono anni di storia. La Mugnaia e il Generale garantiscono il corretto svolgimento della festa in cui uomini, donne  e bambini  con berretti fregi reincarnano la ribellione contro la tirannia gettando contro le armate del Feudatario dardi di arance.

Così l’uomo in tutte queste feste è libero tanto quanto desidera nel profondo. E’ libero di amare e di essere amato, di scherzare e sorridere; è libero di essere qualcuno che non è.

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“Nascondi chi sono, e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni”

(William Shakespeare)

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[note]carnevale: Periodo dell’anno antecedente la quaresima (il nome deriva dall’espressione latina carnem levare «toglier la carne»), la cui data di inizio è, secondo alcuni, il giorno di S. Stefano, ma per i più il 17 gennaio. Non di rado la festa si limita agli ultimi 3 giorni, o addirittura al martedì grasso , che precede il mercoledì delle ceneri e chiude il carnevale. Nelle chiese di rito ambrosiano, invece, termina con la prima domenica di quaresima, comprendendo così quattro giorni in più (carnevalone).[/note]

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