• domenica , 29 Novembre 2020

Lei, the Lady

Chi lascia una grande impronta nella Storia, inevitabilmente lascia anche una grande discutibilità. Nessuna frase sembra spiegare meglio il dibattito che si è aperto dopo la sua morte. Da una parte copertine, tributi pubblici e lacrime del suo partito e di chi l’ha, se non addirittura amata, perlomeno rispettata, dall’altra parte cortei, proteste e insulti di chi ha festeggiato l’8 aprile come il giorno in cui è morta la “strega”. Su un punto le due parti si trovano d’accordo: è stata una delle donne più importanti del secolo scorso.

Lei era nata in un paesino del Lincolnshire, figlia di un droghiere e sindaco, riuscì a entrare alla prestigiosa università di Oxford, dove si laureò in Chimica. Lei, affascinata dalla vita politica, si fece strada in un mondo maschile e maschilista, e venne eletta membro del Parlamento nel 1959 per il partito conservatore Tory.

Lei diventò Ministro dell’Istruzione e venne nominata “the milk snatcher”, per il suo impopolare provvedimento di abolire il latte gratuito nelle scuole per i ragazzi. Quando vide il suo partito in  difficoltà decise di candidarsi per guidarlo senza grandi aspettative di vittoria, ma divenne Leader dell’opposizione nel  1975. Quindi fu eletta nel 1979 Primo  Ministro e fu la prima donna a rivestire questo  incarico.

 Gli anni del suo governo furono costellati di  successi e sconfitte: nel Regno Unito erano gli  anni del terrorismo irlandese, che colpì  anche lei a Brighton, delle proteste dei  sindacati, con i quali si scontrò duramente durante il suo governo, della  Guerra delle Falkland, che venne combattuta e vinta sotto il suo mandato in  seguito all’attacco subito nelle Isole britanniche  da parte dell’Argentina, della privatizzazione, del liberismo, la sua bandiera che determinò parte della sua  impopolarità. Sicuramente risollevò  l’economia britannica, fece sì che diminuisse la  disoccupazione ma il prezzo da pagare per ottenere tutto questo fu molto alto, innanzitutto un forte classismo all’interno della popolazione.

Lei si schierò sempre contro la nascita di Europa unita sotto il profilo politico ed economico e contro l’introduzione di una moneta unica. Lei combatté contro l’URSS, e il comunismo e il socialismo, rimanendo sempre a fianco degli USA e del Presidente Reagan. Lei fu contraria alla società, ma difese l’individuo.

Lei non difese mai le donne (e per questo venne spesso accusata), ma riteneva che esse dovessero semplicemente dimostrare agli uomini di essere migliori.

“Non conosco nessuno che è arrivato al vertice senza duro lavoro. Questa è l’unica ricetta. Non ti porterà sempre al top, ma dovrebbe comunque portarti molto vicino.”

Per chi l’ha amata se n’è andato un mito, per chi l’ha odiata è stato un giorno di festa, e per chi ancora non ha capito di chi si sta parlando, il suo nome era Margaret Thatcher e lei era the Iron Lady.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Potrai visualizzare la lista dei cookies attivi e revocare il consenso collegandoti alla pagina http://ilsalice.liceovalsalice.it/cookie-policy/. Per maggiori informazioni leggi la nostra Cookie Policy.

Chiudi