• mercoledì , 21 Ottobre 2020

Prof allo specchio

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di Edoardo Marengo e Marco Tasca

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Continua la serie di interviste doppie, tra professori che tanti anni fa stavano faccia a faccia, alunno contro insegnante, fino a quando non si sono ricongiunti come colleghi. Oggi tocca ai prof. Accossato e Meritano.

Cominciamo con Paolo Accossato

La prof.ssa Meritano tra i banchi?

L’ho avuta soltanto per un anno, ma la ricordo assolutamente interessata, sempre presente anche al pomeriggio se si tenevano degli approfondimenti.

Cosa pensava sarebbe diventata dopo il liceo?

Ho sempre creduto che la sua passione per la letteratura sarebbe stato un ottimo viatico per diventare una buona insegnante. Poi essendo rimasti in contatto dopo la sua Maturità, mentre studiava Lettere Classiche abbiamo avuto modo di parlarne: era la sua strada.

Che effetto fa vederla come collega e non più come allieva?

Un pizzico di orgoglio, soprattutto per la sua scelta di insegnare Lettere.

L’ultimo ricordo di lei come alunna?

Durante la prova scritta d’italiano, china sul foglio a scrivere metodicamente un’ottima prova

E ora qualche domanda sull’ Accossato studente, prima che alloro e una toga dantesca lo ricoprissero:

 Che genere di studente direbbe di essere stato?

Abbastanza diligente, nient’affatto secchione, soprattutto ero in una classe piuttosto scapestrata per i nostri tempi. È celebre tra i miei studenti la foto di classe dell’ultimo anno scattata in pantaloncini corti, che il direttore del Salice di allora, don Fausto, non volle pubblicare (se non l’avete ancora vista correte al monitor a fianco al parlatorio, ndr).

Cosa pensava che avrebbe fatto terminati gli studi, all’epoca?

Am(av)o la Letteratura italiana e scrivere. Alla fine del Liceo scrivevo già per un piccolo quotidiano la cronaca sportiva regionale. Professore e giornalista fin da subito, dunque, anche se da più piccolo il mio sogno era di diventare taxista.

Chi è responsabile del suo amore per Dante e la Divina Commedia? Molti di noi hanno bisogno del nome di un colpevole…

Sicuramente Don Fausto Tarasco, il mio prof. di Italiano al Triennio: da lui ho appreso l’esistenza della “Tobler-Mussafia”.

L’episodio più divertente da studente?

L’ultimo giorno del liceo, venimmo a scuola vestiti mascherati e don Maj, all’epoca Preside, non fu per nulla tenero…(Il prof. di rifiuta di dirci com’era vestito ma a casa sua ci sono delle foto… trovate l’indirizzo, scassinate la porta ed è fatta…, ndr).

La materia meno amata?

Matematica, senza dubbio. Fisica al contrario mi piaceva perché più pragmatica.

In cosa è migliorata la scuola da quando lei studiava ad oggi?

Un maggior dialogo e confronto con gli insegnanti. E poi, molte più possibilità di arrivare alla conoscenza attraverso una marea di stimoli in più. Basta saperli cogliere.

Ora intervistiamo Cristiana Meritano, ex alunna e professoressa: 

Il prof. Accossato faceva preferenze?

Assolutamente no: non ha mai privilegiato nessuno dei miei compagni.

Cosa ricorda dei suoi temi e che voti prendeva?

I titoli erano abbastanza complessi. Recentemente mi sono capitate tra le mani alcune tracce che erano state assegnate come tema da svolgere a casa (internet non esisteva quindi non c’era pericolo che noi copiassimo; al massimo si leggevano altri testi e letterature per sviluppare l’argomento in modo più approfondito): Leopardi e la Natura o la religione della casa in Verga. Quando le ho rilette mi sono stupita soprattutto perché non potrebbero essere riproposte agli studenti di oggi… comunque me la cavavo abbastanza bene: i miei voti di scritto oscillavano tra il 6.5 e il 7.25, valutazioni più che positive considerato il fatto che gli 8 di scritto erano molto rari.

Accossato le ha dato consigli quando ha deciso di diventare professoressa?

Ricordo che, quando nelle ultime settimane di scuola prima della Maturità gli comunicai la mia scelta di iscrivermi a Lettere Classiche con l’intenzione poi di insegnare, si mostrò entusiasta; una volta laureata, conseguita l’abilitazione all’insegnamento e diventata sua collega mi ha dato questo consiglio: ricordati che i tuoi studenti non sono come eri tu alla loro età.

Avevate un nomignolo per il professore?

Certo, ma non posso distruggere la reputazione di un uomo dopo anni di duro lavoro…

Ha trovato differenze di carattere tra l’Accossato professore e il collega?

