• sabato , 31 Ottobre 2020

Tomb Raider – Le origini di Lara Croft

Diventato famoso in tutto il mondo grazie all’omonimo film del 2001 diretto da Simon West, Tomb Raider  (letteralmente “profanatore di tombe”) è una saga di videogiochi che ha reso celebre il genere action adventure.

La saga di Lara Croft inizia nel 1996 con l’uscita di Tomb Raider,  seguito da Tomb Raider II Tomb Raider III  nel 1997 e nel 1998.  Ma questi primi tre titoli ebbero un tale successo che ne furono subito prodotti altri: Tomb Raider – The last revelation  (1999), Tomb Raider: Chronicles  (2000),  Tomb Raider: The Angel of Darkness  (2003), Tomb Raider: Legend  (2006), Tomb Raider: Anniversary  (2007), Tomb Raider: Underworld  (2008). E dopo questo interminabile ciclo di ben otto episodi, ecco il nono, quello che tratteremo oggi: Tomb Raider  2013.

A differenza dei precedenti, però, Tomb Raider 2013  non continua la storia dell’ottavo episodio, ma ritorna alla storia del primo, o meglio, ancora prima di esso. Infatti nel nuovo capitolo vedremo le origini di Lara Croft, la protagonista del videogioco, e come da semplice studentessa di archeologia sia diventata un’archeologa sprezzante del pericolo, amante dell’avventura e capace di compiere audaci imprese quasi impossibili con un unico scopo: scoprire qualcosa di più sulla storia dell’Umanità, attraverso la ricerca di reperti archeologici da studiare. Ma spesso queste ricerche sfociano in una catena di eventi drammatici in cui solo la prodezza e l’intelligenza di Lara salveranno lei e i suoi sventurati compagni.

Trama
Lara Croft è una ventunenne appena laureata in archeologia, e decide di imbarcarsi sulla nave Endurance per seguire una spedizione che ha l’obiettivo di riscoprire la tomba di Himiko, la Leggendaria Regina del Sole, in un’isola a sud del Giappone, Yamatai. Ma mentre lei e i suoi compagni si avvicinano all’isola, una forte tempesta fa affondare la nave e gli archeologi naufragano a riva. Lara si risveglia nel mezzo del nulla, ma riesce a ricongiungersi con l’amica Sam, la quale viene però rapita da un indigeno dell’isola, Padre Mathias. Allora riesce a mettersi in contatto con gli amici, ma questo non basta: per sopravvivere dovrà cacciare, arrangiandosi con le armi che troverà. E non finisce qui: l’isola si rivela essere abitata da strani indigeni, i Solarii, fedeli ad una religione giapponese antichissima che venera Himiko, e Lara dovrà affrontare e uccidere anche loro, per evitare di morire lei stessa.
Lo spirito di Himiko è ancora presente sull’isola: è infatti lo spirito che scatena le tempeste che affondano le navi e fanno precipitare gli aerei. Ne è una prova il fatto che Lara, durante una tempesta, sente una voce di donna gridare “Da qui nessuno può fuggire”, in giapponese antico. Ma Himiko può restare in vita solo se il suo spirito occupa il corpo di una sua discendente. E sembra che Sam lo sia. Per questo sarà sottoposta ad una prova del fuoco dai Solarii, il cui capo è Padre Mathias, nella quale si vedrà se è degna di portare in sé Himiko. In caso contrario, andrà incontro ad una brutta fine. Riuscirà Lara a salvare Sam da morte quasi certa? E riuscirà a fuggire dall’isola, ricongiungendosi con i compagni?

Gameplay
Il gioco inizia con una Lara comprensibilmente sprovvista di armi, strumenti, cibo ed acqua, che il giocatore dovrà inevitabilmente procurarsi per poter sopravvivere. Alla fine, Lara possiederà ben quattro armi diverse: un arco con frecce, un fucile a pompa, una pistola e un fucile da caccia. Ovviamente ogni arma può essere potenziata ulteriormente: per esempio l’arco disporrà anche di frecce infuocate che Lara potrà usare per far esplodere i contenitori di carburante, altamente infiammabili.
Altri elementi utili sono certamente la piccozza da scalata, che serve per salire in cima ai monti, la piccozza da scasso, utile per aprire le porte chiuse, e la torcia, da usare nei luoghi bui.
Tomb Raider  è famoso per i suoi enigmi, presenti in grandi quantità nel gioco, sia da risolvere che da completare. Ad esempio bisogna usare la torcia per accendere dieci statue d’oro sparse per tutta Yamatai, o usare l’istinto di sopravvivenza (un effetto che aiuta il giocatore a capire cosa fare evidenziando in giallo fluorescente gli oggetti che deve utilizzare per proseguire) per uscire da un luogo che apparentemente sembra senza via di fuga.
Gli enigmi e le scene di lotta sono diventate più difficili rispetto alla precedenti versioni di Tomb Raider, ma l’aggiunta dell’istinto di sopravvivenza ha dato il tocco in più che mancava alla spettacolarità del gioco, la cui grafica è sempre più bella e ricca di particolari.

Voto
Totale                    8.3
Grafica                   8.7
Gameplay             8.5
Trama e caratterizzazione
dei personaggi   9.0
Altro                      8.0

Sull’isola Lara subirà dolori atroci: sarà colpita, bastonata, cadrà anche da altezze non indifferenti, ma nonostante le molte ferite si rialzerà sempre e lotterà per se stessa, ma anche per i suoi amici. Arrivederci e buona partita a tutti.

[box]P.S. Se volete sapere di più su Tomb Raider  potete cliccare qui per una recensione scritta e ricca di particolari, oppure cliccare qui per la videorecensione.[/box]

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