• mercoledì , 25 Novembre 2020

Fluentemente oltre

Nel 2008 terminava il suo percorso a Valsalice, dalla sezione C dello Scientifico,  il co-fondatore e attuale direttore di Fluentify, Andrea Passadori. Oggi, ormai all’estero da due anni, abita a Londra e ci ha raccontato le sue esperienze e il suo lavoro.

Sei stato allievo di Valsalice. Che ricordi hai della scuola e degli insegnanti?
Porto con me tantissimi ricordi della scuola, dei compagni e dei professori. Quando mi chiedono quale sia, a mio avviso, il livello di studio più importante nella formazione di una persona rispondo, senza alcun dubbio, il liceo. Questo perché mi rendo conto, guardandomi indietro, che quando ho iniziato ero poco più che un bambino, ed al termine dei 5 anni ero pronto ad entrare nel mondo “reale”.
Non smetto mai di sorprendermi di quanto sia utile tutto quello che ho imparato in quel piccolo pezzo di mondo sulla collina torinese. Tutto questo lo devo ad alcuni professori in particolare, che hanno avuto la pazienza di sopportarmi per 5 anni. Ricordo con terrore alcuni momenti come il lancio del dado a 30 facce del prof. Schinetti, oppure le interrogazioni a sorpresa di don Marchis: solo dopo ho capito quanto fossero importanti. Ripenso spesso con piacere alle interminabili digressioni del prof. Croce e alle lezioni all’aperto della prof.ssa Cara. Vorrei ringraziare personalmente tutti quelli che ho incontrato sulla mia strada, ma forse qui non c’è abbastanza spazio…
Quale strada hai intrapreso dopo la maturità? E’ stato difficile il primo approccio con gli studi universitari e con il mondo “reale”?
Dopo la maturità mi sono iscritto senza dubbi ad Economia a Torino: sono stati due anni molto belli, in cui ho studiato materie davvero interessanti. Certo, all’inizio non è stato facile ritrovarsi in classi da 300 persone, dove il professore non sa nemmeno che frequenti il suo corso, ma dopo poco tempo mi sono abituato. Al terzo anno sono stato ammesso nel programma MiM dell’ESCP Europe, un corso di management internazionale di tre anni che si svolge a Torino, Londra e Parigi.
Devo ammettere che l’impatto con il mondo reale non è stato difficile: come dicevo prima, Valsalice mi ha dato tutti gli strumenti per poter affrontare il mondo reale, e per questo sarò sempre grato alle persone fantastiche che ho incontrato tra le sue mura.
Perchè hai deciso di partire per l’estero, cominciando un’esperienza totalmente nuova? E’ nata in quel momento la tua passione per le lingue?
Ho deciso di partire al secondo anno di università. Ho capito che, soprattutto nell’ambito dell’economia, è importante conoscere quante più realtà possibile. Viaggiare significa avere apertura mentale, conoscere nuove culture, sforzarsi di guardare il mondo da una prospettiva diversa. Adoro vivere sempre in nuovi luoghi, organizzare avventure on the road e lavorare con persone provenienti da ogni parte del globo. Le lingue sono il mezzo che ci permette di fare tutto questo: qui da Fluentify diciamo di volerle trasformare da barriere che chiudono il nostro orizzonte a ponti per collegare persone altrimenti lontane. Non voglio però dirmi “cittadino del mondo”, io sarò sempre orgogliosamente italiano: dopo questi anni inizio a capire cosa voleva dire Pavese quando scriveva: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Ma non è facile starci tranquillo.” Non sopporto quegli italiani che, all’estero, si vergognano delle proprie origini.
Eccoci allora al tuo presente. Cos’è Fluentify?
Fluentify è un ponte virtuale per avvicinare persone altrimenti lontane. Serve per far incontrare chi vuole migliorare la capacità di conversazione in una lingua straniera con madrelingua da tutto il mondo. Nonostante tutte le innovazioni tecnologiche che sono state introdotte negli ultimi anni, l’unico modo per diventare davvero fluenti in una lingua straniera è fare conversazione. Ancora oggi però, trovare il giusto madrelingua a Torino non è facile.
Fluentify consente di fare conversazione con veri madrelingua preferita dallo studente. A differenza delle scuole di lingua, che vendono “pacchetti” da numerose ore che possono costare anche 50€/ora, su www.fluentify.com si possono comprare singole sessioni in modo da poter cambiare spesso il tutor per parlare con madrelingua con diversi accenti e culture.