Dottor Jekyll e mister Hyde: avevo una immagine di Paolo che è stata smontata nel giro di pochi mesi. Non ha nulla da invidiare ai più vivaci studenti di questa scuola!!!

Accossato era severo?

L’incarnazione della severità…

Ricorda una sua interrogazione?

Ricordo la delusione e lo sconforto del primo compito di Letteratura italiana di terza classico: un misero 6.5 dopo che avevo studiato come una pazza! Non ricordo una interrogazione in particolare ma lo spirito con cui le affrontavo: ero entusiasta di andare a fare una “chiacchierata” su argomenti che mi appassionavano molto al punto che portavo spesso approfondimenti critici o testi aggiuntivi. Mi importava relativamente del voto, mi piaceva discutere di letteratura, anche con riferimenti a quella latina e greca, con una persona che condivideva la mia stessa passione e che aveva contribuito ad accrescerla.

E’ vero che interrogava alle 7.30 del mattino prima della scuola?

Capitava a volte ma io preferivo fermarmi al pomeriggio.

Non stava mai seduto alla cattedra già all’epoca?

Paolo è sempre stato un peripatetico, passeggiava anche quando interrogava durante l’orario scolastico: è per questo che si mantiene in forma… Credo che non si sia mai seduto alla cattedra.

Come ricorda i suoi anni al liceo?

Massacranti dal punto di vista della mole di studio, bellissimi da un punto di vista umano, preziosissimi dal punto di vista culturale.

Per quanto tempo è stata allieva del prof Accossato?

Purtroppo un solo anno, l’ultimo del triennio.

Com’era il rapporto tra lei e il professore?

All’inizio non facile, non perché mi fosse ostile ma perché avevo alle spalle, come tutta la classe, un anno di “dolce far niente” e quindi ho dovuto rimettermi al passo; trascorsi i primi mesi non è stato difficile stravedere per lui data la stima e il rispetto che molto facilmente si era guadagnato. Noi ragazze poi eravamo vittime del suo fascino: giovane (soli nove anni in più delle sue studentesse), capelli al vento, erre moscia e una cultura sterminata.

Una particolare situazione, momento, aneddoto, che ricorda con Accossato?

Maggio ’97, un mese o poco più alla maturità: serata a scuola per vedere in teatro “Così è, se vi pare”. Un incubo, non finiva più e a peggiorare la situazione quelle maledette sedie in legno…

Voto di condotta?

10.

Com’e adesso il rapporto con il collega, amico o docente?

Paolo è sempre il mio professore, ancora adesso è lui il mio punto di riferimento se ho qualche dubbio. Dal 14 luglio 1998 (giorno dell’orale di maturità) è diventato anche mio amico; spesse volte l’ho chiamato e sono venuta a trovarlo per tenerlo aggiornato sui miei esami.

Ha mai avuto discussioni, diverbi con il professore?

No.

Lo ha mai corretto su qualcosa?

Impossibile.

Le è capitato di compiere qualche bravata, o di fare qualcosa di proibito, nei suoi anni a valsalice?

Non so se si possa definire una bravata ma a casa ho ancora un cubetto di porfido del cortile….

Primo giorno con Accossato?

Mi ricordo che aveva chiesto a ciascuno di noi perché avessimo scelto proprio il Liceo Classico.

Più difficile la vita al di qua o al di là della cattedra?

Sono due difficoltà diverse perché legate a due ruoli diversi: essere un bravo studente non è assolutamente facile perché non si vuol deludere né se stessi né i professori; essere docente è altrettanto difficile perché studiare per trasmettere il tuo sapere agli altri non ha nulla a che vedere con lo studiare per sé. E poi, per fortuna, non siamo solo insegnanti… voi ragazzi ci chiedete di essere molto altro ancora.

Ed ecco un esame di maturità ( eh si, di nuovo!). 

La legge della mano destra in che disciplina si trova?

A: Fisica (il professore la illustra pure in maniera corretta… ndr).

M: Fisica.

Come si scarica un film da Internet?

A: So che esistono programmi appositi: ne ho anche uno sul computer ma ammetto di non aver mai scaricato nulla.

M: Con e-mule.

Dov’é la Bitinia?

A: Asia Minore.

M: Asia Minore.

Chi ha scritto il “De otio” e di cosa parla?

A: Seneca.

M: Seneca.

“Un troll nei sotterranei!!” Da che film viene?

A: Non ne ho idea… (appena sente la risposta: “Harry potter e la camera dei Segreti” aggiunge: con orgoglio confido di non  aver mai letto i libi della saga e tanto meno visto i film).

M: Harry Potter e la camera dei segreti??!!

Definisca una parabola?

A: Dunque… c’è quella del buon samaritano, del figliol prodigo, ecc… e quella di Sky (non stava comunque scherzando… ndr).

M: Racconto evangelico con scopo didascalico.

 

I prossimi potreste essere voi….

 

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