• domenica , 25 Ottobre 2020

L'umanità dell'artista

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La sera del 13 marzo 2013 gli studenti della 3 classico A hanno assistito, guidati dal prof. Fornero , all’opera “La Traviata” di Giuseppe Verdi presso il Teatro Regio di Torino. Alla fine della serata poi ci è stata data la possibilità di fare una meravigliosa esperienza di incontro con i diretti protagonisti dell’opera, scoprendo il lato umano della musica

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Dopo che l’ultima nota si è spenta tra i palchi del teatro,  subito è scaturito da tutto il pubblico un applauso incontenibile. La Traviata di Verdi si conclude infatti con un apice di intensa drammaticità nel quale Violetta, ancora innamorata profondamente di Alfredo ma allo stesso tempo consumata dalla tisi, sente riaccendersi in lei un irrefrenabile desiderio di vivere per continuare ad amare nonostante l’inevitabile avvicinarsi della fine. Ancor più delle parole è la musica di Verdi che vivifica nei cuori degli ascoltatori tutti i sentimenti e i drammi dei protagonisti, coinvolgendo il pubblico fino all’ultima battuta dell’opera

3° cl. A dopo al Teatro Regio di Torino

Nonostante l’entusiasmo per la  bellezza sperimentata, l’impegno per l’ascolto aveva messo a dura prova la nostra concentrazione. Impossibile però tornare a casa senza un ricordo di quella serata: nella piazzetta retrostante al teatro, dov’è situata l’uscita di servizio, sarebbero prima o poi comparsi i cantanti che fino ad un attimo prima erano stati  impegnati sulla scena. Sapevamo bene che erano le stars e normalmente le stars non “parlano” con gli ammiratori; al massimo scarabocchiano un pezzo di carta con fredda velocità. Ancora increduli,  ci siamo appostati lì davanti nell’attesa che uscisse qualcuno.

Piero Pretti e Patrizia Ciofi

Faceva parecchio freddo e quel “qualcuno” che stava tardando ad arrivare erano la soprano Patrizia Ciofi , cantante lirica di fama internazionale che ne ” La Traviata” interpretava Violetta; Piero Pretti, nel ruolo di Alfredo, portentoso tenore richiesto nelle maggiori sale d’opera mondiali e il direttore d’orchestra Corrado Rovaris che ha guidato i musicisti durante l’esecuzione. Finalmente dai corridoi dei camerini sono apparsi i tanto attesi interpreti. Durante tutte le tre ore di esecuzione i due cantanti lirici hanno dato il meglio della loro voce e della loro espressività permettendoci di percepire chiaramente i drammi e le emozioni che Verdi ha voluto suscitare con la sua composizione

É stato un incontro così naturale che quasi non pareva di aver davanti i due  artisti che fino a poco fa erano stati applauditi da centinaia di persone. Subito ci hanno ringraziato per essere lì presenti, prima ancora che noi ci congratulassimo per le emozioni scaturite dalla loro impeccabile esecuzione. Inoltre hanno avuto durante tutto il colloquio un’umanità spiazzante che mostrava sia la piena consapevolezza del loro talento sia la gioia di poter parlare con il proprio pubblico.   Il professor Fornero non ha esitato a presentarci ai due cantanti e far loro alcune domande sulla loro esperienza artistica. Nel descriverla P. Ciofi e P. Pretti hanno posto l’accento sul fatto che non vi è differenza tra loro e il pubblico. L’intensità con cui l’interprete vive il suo rapporto con la musica (in questo caso di Verdi) fa sì che essa venga trasmessa senza alcuna alterazione agli spettatori.   Come gli spettatori hanno bisogno di artisti che vivifichino la bellezza artistica, così per un musicista è fondamentale percepire una simpatia di sensi con il pubblico affinché questa non sia fine a se stessa. Non basta la soddisfazione del tutto-esaurito, è necessario che tra le due realtà separate dal palcoscenico si crei un ponte di vicendevole tensione in cui l’ascoltatore è teso a cogliere il significato profondo dell’opera, mentre l’interprete vivifica l’idea del compositore.

Dopo quest’incontro siamo diventati più consci dell’umanità che accomuna interpreti e spettatori. L’atto artistico necessità di un’attività da ambedue le parti: una di esecuzione e una di ricezione. E’ questo che rende l’arte non fine a se stessa ma esperienza di bellezza e occasione per riscoprire la nostra tensione ad essa .

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