Oggi su Fluentify si può praticare l’inglese con tutor Americani, Inglesi, Sudafricani, Irlandesi ed Australiani. Fluentify vuole offrire agli studenti di tutto il mondo un mezzo semplice ed economico per fare veri progressi in una lingua straniera. Le lezioni durano 30 minuti e vengono fatte in videoconferenza su www.fluentify.com in un ambiente sicuro e sorvegliato dal dipartimento informatico. Tutti i Tutor sono selezionati, in modo da verificare la loro provenienza e la lingua madre.
Alla fine della lezione lo studente può lasciare un breve feedback al tutor consentendo ai futuri studenti di prenotare una sessione con il madrelingua che meglio soddisfa le loro esigenze.
Il pagamento avviene online ma i soldi non vengono trasferiti al tutor fino a quando il team Fluentify non ha la certezza che la lezione si è svolta con successo.
Quanto è quindi importante per un giovane d’oggi parlare molte lingue?
Può sembrare scontato, ma è davvero fondamentale. E non parlo solo dell’ambito lavorativo, dove ormai qualunque azienda richiede come minimo requisito la conoscenza dell’inglese. Ogni nuova lingua che apprendiamo è un’opportunità per conoscere nuove persone, che hanno sicuramente qualcosa di interessante da dirci. Nel mondo di internet, dove è diventato semplicissimo collegarsi con qualsiasi angolo del mondo, l’unica grande barriera rimasta sono proprio le lingue.
Per molti la crisi non è soltanto economica, ma anche e soprattutto di idee. Per te che hai investito online, in un settore totalmente nuovo, bisogna rischiare e mettersi in gioco per uscire da questa situazione?
Assolutamente sì. La mia tesi di laurea tratta proprio del rilancio dell’economia italiana, e credo che un grande paese come il nostro dovrebbe essere il luogo in cui tutti vorrebbero vivere, non da cui chi ci è nato non vede l’ora di scappare. Dopo il boom economico degli anni ’60, la generazione precedente la nostra non ha fatto altro che creare modi per difendere i grandi e piccoli privilegi acquisiti in quel periodo, che sono il motivo per cui adesso è così difficile fare impresa in Italia. Io stesso ho dovuto portare Fluentify a Londra, dove è davvero possibile innovare e creare qualcosa di nuovo. Il mio progetto nei prossimi anni è di ritornare in Italia, perché sono convinto che il cambiamento può venire solo da noi giovani.
Il mondo sembra spostarsi sempre più sul piano della condivisione e del social. E’ questo il futuro? Dove un giovane deve cercare nuove prospettive lavorative, in questo ambito?
E’ vero, nel mondo di internet tutti possono esprimere il proprio parere su qualsiasi argomento. I social network ed i blog danno la possibilità a chiunque di improvvisarsi giornalista, cantante, regista o esperto in qualsiasi ambito. Alla gente piace quest’opportunità, piace poter essere parte attiva della notizia, poter contare qualcosa. Il problema è che credo questo stia portando anche tanta superficialità: la realtà è che non si diventa giornalista, cantante o regista in un giorno, ma è necessario tanto duro lavoro. Molti sembrano essersene dimenticati, e non sono più in grado di riconoscere la differenza tra un contenuto di qualità ed uno mediocre. Per questo, ad esempio, abbiamo deciso di selezionare personalmente tutti i tutor su Fluentify: crediamo che la qualità sia fondamentale per i nostri studenti.
Anche il Salice si è adeguato e adesso è online. Cosa pensi del nuovo sito e del cambiamento rispetto al Salice di un tempo?
Mi piace molto il nuovo formato. Anche a livello grafico credo che i contenuti siano ben organizzati e navigabili con facilità: molto interessante anche la frequenza di aggiornamento, che ci porta ogni settimana nuovi articoli. Anche da Londra ho la possibilità di seguirvi, lo faccio ogni settimana! Certo, è un peccato che si perda il rito dell’arrivo dell’edizione cartacea in classe ogni tre mesi: i giorni in cui arrivava la classe non era troppo attenta alle lezioni!
Hai qualche altro progetto per il futuro?
Adesso sto dedicando tutto il mio tempo a Fluentify, questo progetto mi appassiona tantissimo. Ci piacerebbe affermarci in Europa nel 2013, per poi spostarci sui paesi asiatici l’anno prossimo. Cina e Giappone sono due nazioni molto interessanti, e rappresentano una sfida eccitante per noi, quindi iniziamo a volgere lo sguardo a Oriente, dove sorge il sole…

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